Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 1-00328
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Atto n. 1-00328 (procedura abbreviata)
Pubblicato il 26 ottobre 2010
Seduta n. 445
DI GIOVAN PAOLO , FINOCCHIARO , ZANDA , LATORRE , CASSON , PERDUCA , BASTICO , ADAMO , CECCANTI , FERRANTE , FRANCO Vittoria , GIARETTA , BAIO , MARITATI , CARLONI , AMATI , BASSOLI , CHITI , DE SENA , GARAVAGLIA Mariapia , PINOTTI , ARMATO , ADRAGNA , AGOSTINI , ANDRIA , ANTEZZA , BARBOLINI , BERTUZZI , BIANCO , BIONDELLI , BLAZINA , BONINO , BOSONE , BUBBICO , CABRAS , CAROFIGLIO , CERUTI , CHIAROMONTE , CHIURAZZI , COSENTINO , CRISAFULLI , D'AMBROSIO , DE LUCA , DEL VECCHIO , DELLA MONICA , DELLA SETA , DONAGGIO , D'UBALDO , FILIPPI Marco , FIORONI , FISTAROL , FOLLINI , FONTANA , GALPERTI , GARRAFFA , GASBARRI , GHEDINI , GRANAIOLA , ICHINO , INCOSTANTE , LEDDI , LEGNINI , LIVI BACCI , LUMIA , LUSI , MAGISTRELLI , MARCENARO , MARCUCCI , MARINARO , MARINI , MARINO Ignazio , MARINO Mauro Maria , MAZZUCONI , MERCATALI , MICHELONI , MILANA , MOLINARI , MONGIELLO , MORANDO , MORRI , MUSI , NEGRI , NEROZZI , PAPANIA , PASSONI , PEGORER , PERTOLDI , PIGNEDOLI , PORETTI , PROCACCI , RANDAZZO , RANUCCI , ROILO , ROSSI Nicola , ROSSI Paolo , RUSCONI , SANGALLI , SANNA , SCANU , SERAFINI Anna Maria , SIRCANA , SOLIANI , STRADIOTTO , TEDESCO , TOMASELLI , TONINI , TREU , VERONESI , VIMERCATI , VITA , VITALI , ZAVOLI
Il Senato,
premesso che:
il 31 ottobre 2010 ricorrerà il decennale della risoluzione del Consiglio di sicurezza ONU 1325 su donne e peacebuilding, il cui contenuto verte sui diritti delle donne nel settore della pace e sicurezza; in tale occasione l'ONU e la UE terranno un confronto sui risultati finora raggiunti;
la risoluzione sollecita gli Stati membri a garantire un'accresciuta partecipazione delle donne a tutte le azioni poste in essere per mantenere e promuovere la pace e la sicurezza ed a diffondere la presenza delle donne a tutti i livelli decisionali delle istituzioni nazionali, regionali ed internazionali, ad aumentare le candidature femminili per gli incarichi di rappresentanti speciali e di inviati dell'ONU;
la risoluzione 1325 si rivolge sia agli Stati sia alle organizzazioni internazionali perché proteggano attivamente donne e bambini dalle violenze nel corso dei conflitti armati, perché perseguano i crimini sessuali nel corso di una guerra, perché introducano una prospettiva di genere nelle operazioni di mantenimento della pace, perché migliorino la formazione specializzata e sostengano le iniziative di pace delle donne nelle aree di crisi;
l'importanza di tale risoluzione è legata all'esplicito riferimento, per la prima volta, dell'impatto della guerra sulle donne di ogni età e condizione, evidenziando inoltre il contributo che queste apportano nella gestione e risoluzione dei conflitti e nelle operazioni di pace, per questi motivi la risoluzione esorta ad una sempre maggiore visibilità delle donne e ad un loro crescente coinvolgimento politico e sociale;
la risoluzione 1325 affronta con chiarezza i termini "asimmetrici" delle guerre moderne, affiancando con proposte concrete chi, in caso di conflitto, è "debole tra i deboli", non per compiangere ma per costituire un elemento di difesa e di futuro rafforzamento,
impegna il Governo:
ad adottare le iniziative di competenza al fine di dare piena attuazione alla risoluzione 1325 del Consiglio di sicurezza dell'ONU con particolare riferimento alle misure atte a rinforzare il ruolo attivo delle donne nei processi di pace;
ad attivarsi affinché sia assicurato l'incremento della rappresentanza delle donne in tutti i livelli decisionali delle istituzioni nazionali, regionali, internazionali e sovranazionali per la prevenzione e risoluzione dei conflitti attraverso la previsione di una quota non inferiore al 30 per cento nel settore pubblico, specificatamente nel Ministero degli affari esteri, nelle direzioni politiche e nelle Forze armate italiane, sia nel settore privato-sociale, sia nelle associazioni di volontariato;
a promuovere l'attuazione di corsi di formazione continua che rendano le donne competitive nell'affrontare sia i processi legati alla gestione e risoluzione dei conflitti sia nel consolidamento della pace;
ad aumentare il sostegno finanziario, tecnico e logistico alle attività di addestramento destinate a creare una sensibilità sulle questioni di genere, includendo anche i fondi e i programmi pertinenti fra i quali rientrano il Fondo delle Nazioni Unite per la donna e il Fondo delle Nazioni Unite per l'infanzia;
a creare un gruppo di lavoro ad hoc, aperto alla partecipazione di tutte le forze politiche e sociali interessate, con il compito di diffondere la conoscenza della normativa e delle politiche internazionali in materia, nonché degli impegni derivanti a livello nazionale, ed assicurare la partecipazione attiva del mondo politico italiano al dibattito di livello europeo e internazionale;
a proporre iniziative internazionali di cooperazione culturale e sociale, in special modo, e ove, sia possibile, nei Paesi luogo di conflitto armato, in quelli appena usciti da tali eventi oppure in quelli a rischio futuro, in collaborazione con le ONG, il volontariato e il terzo settore italiani e del Paese oggetto di aiuto.