Legislatura 16ª - 5ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 267 del 21/12/2009
Azioni disponibili
(1791-B, 1791-ter) Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2010 e bilancio pluriennale per il triennio 2010 - 2012 e relativa Nota di variazioni, approvato dal Senato e modificato dalla Camera dei deputati
- (Tab. 1- ter) Stato di previsione dell'entrata per l'anno finanziario 2010.
- (Tab. 2-ter) Stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno finanziario 2010.
(1790-B) Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2010), approvato dal Senato e modificato dalla Camera dei deputati
(Seguito dell'esame congiunto e rinvio )
Il presidente AZZOLLINI ricorda che nella seduta di ieri è stata conclusa la discussione generale.
Il senatore LATRONICO (PdL), relatore sul disegno di legge di bilancio, in sede di replica, fa presente che il dibattito svolto nella scorsa seduta è stato incentrato su questioni attinenti alla legge finanziaria, piuttosto che al documento di bilancio. Tuttavia, rileva che nonostante siano state apportate alcune modifiche alla Camera, volte a sostituire intere tabelle o a introdurre un nuovo stato di previsione per il Ministero della salute, occorre produrre al Parlamento anche indicatori di performance associati ai nuovi stanziamenti contabili. Anche in relazione alla riforma del bilancio appena approvata, non bisogna prestare attenzione soltanto ai profili contabili ma ai risultati delle attività svolte dalle amministrazioni centrali. Senza indicatori di performance, anche l'analisi del rendiconto viene svilita perché non sarebbe possibile fare il confronto tra obiettivi enunciati e risultati ottenuti. Conclude, infine, condividendo le considerazioni emerse dal dibattito che vedono nella riduzione della spesa corrente e nell'implementazione dell'efficienza della spesa stessa, la sfida di politica economica per i prossimi anni.
Il senatore SAIA (PdL), relatore sul disegno di legge finanziaria, in sede di replica, osserva che nell'esame in prima lettura era noto a tutti che il presupposto per introdurre modifiche significative al testo presentato dal Governo era rappresentato dalle nuove entrate derivanti dallo scudo fiscale. L'aggiornamento delle stime dello scudo fiscale, pari a 3,7 miliardi di euro, hanno dato la possibilità di prevedere nuovi interventi. Tuttavia, segnala come già in altre occasioni il Senato sia stato chiamato a prendere atto di decisioni assunte in altre sedi. Ritiene che tale modalità di procedere non dia merito al lavoro svolto in questo ramo del Parlamento e non giovi al buon funzionamento delle istituzioni. Fa presente inoltre che larga parte delle analisi svolte dall'opposizione, ed in particolare dal senatore Morando, sono condivise dalla maggioranza, così come le soluzioni avanzate. Si tratta di misure peraltro richiamate negli ordini del giorno accolti in Senato. Ritiene quindi che, pur escludendo modifiche ai documenti di bilancio, la terza lettura possa rappresentare una sede di definizione sugli interventi che il Parlamento ritiene necessario che il Governo adotti e che fino ad ora sono stati disattesi. Non concorda poi sul giudizio di inefficacia della decisione di bilancio in esame. Vi sono infatti molti interventi positivi che produrranno benefici per l'economia in materia di ammortizzatori sociali, patto per la salute, acconto IRPEF, impiego di lavoratori socialmente utili nei comuni ed infine l'istituzione della Banca del Sud.
Richiama, infine, il Governo, affinché ponga maggiore attenzione per gli interventi sollecitata dal Parlamento ed, in particolar modo, per quelli sui quali si registra la convergenza di tutte le forze politiche. Ciò fugherebbe ogni dubbio sul fatto che il Senato sia la sede di ratifica di decisioni assunte altrove e darebbe merito per l'alta qualità del lavoro e delle proposte avanzate e approvate in questa sede.
