Legislatura 15ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 041 del 28/09/2006

 

RESOCONTO SOMMARIO

 

Presidenza del vice presidente BACCINI

 

La seduta inizia alle ore 9,37.

 

Il Senato approva il processo verbale della seduta antimeridiana del giorno precedente.

 

Comunicazioni della Presidenza

 

PRESIDENTE. L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicate nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.

 

Preannunzio di votazioni mediante procedimento elettronico

 

PRESIDENTE. Avverte che dalle ore 9,40 decorre il termine regolamentare di preavviso per eventuali votazioni mediante procedimento elettronico.

Sui lavori del Senato

PRESIDENTE. Comunica che, in relazione al provvedimento di sospensione della riforma dell'ordinamento giudiziario, la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari ha deciso all'unanimità di posticipare il termine per la votazione degli emendamenti alla seduta pomeridiana di martedì prossimo e di rinviare le dichiarazioni e la votazione finale alla seduta antimeridiana di mercoledì. Conseguentemente, l'orario di chiusura dell'odierna seduta antimeridiana è fissato per le ore 13,30.

Seguito della discussione del disegno di legge:

(635) Sospensione dell'efficacia di disposizioni in tema di ordinamento giudiziario (Relazione orale)

PRESIDENTE. Riprende l'esame degli articoli, nel testo proposto dalla Commissione. Ricorda che nella seduta pomeridiana di ieri ha avuto inizio la votazione degli emendamenti riferiti all'articolo 1. Ricorda che la Commissione bilancio ha espresso parere contrario, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, sugli emendamenti 4.5, 4.301, 4.6, 4.7 e 4.8. Sono invece improponibili, con diverse motivazioni, gli emendamenti 1.12, 1.24, 1.23, 1.35, 1.317, 1.37, 1.318, 1.26, 1.38, nonché gli emendamenti da 1.46 e 1.59 e gli emendamenti 1.326, 1.95, 1.96, 1.97, 1.102, 1.103, 1.118, 1.431, 1.432, 3.301, 4.0.300, 4.0.301, 4.0.302 e 4.0.303.

 

PIROVANO (LNP). Dichiara voto favorevole all'emendamento 1.429 e chiede la verifica del numero legale.

 

PRESIDENTE. Dispone la verifica e avverte che il Senato non è in numero legale. Sospende quindi la seduta per venti minuti.

 

I lavori, sospesi alle ore 9,45, sono ripresi alle ore 10,05.

 

PRESIDENTE. Comunica che, per facilitare l'andamento dei lavori, le votazioni avverranno mediante procedimento elettronico, senza registrazione dei nomi.

Su richiesta del senatore PIROVANO (LNP) dispone la verifica del numero legale sulla votazione dell'emendamento 1.429. Avverte che il Senato non è in numero legale e sospende la seduta per venti minuti.

 

I lavori, sospesi alle ore 10,06, sono ripresi alle ore 10,26.

 

All'esito della votazione nominale elettronica chiesta dal senatore PIROVANO (LNP), risulta respinto l'emendamento 1.429.

Con votazione elettronica senza registrazione dei nomi, il Senato respinge l'emendamento 1.430.

Con votazione elettronica senza registrazione dei nomi, preceduta da verifica del numero legale, chiesta dal senatore PIROVANO (LNP), è respinto l'emendamento 1.433. Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore PIROVANO (LNP), è respinto l'emendamento 1.436. All'esito di quattro votazioni elettroniche senza registrazione dei nomi, sono respinti gli emendamenti da 1.434 a 1.438.

 

PRESIDENTE. Dispone la registrazione della partecipazione al voto del senatore Storace, che ha segnalato il mancato funzionamento della sua postazione elettronica.

 

SCHIFANI (FI). Ai fini di una maggiore funzionalità dei lavori, invita la Presidenza ad operare affinché i senatori risultino seduti al momento della votazione e a concedere il tempo necessario per l'effettiva esplicazione del voto.

