Legislatura 15ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 041 del 28/09/2006
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VALENTINO (AN). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VALENTINO (AN). Signor Presidente, l'argomento è certamente fra quelli più attuali oggi in trattazione. Esso riguarda la materia della disciplina e afferisce proprio alla tipicizzazione delle condotte che devono essere eventualmente valutate e censurate dal Consiglio superiore della magistratura.
Francamente non capisco perché si debba sospendere una iniziativa legislativa, il decreto legislativo n. 109 del 2006, che recita: «Quando il magistrato è sottoposto a procedimento penale per delitto non colposo punibile, anche in via alternativa, con pena detentiva» deve essere sospeso dalle proprie funzioni.
Signor Presidente, nel momento in cui voi sospenderete la legge che è stata approvata nella scorsa legislatura si verificherà una vacatio legis e lo abbiamo dichiarato ampiamente nel corso di questo dibattito. Non ci sarà una norma che potrà regolamentare certe vicende e certe condotte. Le chiedo: il magistrato che abbia violato la legge in forza di quale norma sarà sospeso dalle funzioni? Nulla lo prevedrà più, almeno fino al luglio 2007.
Questo è il pasticciaccio brutto provocato da queste iniziative dissennate - perdonatemi, onorevoli colleghi - tese ad assecondare funzioni corporative senza una seria valutazione di quale sarebbe stata la conseguenza se si fosse acceduto in maniera così superficiale a questa richiesta così singolare.
Si può violare la legge. Alcune categorie privilegiate lo potranno fare senza che i loro organismi disciplinari, posti dalla Costituzione al vertice delle valutazioni disciplinari per costoro, possano ritualmente intervenire. Invero non vi è una norma che regolamenti la loro attività. Ecco un altro dei danni che questa sospensione andrà a determinare.