Il Vice ministro VEGAS non condivide le critiche avanzate sull'insufficienza degli interventi svolti. Rivendica, invece, la correttezza dell'azione di Governo che ha posto l'Italia in una condizione migliore rispetto a quella di altri Paesi ad economia avanzata. Il debito cresce in misura significativamente ridotta rispetto agli Stati Uniti e alla Germania e questo eviterà di dover aumentare la pressione fiscale in Italia nei prossimi anni. Ciò ha determinato le condizioni per limitati interventi di supporto all'economia, posta la riduzione delle entrate fiscali e quindi l'impossibilità di effettuare interventi di spesa. Condivide invece una visione positiva del futuro in quanto ritiene che una salda gestione della finanza pubblica, accompagnata ad un sistema di riforme che eliminino i vincoli alla crescita del Paese, siano i presupposti necessari per uno sviluppo. Ritiene inoltre che la razionalizzazione della spesa e le riforme già adottate possano produrre frutti molto positivi nei prossimi anni e rileva che, con un nuovo clima politico, vi possano essere futuri sbocchi parlamentari per le riforme istituzionali. Infine, ricorda come in assenza di dati sul risultato dello scudo fiscale, fosse stato condiviso un atteggiamento prudente. D'altro canto, gli interventi introdotti alla Camera dei deputati al testo in esame costituiscono misure necessarie e improrogabili. Altri interventi condivisibili non sono stati adottati per mancanza di risorse sufficienti. Rileva però che qualora si innesti un circuito virtuoso tra riforme e crescita economia, gli obiettivi di riduzione della pressione fiscale potrebbero essere anticipati. In questa fase, il Governo intende pervenire alla più rapida approvazione della legge finanziaria affinché le misure in essa contenute possano produrre effetti in tempi molto solleciti. L'accoglimento in questa sede di altre modifiche comprometterebbe questo obiettivo.
Si passa all'esame degli emendamenti al bilancio (pubblicati in allegato al resoconto).
Il presidente AZZOLLINI avverte che le proposte 2.Tab.2.1-5, 2.Tab.2.4-5, 2.Tab.2.5-5, 2.Tab.2.7-5, 2.Tab.2.9-5, 2.Tab.2.10-5, 2.Tab.2.12-5, 2.Tab.2.13-5, 2.Tab.2.14-5, 2.Tab.2.15-5, 2.Tab.2.16-5, 2.Tab.2.17-5, 2.Tab.2.18-5, 2.Tab.2.19-5, 2.Tab.2.20-5, 2.Tab.2.21-5, 2.Tab.2.22-5 e 2.Tab.2.23-5 risultano improponibili in quanto non correlate a modifiche introdotte dalla Camera dei deputati, mentre gli emendamenti 2.Tab.2.2-5, 2.Tab.2.3-5, 2.Tab.2.6-5, 2.Tab.2.8-5 e 2.Tab.2.11-5 sono inammissibili in quanto interessano unità previsionali di base modificate con la Nota di variazione. Pertanto, avverte che soltanto la proposta 11.1 può essere esaminata e posta in votazione.
Il senatore DEL VECCHIO (PD) illustra la proposta 11.1 volta a ridurre l'impatto del taglio di risorse di personale nel comparto della difesa. Osserva che ove tale proposta non fosse approvata verrebbero poste le condizioni per sottoporre il personale delle Forze armate ad elevati rischi di inefficienza operativa.
Il relatore LATRONICO (PdL) ed il Vice ministro VEGAS esprimono parere contrario sulla proposta 11.1.
Verificata la presenza del prescritto numero di senatori, la proposta 11.1, posta ai voti, risulta respinta.
Si passa all'esame degli emendamenti riferiti al disegno di legge finanziaria (pubblicati in allegato al resoconto).