 

VIZZINI (FI). Per evitare arbitrarie interpretazioni dei fatti, precisa di aver chiesto alla senatrice Bianconi di attivargli il meccanismo di voto essendo momentaneamente seduto in una postazione non fornita di sistema elettronico.

 

PRESIDENTE. La Presidenza prende atto della dichiarazione del senatore Vizzini e terrà conto delle richieste del senatore Schifani.

 

Con distinte votazioni elettroniche senza registrazione dei nomi,sono respinti gli emendamenti 1.439 e 1.5.

 

CASTELLI (LNP). Gli emendamenti 1.6 e 1.306 - per i quali è stata presentata richiesta di votazione a scrutinio segreto - sono volti a limitare la sospensione dell'efficacia dei decreti legislativi nn. 106, 109 e 160 al 15 gennaio 2007. Tra le norme che si vorrebbero sospendere cita quella che affida al procuratore capo la decisione ultima in materia di custodia cautelare: si tratta di questione di grande delicatezza in considerazione dei effetti negativi registratisi in passato a seguito degli eccessi di zelo di numerosi sostituti procuratori. Coglie l'occasione per chiedere al Ministro della giustizia quale sia la posizione che intende assumere in relazione alla vicenda inerente al mandato di arresto per i presunti rapitori di Abu Omar. (Applausi dai Gruppi LNP, AN e FI).

 

VALENTINO (AN). L'emendamento 1.6 propone, tra l'altro, di limitare al 15gennaio 2007 la sospensione dell'efficacia nella norma che prevede una nuova organizzazione degli uffici delle procure, attraverso l'affidamento al procuratore capo di un ruolo di responsabilità esclusiva dell'ufficio in ragione dell'esperienza da egli maturata, peraltro sottoposta al vaglio del CSM. Anche in considerazione del fatto che alcune procure si sono già uniformate alla norma con risultati positivi, si propone solo un breve differimento per consentire una generalizzata applicazione del decreto legislativo n. 106 agli uffici delle procure. (Applausi dal Gruppo AN e del senatore Castelli).

 

CENTARO (FI). La riorganizzazione degli uffici delle procure assume rilevanza sotto il profilo della tutela delle libertà fondamentali dei cittadini, meglio garantiti dall'uniformità di indirizzi affidati al solo procuratore capo. Le norme oggetto dell'emendamento investono peraltro altre questioni sensibili, come quella del divieto di iscrizione ai partiti politici per i magistrati, che meritano di essere risolte tempestivamente e non rinviate sine die, come invece sembra fare il provvedimento di sospensione. Il Senato non si troverebbe in questa situazione se il Ministro avesse esplicitato in Commissione le linee cui intendeva ispirare la sua azione nei confronti della riforma Castelli. (Applausi dal Gruppo FI).

 

Con votazione a scrutinio segreto, chiesta dal senatore CASTELLI (LNP) e da altri senatori, è respinto l'emendamento 1.6 (identico all'emendamento 1.306).

 

VALENTINO (AN). L'emendamento 1.7 chiede, in particolare, di limitare al 15 gennaio 2007 la sospensione dell'efficacia delle norme che regolano i rapporti tra gli uffici delle procure e la stampa. Poiché si sono registrati molti casi di circolazione di notizie riservate che hanno arrecato pregiudizio sia ai procedimenti giudiziari in corso che alle persone coinvolte, occorre definire la questione quanto prima e nel senso indicato dal decreto legislativo n. 106, che attribuisce al capo dell'ufficio della procura la gestione dei rapporti con gli organi di informazione. (Applausi dai Gruppi AN e LNP).

 

BIONDI (FI). La questione della segretezza delle informazioni inerenti procedimenti giudiziari va affrontata nell'interesse della giustizia e dei cittadini. Senza ledere la libertà di stampa, appare condivisibile la soluzione di individuare un soggetto preposto ai rapporti con gli organi di informazione in modo tale da assicurare, altresì, una maggiore autorevolezza alle informazioni riferite. (Applausi dai Gruppi FI e AN e del senatore Stiffoni).

