Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 1-00003
Azioni disponibili
Atto n. 1-00003 (procedura abbreviata)
Pubblicato il 27 maggio 2008, nella seduta n. 7
PINOTTI , FINOCCHIARO , ZANDA , LATORRE , ADAMO , AMATI , ANTEZZA , ARMATO , BARBOLINI , BASSOLI , BASTICO , BAIO , BERTUZZI , BIANCHI , BIANCO , BIONDELLI , BLAZINA , CABRAS , CARLONI , CAROFIGLIO , CASSON , CECCANTI , CHIAROMONTE , CHIURAZZI , COSENTINO , D'AMBROSIO , DE SENA , DEL VECCHIO , DELLA MONICA , DI GIROLAMO Leopoldo , DONAGGIO , FIORONI , FOLLINI , FONTANA , FRANCO Vittoria , GALPERTI , GARAVAGLIA Mariapia , GASBARRI , GHEDINI , GRANAIOLA , GUSTAVINO , INCOSTANTE , LEDDI , LEGNINI , LIVI BACCI , LUMIA , MAGISTRELLI , MARCENARO , MARINARO , MARINI , MARINO Ignazio , MARITATI , MAZZUCONI , MICHELONI , MONGIELLO , MORANDO , NEGRI , PEGORER , PERDUCA , PIGNEDOLI , PORETTI , PROCACCI , RUTELLI , SANNA , SBARBATI , SCANU , SERAFINI Anna Maria , SERRA , SIRCANA , STRADIOTTO , SOLIANI , TONINI , VITALI , ZAVOLI , CAFORIO , BELISARIO , GIAMBRONE , PETERLINI , VITA
Il Senato,
premesso che:
il Primo protocollo aggiuntivo alle Convenzioni di Ginevra del 12 agosto 1949 relativo alla protezione delle vittime dei conflitti armati internazionali adottato a Ginevra l'8 giugno 1977, ratificato dall’Italia con legge 11 dicembre 1985, n. 762, contiene una serie di disposizioni che vietano gli attacchi militari indiscriminati a danno della popolazione civile e quelli realizzati con metodi o mezzi di combattimento che non hanno un obiettivo militare determinato;
il medesimo protocollo stabilisce, inoltre, che coloro che preparano o decidono un attacco hanno la responsabilità di prendere tutte le precauzioni praticamente possibili nella scelta dei mezzi e metodi di attacco, allo scopo di evitare o, almeno, di ridurre al minimo il numero di morti e di feriti tra la popolazione civile, nonché i danni ai beni di carattere civile che potrebbero essere incidentalmente causati;
le munizioni cluster (cioè a grappolo), per le loro caratteristiche intrinseche (diffusione di centinaia di submunizioni su un'ampia superficie, instabilità delle submunizioni inesplose) rendono difficile se non impossibile rispettare le norme di diritto internazionale umanitario sopra richiamate previste a protezione delle popolazioni civili;
la legge 29 ottobre 1997, n. 374, e successive modificazioni, recante “Norme per la messa al bando delle mine antipersona”, reca una definizione di mina antipersona che, ponendo l'accento sugli effetti dell'ordigno, appare riferibile anche alle cluster bomb;
le stesse caratteristiche delle mine antipersona si riscontrano infatti anche nelle submunizioni inesplose, in quanto spesso esplodono a causa della prossimità, presenza o contatto di una persona e non "scadono"; inoltre, molte di esse non sono dotate di meccanismi di autodistruzione e disattivazione;
la forma e il colore delle citate submunizioni rappresentano un motivo di attrazione soprattutto per i bambini, tanto che, come dimostrano i dati forniti da organizzazioni umanitarie internazionali, il 98 per cento delle persone rimaste uccise, ferite o mutilate a causa delle bombe a grappolo è rappresentato da civili e un quarto di questi è costituito da bambini;
l’esempio più recente degli effetti intollerabili dell’utilizzo delle cluster bomb si è registrato in Libano, dove secondo stime dell’ONU sono rimasti sul terreno circa 100.000 ordigni inesplosi, con potenziale effetto devastante sulla popolazione civile, e dove sono impegnati i militari italiani della missione UNIFIL in un’attività, tanto meritoria quanto difficile, di bonifica del territorio;
considerato che a Dublino il 19 maggio 2008 è iniziata la Conferenza internazionale per la messa al bando delle cluster bomb, alla quale partecipano oltre 100 delegati in rappresentanza di altrettante nazioni, tra cui l’Italia, che si concluderà il 30 maggio;
l’obiettivo della Conferenza di Dublino è l’approvazione di un trattato internazionale che impegni i firmatari a non usare, sviluppare, fabbricare, vendere e distribuire le cluster bomb e a distruggere entro brevi termini quelle in loro possesso,
impegna il Governo:
ad assumere nell’ambito della Conferenza di Dublino un netta posizione in favore della messa al bando delle cluster bomb e a sviluppare a tal fine un’adeguata iniziativa diplomatica per coinvolgere la comunità internazionale nell’adozione di uno strumento giuridicamente vincolante che vieti, senza ambiguità, l’uso, la produzione, il trasferimento, la vendita e lo stoccaggio delle munizioni a grappolo.