Il senatore MORANDO (PD) illustra la proposta 2.4 concernente una rimodulazione delle aliquote e delle detrazioni IRPEF con particolare riferimento ai cosiddetti "incapienti". Si sofferma poi sulle misure contenute nella lettera e) del comma 8-bis, volte a introdurre misure di riduzione del costo del lavoro delle donne impiegate nelle aree dell'obiettivo 1. Ritiene che occorra aumentare la partecipazione delle donne al mercato del lavoro per ottenere un risultato positivo sul livello di attività economica. Una misura, quale quella prospettata, avrebbe un effetto significativo sul prodotto interno lordo e rappresenterebbe una proposta politica qualitativamente innovativa per il Paese. Ovviamente, essa presenta dei costi per il bilancio dello Stato che, vista l'attuale congiuntura, possono essere graduati in relazione alle risorse disponibili. Ciò ovvierebbe alle critiche avanzate all'opposizione di proporre misure che scardinano i conti pubblici. Successivamente, alla presenza di uno sviluppo economico più robusto, le stesse misure potrebbero essere estese a tutto il territorio nazionale al fine di elevare significativamente il PIL potenziale.
Il senatore MERCATALI (PD) illustra la proposta 2.5 recante la cosiddetta "cedolare secca" sugli affitti ed una detrazione sul reddito del locatario. Come pure testimoniato dall'ANCE si tratta di una misura che avrebbe una ricaduta molto positiva sul settore edile e suscettibile di rilanciare il mercato degli affitti. Finora, il Governo, si è opposto all'adozione di una tale misura per le ricadute sul bilancio dello Stato. A tal riguardo, ritiene che una visione troppo incentrata sui profili contabili e che esclude gli effetti complessivi sul sistema economico, penalizzi eccessivamente gli interessi del Paese. Illustra poi la proposta 2.12 concernente un'accelerazione dei pagamenti della pubblica amministrazione. Ritiene che anche in questo caso, nonostante il costo iniziale dell'intervento, le ricadute positive per l'economia del Paese sarebbero davvero significative anche in termini di investimenti.
Il senatore MORANDO (PD) illustra la proposta 2.14 volta a ridurre l'IRAP sulla componente del lavoro. Rileva come la proposta, lungi dal scardinare i conti pubblici, presenti una sorta di patto con le imprese in base al quale i futuri risparmi derivanti dalla riforma della pubblica amministrazione proposta dal Ministro Brunetta e dal senatore Ichino - quindi largamente condivisa dalle forze politiche - verranno destinati alla riduzione del costo del lavoro ai fini IRAP. Ritiene che si tratti di una misura molto importante perché costituirebbe il presupposto politico per la riduzione della spesa corrente primaria. Infatti, rispetto alla situazione attuale in cui prevale la pressione sul Governo di taluni settori del Paese ad incrementare (anziché ridurre) la spesa primaria corrente, il fatto di predeterminare la destinazione di risparmi di spesa corrente primaria a favore del tessuto produttivo, costituirebbe l'incentivo necessario a spingere anche la politica a ridurre la spesa.