 

Con distinte votazioni elettroniche senza registrazione dei nomi, il Senato respinge gli emendamenti 1.7, 1.8 e 1.302. Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore PIROVANO (LNP), il Senato respinge l'emendamento 1.301.

 

BUCCICO (AN). Raccomanda l'approvazione dell'emendamento 1.303, onde evitare, tra gli altri, il rischio di una sanatoria generalizzata degli illeciti disciplinari dei magistrati da parte dell'apposita sezione del CSM, il che trasformerebbe in arbitrio l'obbligatorietà dell'azione disciplinare, da tutti condivisa. (Applausi dai Gruppi AN, FI, UDC e LNP).

 

CASTELLI (LNP). Con l'emendamento 1.303 si propone una modifica di buon senso, volta a limitare gli effetti negativi del regime transitorio dovuto alla sospensione generalizzata dell'efficacia dei decreti legislativi che la maggioranza si avvia ad approvare. Coglie l'occasione per reiterare l'invito al ministro Mastella ad illustrare la personale opinione sul sequestro Abu Omar e sulle ombre che, anche con riferimento al caso Telecom, si tenta di gettare sull'operato dei Servizi di sicurezza. (Applausi dai Gruppi LNP e FI).

 

Con votazione elettronica senza registrazione dei nomi, il Senato respinge l'emendamento 1.303.

 

VALENTINO (AN). La reiezione dell'emendamento 1.304 impedirebbe ai cittadini - quindi anche a quel ceto medio le cui sorti sembrano stare così a cuore al ministro Mastella - di giovarsi delle innovazioni positive apportate dal decreto legislativo n. 106, volte a modernizzare un'amministrazione della giustizia arcaica e obsoleta. (Applausi dal Gruppo AN).

Presidenza del vice presidente ANGIUS

 

Con distinte votazioni elettroniche senza registrazione dei nomi, il Senato respinge gli emendamenti 1.304, 1.9 e 1.10. Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore PIROVANO (LNP), il Senato respinge l'emendamento 1.305. Quindi, con distinte votazioni a scrutinio segreto, chieste dal senatore CASTELLI (LNP) e da altri senatori, il Senato respinge gli emendamenti 1.307, 1.308 e 1.309.

 

VALENTINO (AN). In merito all'emendamento 1.11, è difficile comprendere le ragioni sottese al differimento dell'efficacia di una disposizione che interviene in materia disciplinare prevedendo la sospensione dalle funzioni per il magistrato sottoposto a verifica per ipotesi di accusa particolarmente gravi, a fronte dell'evidente rischio che comporterebbe una vacatio legis.

All'esito di quattro votazioni nominali elettroniche, chieste dal senatore CARRARA (FI), il Senato respinge gli emendamenti da 1.11 a 1.16.

 

PALMA (FI). La reiezione dell'emendamento 1.17 costituirebbe ulteriore prova del reale intendimento della maggioranza di procedere, al di là delle parole pronunciate in più occasioni, ad una vera e propria controriforma, in ossequio alla cambiale imposta dall'Associazione nazionale magistrati il cui principale interesse permane essere il mantenimento dello status quo, nell'organizzazione delle procure. Una realtà nella quale l'assenza di un centro unitario di responsabilità porta a forme di gestione dell'azione penale contraddittorie, spesso distorte e lesive dei diritti dei cittadini. (Applausi dai Gruppi FI e AN).

