Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-02789

Atto n. 4-02789

Pubblicato il 2 marzo 2010
Seduta n. 343

DELL'UTRI - Al Ministro della giustizia. -

Premesso che:

sono state ampiamente diffuse da tutti gli organi di informazione le ripetute e varie dichiarazioni rese a numerosi uffici giudiziari dal signor Massimo Ciancimino;

a giudizio dell'interrogante, dal contenuto delle sue rivelazioni è chiaramente emerso: 1) un suo intrinseco coinvolgimento nell'associazione mafiosa Cosa Nostra, rispetto alla quale egli, per sua stessa ammissione, avrebbe svolto un ruolo essenziale di tramite tra il padre, Vito Ciancimino, ed i vertici dell'organizzazione; 2) tale situazione rappresenterebbe un'ipotesi di responsabilità diretta dello stesso Ciancimino in ordine al delitto di partecipazione all'associazione mafiosa, di cui all’art. 416-bis del codice penale e/o, quanto meno, in ordine al reato di concorso esterno nel medesimo delitto;

tenuto conto che:

come è stato ampiamente riportato da tutti gli organi di stampa, almeno con riferimento alle dichiarazioni rese nel corso del dibattimento a carico del generale Mori, che si celebra attualmente dinanzi il Tribunale di Palermo, il signor Ciancimino risulterebbe essere “testimone assistito” ai sensi dell’art. 197-bis del codice di procedura penale perché imputato in un procedimento probatoriamente collegato, con riferimento a quello a suo carico per il reato di riciclaggio, per il quale ha già riportato condanna in primo e secondo grado;

tale posizione giuridica attualmente attribuitagli lo porrebbe, quindi, ancora oggi nel ruolo proprio del testimone;

il ruolo del testimone così riconosciutogli dovrebbe far presumere che egli non sia stato ancora sottoposto ad indagine per il reato associativo,

l'interrogante chiede di sapere:

se al Ministro in indirizzo risulti che il signor Ciancimino sia stato o meno già iscritto nel registro degli indagati per il reato di partecipazione ad associazione mafiosa o quale concorrente esterno alla medesima;

in caso di risposta negativa, se risultino: a) i motivi in base ai quali le dichiarazioni rese dal signor Ciancimino siano considerate alla stregua di quelle rese da un "testimone" e non già alla stregua di quelle rese da un "imputato" ai sensi dell’art. 210 del codice di procedura penale; b) le ragioni e i criteri in base ai quali, pur vigendo nei confronti di indagati per il reato di associazione per delinquere di stampo mafioso o per quello di concorso esterno nel medesimo reato la presunzione della sussistenza delle esigenze cautelari di cui all’art. 274 del codice di procedura penale, nei confronti del sopraccitato signor Ciancimino non sia stata richiesta la misura cautelare di cui all’art. 275, comma 3, del codice di procedura penale; c) i motivi e i criteri in base ai quali il signor Ciancimino non sia stato ancora sottoposto ad indagine per i reati associativi di cui sopra, stante, ad avviso dell'interrogante, l'evidenza e la fondatezza della notizia di reato a suo carico, da lui stesso fornita nel corso delle sue rivelazioni.