Il senatore GIARETTA (PD) illustra la proposta 2.15 volta a prorogare gli interventi agevolativi per il miglioramento energetico degli edifici. Pur esprimendo un giudizio positivo sulla stabilizzazione della riduzione dell'IVA al 10 per cento, sottolinea la mancanza, nella manovra in esame, di un intervento specifico di sostegno al settore dell'efficienza energetica. La legge finanziaria costituisce anzi un arretramento in tale ambito, atteso che mancano interventi di incentivo rispetto al trasporto pubblico locale, nonché si prevede il sostanziale azzeramento degli interventi a favore delle bioenergie. Dal quadro complessivo emerge la mancanza di una strategia complessiva dell'attuale Esecutivo rispetto agli interventi prioritari per il Paese. Formula quindi osservazioni critiche in ordine alla destinazione delle risorse provenienti dal cosiddetto scudo fiscale, misura già di per sé criticabile in quanto costituisce sostanzialmente un condono che determina profili di indebitamento rispetto ai risultati conseguiti con la lotta all'evasione e all'elusione fiscale e genera, peraltro, aspettative di nuovi condoni. Le risorse relative allo scudo fiscale vengono usate poi per la sola copertura di spese correnti, per cui formula un giudizio negativo in relazione al mancato finanziamento di piani per lo sviluppo e per il sostegno alla produttività. La scarsa chiarezza nella destinazione prioritaria delle risorse, che emerge dal contenuto della legge finanziaria, e l'ingente numero di commi recati dal testo approvato presso la Camera dei deputati dimostrano come non appaia sufficiente stabilire un sistema di regole e di procedure, come previsto dalla riforma della legge di contabilità, risultando invece necessario garantire la chiarezza nei contenuti dei provvedimenti. Formula osservazioni critiche altresì sulla destinazione di risorse alla contrattazione di secondo livello, che pur costituendo una misura apprezzabile non tiene conto della grave condizione delle imprese a rischio di fallimento, dimostrando, anche sotto tale profilo, l'assenza di un quadro chiaro del Governo in ordine alle priorità da perseguire nella congiuntura economica attuale. Il quadro di copertura finanziaria degli interventi disposti dalla manovra appare altresì poco chiaro e sotto vari profili inidoneo, anche alla luce dell'ingente ammontare di interventi di spesa, pari a circa 17 miliardi, nel testo approvato dalla Camera dei deputati. Sottolinea al riguardo come sia particolarmente necessario, in tale quadro, che la Presidenza del Senato salvaguardi le prerogative di questo ramo del Parlamento in ordine al compiuto esame del provvedimento, anche in relazione alla corretta verifica dei profili di copertura finanziaria.
Il senatore VITA (PD) illustra la proposta 2.20, in tema di finanziamento delle università, richiamando il dibattito che è in corso di svolgimento presso la Commissione di merito in relazione alla riforma degli atenei. Illustra quindi i contenuti principali della proposta, volta a garantire un miglioramento dei livelli di finanziamento tale da consentire il raggiungimento, nell'anno 2020, di un valore medio di spesa in materia di istruzione e ricerca pari a quello degli altri Paesi europei. Sottolinea inoltre come la proposta sia volta a garantire un sostegno di tipo mirato, alla luce di una valutazione dei risultati ottenuti e sulla base dei criteri predisposti dall'ANVUR, quale ente deputato alla valutazione degli atenei. Conclude richiamando l'importanza della questione del finanziamento delle università, che registrano una grave riduzione di risorse, interessando tale riduzione non solo le università pubbliche ma anche quelle non statali. Illustra poi la proposta 2.39, volta ad intervenire sul taglio al fondo per l'editoria; in particolare formula osservazioni critiche sugli interventi disposti dal testo che incidono sui diritti soggettivi delle testate, raccomandando l'approvazione della proposta anche al fine di garantire la libertà di stampa nel Paese.
Il senatore RANUCCI (PD) illustra la proposta 2.23, alla quale aggiunge la firma, in materia di patto di stabilità interno; la grave situazione che interessa gli enti locali risulta particolarmente problematica alla luce del ritardo infrastrutturale di molte aree del Paese, per cui è necessario adottare misure per un miglioramento ed un adeguamento della rete delle infrastrutture anche a livello locale. La proposta mira a intervenire sui pagamenti dei debiti pregressi anche alla luce della grave situazione delle Regioni in materia di cumulo di debito. Raccomanda quindi l'approvazione della proposta al fine di delineare un concreto intervento per il sostegno degli amministratori locali, altrimenti esposti al rischio di sforamento del patto di stabilità interno.
Il senatore MORANDO (PD) illustra la proposta 2.54 in materia di trattamento di fine servizio, rilevando la criticità dell'utilizzo di risorse, già accantonate per finalità di copertura, ed altri interventi di spesa, utilizzo che costituisce un profilo gravemente problematico. La scelta normativa originariamente adottata in materia, pur presentando già di per sé profili problematici, risulta infatti aggravata dalla destinazione di tali risorse al finanziamento di altre spese, con evidente effetto in termini di dequalificazione del bilancio. La proposta è dunque volta a sopprimere la disposizione in tal senso recata dal disegno di legge finanziaria che determinerebbe altrimenti effetti di grave danno in termini di bilancio.