MANZIONE (Ulivo). Interviene a titolo personale, non condividendo l'ipotesi di sospensione del decreto legislativo n. 106. Mentre la ricerca di modifiche concordate da apportare agli altri due decreti è impegnativa e laboriosa, essendo molto distanti le posizioni in ordine alla responsabilità disciplinare e al sistema di accesso e di progressione in carriera dei magistrati, è invece possibile raggiungere un accordo sul provvedimento di organizzazione delle procure. Se si ragiona sul concreto funzionamento del modello organizzativo introdotto dal decreto, bisogna riconoscerne gli effetti positivi. La questione essenziale, infatti, non è la titolarità bensì l'unitarietà dell'azione penale e l'esistenza di un coordinamento è garanzia di rispetto del principio di eguaglianza ed efficace antidoto ai rischi di gestione personalistica del potere di inchiesta. Ritiene quindi che il decreto legislativo n. 106 debba essere mantenuto in vigore e corretto. (Applausi dal Gruppo FI e del senatore Zavoli).

BUCCICO (AN). Gli orientamenti della maggioranza, quando non siano fortemente condizionati da una parte della magistratura, discendono comunque da concezioni anacronistiche. I problemi odierni della giustizia consistono, infatti, nell'uso distorto delle misure cautelari, nella spettacolarizzazione della giustizia, nella scelta dei tempi di intervento, nelle invasioni di competenza e nella ricerca di visibilità da parte dei sostituti procuratori. Il principale bene che il legislatore è chiamato a tutelare non è l'attività del magistrato bensì la libertà dei cittadini e, in tale prospettiva, il decreto delegato n. 106 ha disegnato un'organizzazione più razionale dell'ufficio del pubblico ministero, per restituire serietà e unitarietà all'azione penale. (Applausi dai Gruppi AN e FI).

CASTELLI (LNP). La discussione di merito ha favorito il superamento di preconcette posizioni ideologiche e ha insinuato dubbi all'interno della stessa maggioranza sulla opportunità di sospendere l'efficacia di un decreto vigente da mesi, che ha migliorato la funzionalità degli uffici ed è stato apprezzato da alcuni procuratori. Per limitare i danni della sospensione e scongiurare il ritorno ad una situazione caotica, chiede alla maggioranza, che dovrebbe comunque ritenersi soddisfatta dalla sospensione dei decreti nn. 109 e 160, di fare salvo il decreto n. 106 attraverso la votazione per parti separate dell'articolo 1 o la presentazione di un emendamento governativo. (Applausi dai Gruppi LNP e FI. Congratulazioni).

BRUTTI Massimo (Ulivo). La posizione della maggioranza sul decreto delegato n. 106, lungi dall'essere condizionata da veti esterni o da pregiudizi, esprime una precisa valutazione politica: l'attuale disciplina in tema organizzazione degli uffici del pubblico ministero non è idonea a garantire l'autonomia del singolo magistrato, titolare dell'azione penale. I rischi di ingerenza del potere politico nell'attività giudiziaria non sono anacronistici, né vanno dimenticati gli ostacoli che furono posti per via gerarchica all'azione del giudice Falcone: l'indipendenza e l'autonomia del magistrato sono garanzie fondamentali per tutti i cittadini, per gli indagati come per le vittime di reati. La maggioranza non può accogliere la richiesta di mantenere in vigore l'attuale versione del decreto legislativo n. 106 ma, condividendo l'esigenza di regole certe e di responsabilità chiare, è disponibile ad un confronto aperto per trovare una soluzione normativa capace di contemperare esigenze diverse. (Applausi dal Gruppo Ulivo).

 

CARUSO (AN). Riformula l'emendamento 1.17 (v. Allegato A) e conseguentemente ritira gli emendamenti 1.18, 1.19 e 1.20. Rilevato come le considerazioni svolte dal senatore Brutti evidenzino un pregiudizio negativo nei confronti dell'azione dei procuratori capo, giudica l'intervento del senatore Manzione utile ad aprire prospettive diverse nell'esame dell'intero provvedimento. (Applausi dal Gruppo AN).

