Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-00424

Atto n. 3-00424 (con carattere d'urgenza)

Pubblicato il 27 novembre 2008, nella seduta n. 104
Trasformato

DELLA MONICA , INCOSTANTE , FIORONI , FRANCO Vittoria , CECCANTI , RUSCONI , MAZZUCONI , D'AMBROSIO , VERONESI , MORANDO , BASTICO , VITALI , MONGIELLO , MARINARO , ADAMO , SIRCANA , MARCENARO , STRADIOTTO , BIANCO , SANNA , SCANU , LIVI BACCI , DE SENA , PIGNEDOLI , DEL VECCHIO , BIONDELLI , GRANAIOLA , VITA , NEROZZI , PASSONI , FOLLINI , ZANDA , GHEDINI , ARMATO , BERTUZZI , BLAZINA , MARCUCCI , BAIO , FONTANA , ICHINO , CARLONI , SERAFINI Anna Maria , MARITATI , GALPERTI , CAROFIGLIO , PARDI , LI GOTTI , SERRA , CHIURAZZI , SANGALLI , ADRAGNA , SOLIANI , GARAVAGLIA Mariapia , BONINO , PORETTI , PERDUCA , FILIPPI Marco , NEGRI , FINOCCHIARO , CHITI - Al Ministro della giustizia. -

Premesso che:

nei giorni dal 19 al 21 novembre 2008 si sono tenute a Milano le prove scritte del concorso a 500 posti di magistrato ordinario, bandito con decreto ministeriale 27 febbraio 2008;

in ragione dell'espresso divieto previsto dall'articolo 3, quarto capoverso, del decreto ministeriale 10 settembre 2008 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale – 4a serie speciale n. 73 del 19 settembre 2008, secondo cui "è fatto assoluto divieto di introdurre nell'aula d'esame carta da scrivere, appunti, manoscritti, libri o pubblicazioni di qualunque genere non autorizzati, telefoni cellulari, agende elettroniche e qualsiasi strumento idoneo alla memorizzazione di informazioni o alla trasmissione di dati", è preclusa ai candidati la possibilità di avvalersi di manuali, codici commentati con la giurisprudenza o la dottrina, e di ogni altro testo idoneo a facilitare la ricostruzione dell'elaborazione giurisprudenziale, dottrinale, ermeneutica degli istituti giuridici, disponendosi a tal fine un'apposita procedura di consegna, controllo e convalida dei codici e dei testi di legge di cui è ammessa la consultazione in sede di esame;

come può evincersi anche da dichiarazioni diffuse dagli organi di stampa (cfr. "il Riformista", 26 e 27 novembre 2008, rispettivamente pagine 1 e 3, "Il Giornale" del 27 novembre, "L'Unità" del 27 novembre), sui banchi di alcuni candidati sono stati rinvenuti diversi codici commentati con la giurisprudenza ovvero esplicati con note dottrinali; riviste giuridiche e addirittura manuali inerenti le materie oggetto delle prove, recanti la vidimazione del Ministero della giustizia che ne avrebbe attestato l'ammissibilità;

su segnalazione di alcuni candidati, 50 partecipanti al concorso sono stati espulsi in quanto in possesso di codici commentati, manuali o riviste giuridiche, ancorché vidimati dai competenti funzionari del Ministero della giustizia;

in un articolo, non firmato, intitolato "Toghe truccate - Una aspirante magistrato racconta il suo concorso farsa" pubblicato sul quotidiano "il Riformista" del 26 novembre è riportata una lettera "firmata", indirizzata al Ministro della giustizia, di una partecipante al concorso che ha denunziato una serie di irregolarità, che denotano una disparità di trattamento nei confronti dei candidati anche per la mancata espulsione di "coloro che, trovati in possesso del materiale proibito, rimangono in aula" (e quindi espletano la prova di concorso, con una possibile alterazione dei risultati) e per il rifiuto della commissione, dopo che i partecipanti avevano protestato per la presenza di testi "macroscopicamente vietati e per lo più timbrati" di ripetere la procedura dei controlli che "si era rivelata fallimentare", allo scopo di "controllare la presenza di ulteriori irregolarità", con la risposta che "non era possibile effettuare i controlli dovuti. Il concorso doveva andare avanti e chi non voleva poteva anche andarsene e fare ricorso";

in un articolo, a firma del giornalista Luca Fazzo, intitolato "La giustizia malata - Il mio esame da giudice: tutto truccato" pubblicato sul quotidiano "Il Giornale" del 27 novembre è riportato il racconto virgolettato di una candidata, che, dopo avere lamentato l'ingresso in aula di testi commentati ad opera di alcuni candidati per un difetto di idonei controlli, rappresenta "una situazione surreale. E il presidente diceva: la prova va avanti, non è successo niente. Nei due giorni successivi il concorso è andato avanti così: chi copiava dai testi e chi si arrangiava in qualche modo..." ;

considerato che:

da quanto esposto risulta che, nonostante le suddette procedure di consegna e controllo dei testi legislativi effettuate in relazione al concorso tenutosi a Milano il 19, 20 e 21 novembre 2008, sarebbero stati ammessi diversi codici e manuali chiaramente incompatibili con il divieto di cui all'articolo 3, quarto capoverso, del citato decreto ministeriale 10 settembre 2008, così pregiudicando la validità delle procedure concorsuali in oggetto;

da quanto sopra esposto discende che, in particolare, qualora non fossero stati espulsi tutti i candidati in possesso di testi legislativi incompatibili con il suddetto divieto, la regolarità del concorso e la stessa parità di trattamento dei concorrenti sarebbe stata certamente inficiata, con grave danno dei candidati che abbiano osservato le prescrizioni del bando, inevitabilmente pregiudicati dal vantaggio ottenuto dai concorrenti meno rispettosi delle norme;

tali circostanze, qualora vere, sarebbero di assoluta gravità, in quanto idonee a mettere in dubbio la regolarità del concorso, nonché a creare una sfiducia nelle procedure pubbliche di selezione di candidati alle funzioni giudiziarie,

si chiede di sapere:

quali provvedimenti urgenti il Ministro in indirizzo intenda adottare al fine di far piena luce in ordine alle supposte irregolarità verificatesi nell'ambito delle prove scritte del concorso in premessa e quali provvedimenti intenda adottare, nel caso che le supposte violazioni risultassero effettivamente avvenute;

indipendentemente dall'esito delle procedure di verifica in ordine alla regolarità delle prove concorsuali in esame e dai provvedimenti conseguenti, quali misure intenda assumere al fine di evitare che, in futuro, possano ripetersi simili episodi di palese violazione delle prescrizioni che regolamentano lo svolgimento del concorso da magistrato ordinario.