Il senatore MERCATALI (PD) illustra l'emendamento 2.58 in materia di ammortizzatori sociali, sottolineando la necessità di una riforma organica in tale ambito per far fronte alle gravi esigenze delle fasce di popolazione più colpite dalla crisi. Le misure che si rendono necessarie, pur di natura costosa, costituiscono una improcrastinabile risposta alle fasce coinvolte e più complessivamente sono volte al sostegno dell'intero sistema Paese. Illustra poi la proposta 2.71 volta alla soppressione delle richiamata disposizioni del disegno di legge finanziaria, risultando opportuno che i temi in rilievo siano trattati nella sede propria del codice delle autonomie.
Il senatore Massimo GARAVAGLIA (LNP) dichiara di ritirare l'ordine del giorno G/1790-B/27/5.
Il senatore DEL VECCHIO (PD) illustra la proposta 2.72 in materia di valorizzazione del patrimonio immobiliare della difesa. Formula osservazioni critiche rispetto ai criteri di destinazione delle risorse rinvenienti da tale valorizzazione, come previsti dal testo approvato dalla Camera dei deputati; in particolare, risulta necessario garantire che le risorse finanziarie derivanti dall'attività di valorizzazione degli immobili militari siano rassegnate, per una consistente percentuale, all'amministrazione della difesa, al fine di evitare la perdita da parte di quest'ultima di un rilevante valore del proprio patrimonio infrastrutturale.
Il senatore LUSI (PD) illustra la proposta 2.74, volta ad intervenire a favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici nella Regione Abruzzo. Dopo aver richiamato la normativa già adottata in materia, che risulta stratificata e con un problema di effettività del sostegno alle popolazioni colpite, raccomanda l'approvazione della proposta, volta a garantire alle persone coinvolte dagli eventi sismici una tutela altrettanto forte di quanto riconosciuto ad altre aree del Paese in occasione di eventi sismici.
Il senatore LEGNINI (PD) illustra l'emendamento 2.75 volto a dare soluzione a una serie di questioni non risolte relativamente al sisma in Abruzzo dell'aprile scorso. In particolare, la norma proposta vuole dare soluzione alla costituzione delle zone franche urbane finora rimaste lettera morta per l'inadeguatezza delle risorse ad esse destinate. Su questa questione, come su quella ricordata poc'anzi dal senatore Lusi, si sta verificando una vera ribellione dell'intera collettività, trasversale agli schieramenti politici. Ritiene, pertanto, che il Governo debba dare delle risposte chiare al fine di un leale rapporto con i cittadini di quei territori. La cifra necessaria alle azioni sopra richiamate è ingente e va oltre il miliardo e ciò richiede un forte impegno del Governo che non può essere quello preconizzato nel decreto-legge cosiddetto "mille proroghe". A ciò si aggiunga che la ricostruzione nei territori colpiti da sisma è sostanzialmente ferma e che la Cassa depositi e prestiti ha concesso sinora un numero irrisorio di mutui a fronte dell'enorme numero di richieste ad essa pervenute.
Il senatore RANUCCI (PD) illustra anzitutto l'emendamento 2.76 finalizzato a destinare le risorse attualmente appostate per la costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina a due fondamentali infrastrutture per lo sviluppo del Paese ovvero i corridoi ferroviari cinque e otto. E' inutile infatti ribadire che se non si interviene previamente sulle infrastrutture connesse all'utilizzazione del Ponte, cioè sulle Autostrade Salerno-Reggio Calabria e Messina-Palermo e sulle rispettive tratte ferroviarie, quest'opera sarà una nuova cattedrale nel deserto. L'emendamento è inoltre finalizzato al risanamento idrogeologico che nel Sud, in particolare, rappresenta un'emergenza non più rinviale. Illustra quindi l'emendamento 2.89 volto alla infrastrutturazione dei porti mediante l'implementazione delle autostrade del mare e l'aumento delle risorse finalizzate al collegamento con il resto d'Europa attraverso la tratta ferroviaria Genova-Torino.