 

MANTOVANO (AN). L'unanime convinzione dei senatori che i magistrati assolvano con scrupolosa professionalità il loro compito non deve far dimenticare quanto sia inaccettabile che diverse, spesso divergenti, modalità di gestione dell'azione penale incidano sulla libertà delle persone e sulla politica del Paese. (Applausi dai Gruppi AN, UDC, FI e LNP).

 

BIONDI (FI). Stante il trattamento che il CSM ha riservato al giudice Falcone, il riferimento del senatore Brutti appare improprio, mentre l'intervento del senatore Manzione richiama i senatori alla propria coscienza e l'importanza della questione dovrebbe portare il Ministro ad intervenire, sciogliendo il suo proverbiale riserbo. (Applausi dei Gruppi FI e LNP).

 

BUTTIGLIONE (UDC). Gli argomenti in trattazione possiedono connotati prettamente politici, piuttosto che tecnici, come ha chiarito il senatore Manzione. Il dibattito in atto riguarda una riforma, quella del ministro Castelli, che ha cercato di riaffermare l'uniformità dei criteri di esercizio dell'azione penale e quindi il principio della certezza del diritto, contro una visione che, a partire dagli anni '60, ha attribuito al magistrato il ruolo di fattore di evoluzione sociale, di soggetto istituzionale politicizzato e non vincolato all'applicazione dogmatica della legge. Il senatore Brutti ha ricordato il giudice Falcone, ma va rammentato che innanzi al CSM si espressero in senso a lui contrario proprio correnti sindacali della magistratura i cui partiti di riferimento oggi siedono sui banchi della maggioranza. (Vivi applausi dai Gruppi UDC, FI e AN. Congratulazioni).

 

CASTELLI (LNP). Se la votazione in atto dovesse produrre l'accoglimento dell'emendamento 1.17 (testo 2), valuterà l'ipotesi di riconsiderare i successivi emendamenti presentati a sua firma sull'argomento.

 

MASTELLA, ministro della giustizia. Propone l'accantonamento dell'emendamento in votazione e, anche considerata l'ora tarda, il rinvio dell'esame del provvedimento alla giornata di martedì. Ciò darebbe spazio alla ripresa del dialogo tra le parti politiche e al prosieguo del lavoro di composizione delle diverse posizioni iniziato nella giornata di ieri, che appare ancora più indispensabile alla luce delle critiche rivolte al provvedimento dall'interno della maggioranza.

 

SALVI, relatore. Ricorda come, pur nella distinzione delle posizioni politiche e nella difficoltà di raggiungere un accordo generale, nella giornata di ieri si è manifestata la possibilità di individuare una intesa sul decreto legislativo n. 106, che riguarda l'organizzazione delle procure della Repubblica. Invita dunque i presentatori dell'emendamento ad esprimersi in senso favorevole alla proposta di accantonamento.

 

CALDEROLI (LNP). I commi 10 e 11 dell'articolo 100 del Regolamento, inerenti all'accantonamento di una proposta emendativa non sembrano applicabili al caso in esame. Pertanto, rilevando che le posizioni politiche e il parere del Ministro risultano invariati, chiede che si proceda alla votazione anche per dimostrare che il tentativo in atto non è diretto solo a scongiurare un esito del voto segreto non gradito alla maggioranza. (Applausi del senatore Polledri).

 

PRESIDENTE. Non concorda con l'interpretazione data dal senatore Calderoli in quanto nel caso specifico occorre far riferimento all'articolo 92 del Regolamento. Invita i presentatori dell'emendamento a pronunziarsi sulla proposta del Ministro.

 

CARUSO (AN). Si rimette all'Assemblea.

 

SCHIFANI (FI). Proprio le chiusure della maggioranza sul tema in esame hanno determinato nella giornata di ieri l'esito negativo del tentativo di accordo tra le parti politiche. In assenza di posizioni nuove e diverse del Governo e della maggioranza, anche se il ripensamento in atto potrebbe derivare dal tardivo riconoscimento dell'efficacia della riforma, appare inutile accantonare l'emendamento 1.17 (testo 2). (Applausi dai Gruppi FI e LNP).

