Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 1-00539
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Atto n. 1-00539
Pubblicato il 1 febbraio 2012
Seduta n. 668
BRICOLO , CALDEROLI , BODEGA , ADERENTI , BOLDI , CAGNIN , CASTELLI , DAVICO , DIVINA , FRANCO Paolo , GARAVAGLIA Massimo , LEONI , MARAVENTANO , MAURO , MAZZATORTA , MONTANI , MONTI Cesarino , MURA , PITTONI , RIZZI , STIFFONI , TORRI , VACCARI , VALLARDI , VALLI
Il Senato,
premesso che:
tutte le previsioni macroeconomiche degli istituti ed organismi accreditati fotografano un Paese in una situazione di vera e propria recessione;
la grave congiuntura economico-finanziaria che sta attraversando il Paese ha determinato e determinerà ancora di più nei prossimi mesi rilevanti ricadute negative sull'occupazione. I lavoratori più a rischio - anche per la tipologia delle loro mansioni e dei relativi contratti - saranno sicuramente i lavoratori stranieri. Tale situazione creerà rilevanti problemi non solo sotto il profilo strettamente occupazionale, ma anche dal punto di vista della sicurezza pubblica, considerato il rischio attuale che molti stranieri, perdendo il posto di lavoro, in assenza di altri ammortizzatori sociali quali la famiglia e la comunità di appartenenza, finiscano per incrementare le fila della criminalità;
la stessa Confindustria stima che nei prossimi mesi si determineranno esuberi per oltre 800.000 lavoratori nel Paese e i dati relativi alla disoccupazione e al ricorso agli ammortizzatori sociali evidenziano la necessità di disincentivare l'arrivo di nuova manodopera dall'estero;
il Governo attualmente in carica ha assunto, tra i suoi primi atti concreti, iniziative di segno opposto, come ad esempio l'adozione delle norme di cui all'articolo 40 del decreto-legge n. 201 del 6 dicembre 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 214 del 2011, rubricato "Riduzione degli adempimenti amministrativi per le imprese", che dispone che il lavoratore immigrato in attesa del rilascio o del rinnovo del permesso di soggiorno può legittimamente soggiornare nel territorio dello Stato e svolgere temporaneamente attività lavorativa;
la disposizione citata configura una sorta di provvisorio silenzio-assenso rispetto alla domanda di permesso di soggiorno che collide con altre disposizioni dell'ordinamento in materia e consente di fatto ad un lavoratore straniero in posizione irregolare di poter prestare la propria opera lavorativa;
destano altrettanta preoccupazione le dichiarazioni formulate dal Ministro per la cooperazione internazionale e l'integrazione Riccardi, nel corso della sua audizione presso la I Commissione permanente (Affari costituzionali, della Presidenza del Consiglio e interni) della Camera dei deputati dell'11 gennaio 2012, circa l'opportunità di estendere il periodo, attualmente fissato in sei mesi, durante il quale il lavoratore straniero che abbia perso il proprio posto di lavoro può continuare a soggiornare nel nostro Paese per cercare un'altra occupazione;
le riserve espresse dal Ministro dell'interno Cancellieri e dal Ministro per la cooperazione internazionale e l'integrazione Riccardi in ordine all'innalzamento dell'importo del contributo per il rilascio ed il rinnovo del permesso di soggiorno, disposto con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dell'interno, del 6 ottobre 2011, adottato in attuazione del comma 2-ter dell'articolo 5 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, trascurano di considerare che anche i lavoratori stranieri devono concorrere al finanziamento del sistema di welfare, delle cui prestazioni usufruiscono ampiamente, e devono altresì dare il loro apporto, alla stregua dei cittadini italiani, ai sacrifici imposti dalla necessità di mantenere l'equilibrio dei conti pubblici;
in altri Paesi sia europei che extraeuropei il contributo richiesto agli extracomunitari per il rilascio dei permessi di soggiorno è ben superiore al contributo previsto dalla disciplina introdotta dal citato decreto ministeriale del 6 ottobre 2011;
considerato che i propositi sopra illustrati dell'attuale maggioranza governativa e di autorevoli esponenti del Governo non tengono in alcun modo in considerazione l'attuale congiuntura e rappresentano altresì un forte incentivo al lavoro nero per gli immigrati, stante l'incapacità del sistema economico di assorbire l'offerta di forza lavoro,
impegna il Governo:
a non introdurre modifiche alla disciplina relativa al contributo per il rilascio ed il rinnovo del permesso di soggiorno di cui all'articolo 5, comma 2-ter, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, e a dare piena attuazione a quanto disposto dal decreto ministeriale del 6 ottobre 2011, fortemente voluto dal Ministro dell'interno pro tempore Maroni;
ad assumere iniziative volte a contenere l'arrivo di nuova manodopera immigrata nel nostro Paese, anche sospendendo l'adozione dei decreti che determinano i flussi di ingresso per i lavoratori extracomunitari.