Legislatura 15ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 041 del 28/09/2006

MASTELLA, ministro della giustizia. Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

MASTELLA, ministro della giustizia. Vorrei dire che, a seguito dell'intervento del senatore Di Lello, di quanto testé affermato dal senatore Matteoli, dell'indicazione di procedura del senatore D'Onofrio e di altri intervenuti - dal senatore Brutti al Presidente Salvi - mi pare che ci siano queste condizioni al merito.

Vorrei aggiungere però, con molto franchezza, che non è che un Ministro sia dubbioso, abbia strane curiosità o non sia appagato da ciò che ha determinato. Io ritengo - l'ho detto anche prima - che questo, fin dove è possibile (spero che lo sia), non è un nodo di natura politica. Non vorrei tradurre la questione in termini di ideologia «l'uno contro l'altro». È stata mostrata da parte di tanti senatori una certa disponibilità, nel convenire su alcuni elementi e trovare una soluzione ragionevole. Su altri punti ci saranno discordanze, ma registro innanzitutto - voglio dirlo anche al senatore Castelli - il clima diverso che ognuno di noi ha mutuato dal proprio senso di responsabilità e che prescinde dalle aree di appartenenza.

Penso che questo clima ci abiliti e ci porti non a segnare il passo o a ritenere che io abbia avuto una sbandata o abbia fatto una cosa di cui non sono convinto. Non è assolutamente così. Ciò nonostante, se su tale argomento il Parlamento fornisce il proprio contributo, anche nell'idea che ho del rapporto dialettico tra Governo e Parlamento, il Governo ha il dovere di tenere conto dei rilievi dell'opposizione e anche dalla maggioranza che lo sostiene.

Non c'è un atto di sfiducia alla sua maggioranza. Ho il dovere di tenere conto di un elemento di grande equilibrio che bisogna trovare. Credo che, utilizzando opportunamente i prossimi giorni, potremo arrivare all'appuntamento avendo realizzato una condizione ottimale per tutti. Non è, voglio dirlo al senatore, mio amico, Matteoli, una sconfitta o una resa del Governo o della maggioranza. È una resa alla giustizia migliore, questo è il mio intendimento, per cui tutti lavoriamo, tentando di farlo nel modo migliore.

Al di là dell'aspetto regolamentare (non so se la cosa più corretta, ma l'ha detto il presidente Angius, sia stata quella di disciplinare i lavori in base all'articolo 92 del Regolamento), chiedo di fare quest'ultimo sforzo, perché nel merito, come ha detto il senatore Di Lello, c'è la volontà di procedere. Se così è, mi pare sia una cosa opportuna e l'impedimento è questo; se così non è, se ne prende atto. Dico a tutti che, laddove ci fosse una forma di ostilità o ci fossero apprensioni, il Governo avrebbe altri strumenti procedurali, che io non ho mai inteso spendere come colpo scuro, come si dice dalle mie parti, alla fine dei fuochi di artificio, perché voglio che su questo provvedimento ci sia la massima comprensione e la massima dilatazione sul piano parlamentare.