Legislatura 15ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 041 del 28/09/2006

CENTARO (FI). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

CENTARO (FI). Signor Presidente, onorevoli colleghi, in alcune delle parti dei decreti delegati di cui stiamo esaminando la richiesta di sospensione avanzata con il disegno di legge del Governo vi sono alcuni riferimenti diretti a diritti fondamentali del cittadino sanciti dalla Costituzione. E tali riferimenti diretti precludono la possibilità che vi siano differimenti di mesi, se non di anni, perché dobbiamo ipotizzare un meccanismo che eviti nel modo più assoluto quegli inconvenienti e quei problemi brillantemente espostidai colleghi intervenuti prima di me.

Si deve evitare che vi possa essere una procura della Repubblica in cui da un ufficio all'altro vi sia difformità di indirizzo in materie particolarmente critiche quali la libertà personale, l'ablazione, seppure momentanea, dei beni appartenenti ai cittadini.

È necessario che non vi possano essere più episodi come quello accaduto in Sicilia, in cui un procuratore della Repubblica ha attaccato l'indirizzo del proprio ufficio alla vigilia dell'udienza del tribunale del riesame. Bisogna cioè che vi sia la possibilità per l'ufficio giudiziario di avere una linea e quindi la necessità che il visto, l'indirizzo di carattere generale espresso dal procuratore della Repubblica possa essere assolutamente cogente, possa dare una uniformità di giurisprudenza in grado di assicurare certezza del diritto al cittadino.

E allora è evidente che già solo ponendo mente a questa problematica non è pensabile che vi possano essere rinvii ad un anno: quando parliamo del mese di luglio 2007 come possibilità ipotetica di sospensione per poi arrivare ad eventuali modifiche o altro dei decreti delegati dell'ordinamento giudiziario facciamo di tutta l'erba un fascio e ci rendiamo conto che trattiamo questioni veramente sensibili come questa accanto ad altre meramente organizzative che possono tranquillamente essere rinviate e meditate con maggior tempo a disposizione.

Queste sono questioni sensibili, su cui non possiamo che richiedere una meditazione rapida con un indirizzo chiaro e stabile, per evitare quell'anarchia pericolosissima, quella difformità di vedute e quella impossibilità di assicurare la certezza del diritto auspicata dai cittadini.

Ma non sono solo queste le norme. Ve ne sono altre nel decreto delegato riguardante il procedimento disciplinare che toccano direttamente la possibilità per il magistrato di iscrizione ai partiti politici (c'è già nella Costituzione un divieto di iscrizione al partito politico, ma deve essere normato nella legge ordinaria e deve avere un'ulteriore esplicazione per quegli enti, quelle organizzazioni parapolitiche che ruotano attorno ai partiti politici, bracci indiretti del loro modo di esplicarsi sul territorio), così come la libertà di espressione da parte del magistrato, la libertà di critica. Sono tutte materie su cui bisogna interrogarsi ed approfondire, ma che necessitano una decisione immediata. Non possiamo anche in questo caso far sì che vi sia un ritorno al passato tout court in attesa che da qui al mese di luglio 2007 vi possa essere la possibilità di capire e modificare la precedente riforma.

E torniamo alla polemica d'origine: se a tutto questo avessimo pensato prima, se si fosse avuta una possibilità di discussione attraverso linee di indirizzo programmatiche del Governo già dal momento dell'arrivo in Commissione del disegno di legge non vi sarebbe stato bisogno di sospensioni di lungo termine; le questioni sensibili, a cuore a tutti e che certamente tutti percepiscono per la loro importanza e che non hanno alcun contenuto ideologico né persecutorio ma tendono ad assicurare, esse sì, la vera autonomia e indipendenza della magistratura da condizionamenti politici di qualsiasi tipo, sarebbero certamente state risolte, ed in tempi brevi.

Ecco perché su queste parti è necessario che la sospensione arrivi non oltre il mese di gennaio 2007: sono in gioco diritti fondamentali del cittadino magistrato, ma anche del cittadino che si trova ad essere interessato dai procedimenti giudiziari. Ecco perché su questi momenti sensibili il Parlamento, il mondo politico tutto deve assumersi la responsabilità di decisioni immediate e non di rinvii sine die che porranno in uno stato di pressoché totale anarchia, così com'era quello previgente alla riforma del ministro Castelli, l'ordinamento giudiziario, l'amministrazione della giustizia e, soprattutto, la certezza dei diritti dei cittadini. (Applausi dal Gruppo FI).