Legislatura 16ª - 1ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 35 del 20/01/2009

(1117-A) Delega al Governo in materia di federalismo fiscale, in attuazione dell'articolo 119 della Costituzione

(Parere all'Assemblea su testo ed emendamenti. Esame. Parere condizionato sul testo; parere in parte favorevole, in parte non ostativo, in parte non ostativo con osservazioni sugli emendamenti)

 

       Il relatore BATTAGLIA (PdL), nel riferire sul disegno di legge in titolo, svolge in primo luogo alcune considerazioni di carattere generale, osservando che l’attuazione dell’autonomia finanziaria e fiscale delle Regioni e degli enti locali costituisce una riforma strutturale dell’ordinamento fiscale e finanziario della Repubblica. Rileva inoltre che la disponibilità delle risorse finanziarie derivanti dal complesso delle entrate statali, regionali e locali è funzionale allo svolgimento di compiti e funzioni nelle materie di competenza e che, nel corso dell’esame in Commissione, è emersa in più occasioni l’esigenza di procedere tempestivamente ad alcuni, importanti interventi di adeguamento dell’ordinamento, mediante misure di revisione costituzionale e leggi ordinarie, che costituiscano un completamento dell’assetto istituzionale coerente con la realizzazione dei princìpi di federalismo fiscale.

Nel rilevare pertanto l'opportunità di procedere tempestivamente, nelle conseguenti misure di revisione costituzionale e di innovazione legislativa, propone di esprimere, per quanto di competenza, un parere favorevole.

            Quanto all'articolo 2, commi 3 e 4, propone che il parere favorevole sia condizionato all'introduzione di alcune modifiche. In merito alla consultazione delle autonomie, affinché siano precisati gli effetti dell'intesa in sede di Conferenza unificata, sia regolando il caso di una mancata intesa sia attribuendo al Governo un onere di motivazione per il possibile esito difforme del procedimento di legislazione delegata rispetto ai contenuti dell'intesa: vi sarebbe infatti, a suo avviso, un dubbio di compatibilità costituzionale per un'interpretazione che possa dare all'intesa la qualità di un presupposto assolutamente necessario e vincolante.

Circa i pareri parlamentari, rileva che dovrebbe essere assicurata la simmetria tra quello della commissione bicamerale e quelli delle commissioni competenti per le conseguenze di carattere finanziario sotto l'aspetto degli effetti di un mancato parere nei termini di legge, ovvero della possibilità per il Governo di adottare comunque i decreti legislativi.

            Per le ragioni appena esposte, propone di esprimere un parere favorevole sugli emendamenti 2.715 e 2.750, mentre propone un parere di nulla osta su tutti gli altri emendamenti con alcune osservazioni che rilevano altrettante anomalie: il 2.521, il 2.523 e il 2.87 prevedono pareri parlamentari sottoposti al voto delle Assemblee e pareri parlamentari vincolanti su schemi di decreto legislativo; il 2.81 prevede più pareri parlamentari da parte di più organi bicamerali; il 2.520 postula una modificazione dei Regolamenti parlamentari, già prevista ma non ancora realizzata e, inoltre, ribadisce il carattere assolutamente necessario dell’intesa in sede di Conferenza unificata; il 3.1, al comma 3, prevede l’integrazione di un organo parlamentare, sia pure a effetti limitati ma con componenti estranei alle Camere; il 3.502 affida ai Consigli delle autonomie locali un ruolo non previsto dalla Costituzione (articolo 123).

 

            Il senatore CECCANTI (PD) condivide la proposta di parere del relatore.

 

            Il senatore BENEDETTI VALENTINI (PdL), nel condividere la proposta del relatore, propone di integrare il parere, rilevando l'opportunità di prevedere un limite massimo di pressione fiscale complessiva destinata a gravare sul contribuente, che a suo avviso corrisponde a un indirizzo costituzionale coerente: segnala che una proposta in tal senso è contenuta nell'emendamento 25.701, che pertanto potrebbe essere accompagnato da un parere favorevole della 1ª Commissione

 

            Il PRESIDENTE osserva che tale rilievo, al di là del merito dell'emendamento, non sia di competenza della Commissione affari costituzionali in sede di espressione del parere all'Assemblea, in quanto l'emendamento in questione propone una scelta di politica economica, ma non sembra che possa essere qualificato unanimemente come un corollario di scelte di politica costituzionale.

 

            Conviene il senatore CECCANTI (PD).

 

Il relatore BATTAGLIA (PdL), nel condividere le osservazioni del Presidente, insiste per l'originaria proposta di parere.

 

            La Sottocommissione concorda.