Legislatura 15ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 041 del 28/09/2006
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CARUSO (AN). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARUSO (AN). Signor Presidente, intendo riformulare l'emendamento 1.17, nel senso di espungerne la seconda parte. Preannuncio altresì il ritiro dei miei successivi emendamenti tendenti a sopprimere le parole: «20 febbraio 2006, n. 106».
Vorrei aggiungere che occorre che il senatore Brutti faccia la pace con sé stesso quando si riferisce al Consiglio superiore della magistratura. Egli, infatti, nell'intervento di poco fa, argomentando sul fatto che il decreto delegato che stabilisce il nuovo modello di organizzazione dell'ufficio del pubblico ministero costituisce o costituirebbe un pericolo per l'autonomia dei singoli sostituti procuratori della Repubblica, ha affermato che il sostituto procuratore della Repubblica si troverebbe (forse, probabilmente, possibilmente) costretto a subire le pressioni del procuratore della Repubblica che gli è sovrapposto.
Ebbene, il senatore Brutti argomenta sul fatto che nelle procure della Repubblica vi siano dei buoni e dei cattivi: i buoni sono i sostituti procuratori della Repubblica - scusate se banalizzo - e i cattivi i capi degli uffici. Dice tuttavia che il problema...
PRESIDENTE. La prego di concludere, senatore Caruso.
CARUSO (AN). Presidente, ho il diritto di intervenire. Se vuole e le fa piacere interverrò in dissenso dal Gruppo.
PRESIDENTE. Lei ha senz'altro il diritto di intervenire, ma tale diritto le è stato concesso dalla Presidenza. Tuttavia, poiché le dichiarazioni di voto per il suo Gruppo sono già state svolte, la prego di concludere.
CARUSO (AN). Concludo dicendo che non si può dire che il Consiglio superiore della magistratura quando esprime i capi degli uffici - che non arrivano da altri pianeti, ma sono designati dal CSM - opera bene e quando, invece, deve svolgere la funzione contraria opera male o all'inverso, come forse è più giusto dire.
Ha ragione il senatore Manzione, colleghi, che vi ha invitati ad un voto ragionevole e saggio, ad un voto che può rappresentare la svolta effettiva non per il problema che il singolo emendamento affronta ma per l'intero disegno di legge. (Applausi dal Gruppo AN).