Il senatore DEL VECCHIO (PD) illustra l'emendamento 2.78 volto a implementare le risorse per la sicurezza e per la protezione civile.
Il senatore LUSI (PD) illustra quindi l'emendamento 2.80 finalizzato ad un aumento dei fondi della cosiddetta "legge Pinto" per l'equo indennizzo riferita tuttavia alle necessità scaturenti dalla legislazione vigente.
Il senatore MERCATALI (PD) illustra brevemente l'emendamento 2.82 con il quale la sua parte politica intende dare sostegno ai piani per l'edilizia scolastica.
Interviene quindi il senatore MORANDO (PD) per illustrare anzitutto l'emendamento 2.83 che, in verità, rappresenta il pretesto per discutere dell'utilizzo del patrimonio pubblico in Italia. Infatti, a fronte di un enorme debito pubblico, il nostro Paese (gli altri Paesi stanno aumentando il loro debito ma con forti politiche anticicliche) pur non intervenendo, come invece sarebbe necessario, a sua volta con politiche anticicliche, ha tuttavia dalla sua un grande patrimonio pubblico che potrebbe essere utilizzato strategicamente per la riduzione del debito (una volta che i tassi di interesse riprenderanno a crescere, sarà davvero un problema di difficile gestione). Nella finanziaria, invece, si continua a fare del patrimonio pubblico un utilizzo spot per finanziare la spesa corrente primaria esattamente come farebbe un nobile decaduto che vende i beni di famiglia per continuare in un tenore di vita che non può più permettersi. L'emendamento vuole pertanto riproporre una questione di estrema serietà, sulla quale sarebbe necessaria una visione unitaria da parte di tutte le forze politiche secondo un piano che potrebbe dare sollievo all'intero sistema economico.
Illustra quindi l'emendamento 2.91 volto alla concessione automatica di crediti d'imposta per le imprese del Mezzogiorno. Tale questione viene riproposta rafforzata anche da uno studio della Banca d'Italia sull'intervento dello Stato dal secondo dopoguerra ad oggi per colmare il divario tra il Nord e il Sud del Paese. In tale studio si certifica il fallimento di tutte le politiche volte alla soluzione di questo problema soprattutto per una cattiva qualità della politica che, avendo un esagerato potere di mediazione, ha determinato vittorie di consenso elettorale di tutte quelle politiche che tale divario hanno aumentato. Il punto dell'automatismo rappresenta perciò il dato essenziale per evitare l'eccesso di intermediazione politica. Anche su questo tema sarebbe necessaria una visione unitaria da parte di tutte le forze politiche che certamente non possono pensare di veder risolta la questione attraverso trovate come quella del click-day la quale, al contrario, è la più emblematica rappresentazione della pervasività burocratica nel sistema degli incentivi.
Il senatore VITA (PD) illustra l'emendamento 2.94 sottolineando la necessità di dare una soluzione rapida alla difficilissima situazione dei lavoratori dell'ISPRA e dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. Illustra quindi l'emendamento 2.96 stigmatizzando i tagli rilevantissimi che il Governo ha fin qui operato al Fondo dello spettacolo mettendo in crisi un intero sistema.
Il senatore GIARETTA (PD) illustra infine l'emendamento 2.95 volto a rimpinguare i fondi per la cooperazione allo sviluppo e per rafforzare la lotta alla povertà e alla fame al fine di dare attuazione concreta alle promesse che pubblicamente tutti i Governi ripetutamente fanno in differenti sedi internazionali.
Si intendono illustrati tutti i restanti emendamenti.
Il presidente AZZOLLINI rinvia il seguito dell'esame dei provvedimenti in titolo.
La seduta termina alle ore 13,20.