 

FINOCCHIARO (Ulivo). La questione in esame non ha esclusiva valenza organizzativa, ma investe aspetti complessi all'interno di un quadro di valori che consiglia ponderazione. L'autonomia e l'indipendenza della magistratura e la scelta di attribuire un potere diffuso ai procuratori derivano dalla volontà dei Costituenti di garantire che l'esercizio della giustizia si ispirasse effettivamente al principio dell'uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge. Poiché le divergenze tra maggioranza e opposizione si concentrano sulla questione della titolarità del potere di soluzione del conflitto tra i capi delle procure e i sostituti, il Gruppo, anche in considerazione dell'imminenza dell'orario di chiusura della seduta, è favorevole a dare seguito alla proposta, frutto dell'apprezzabile sforzo del ministro Mastella, tesa a rinviare il seguito dell'esame del provvedimento a martedì. (Applausi dal Gruppo Ulivo).

DI LELLO FINUOLI (RC-SE). Esistono le condizioni per raggiungere un'intesa in materia di organizzazione degli uffici delle procure ed è pertanto favorevole alla proposta del ministro Mastella. Non vi è infatti una pregiudiziale contrarietà ad una organizzazione gerarchica dell'ufficio, anche in considerazione della necessità di limitare gli eccessi di spettacolarizzazione della giustizia e le esternazioni in corso di processo da parte di magistrati: la questione da dirimere è quella del soggetto deputato a decidere caso di conflitto tra il capo dell'ufficio e i sostituti procuratori. Mentre non è pensabile affidare tale potere al procuratore generale, come previsto dalla riforma, quanto meno per i rischi di conflittualità in seno alla procura che potrebbero derivare, è possibile valutare l'ipotesi di un affidamento in via non esclusiva. Ciò potrebbe rappresentare lo spiraglio per riaprire il confronto e trovare l'intesa su una della parti nodali della riforma Castelli. (Applausi dai Gruppi RC-SE e Ulivo. Congratulazioni).

PIROVANO (LNP). Il richiamo all'articolo 92 del Regolamento per l'accantonamento dell'emendamento 1.17 (testo 2) è improprio ed il Presidente avrebbe dovuto riferirsi all'articolo 100, commi 10 e 11, del Regolamento. Pur tuttavia tali ultime norme non sono applicabili alla richiesta del Ministro e pertanto chiede di proseguire nelle votazioni. (Applausi del senatore Polledri).

 

PRESIDENTE. Il riferimento all'articolo 92 del Regolamento è corretto, anche se l'intenzione della Presidenza tende a coincidere con quella del senatore Pirovano.

D'ONOFRIO (UDC). La proposta del Ministro lascia presumere l'intendimento di adottare sulla controversa questione una posizione diversa rispetto a quella finora prospettata dalla maggioranza. Pertanto la sua parte politica la accoglie favorevolmente.

MATTEOLI (AN). La proposta del Ministro sembrerebbe ascriversi a risultato favorevole per l'opposizione e pertanto concorda con il rinvio alla prossima settimana dell'esame delle questioni sottese agli emendamenti. (Applausi dal Gruppo AN).

 

MASTELLA (Misto-Pop-Udeur). La proposta non nasce da presunte difficoltà in seno alla maggioranza ma dal dovere di individuare la migliore soluzione possibile per le questioni inerenti l'ordinamento giudiziario, favorendo il confronto e l'intesa tra le parti politiche.

SALVI, relatore. Apprezzando la volontà di approfondire le questioni controverse, manifesta la disponibilità ad avviare il confronto che potrebbe tenersi informalmente già nella giornata odierna invece della prevista seduta della Commissione giustizia.

SCHIFANI (FI). Avendo apprezzato la disponibilità manifestata dal senatore Di Lello Finuoli a discutere dell'organizzazione dell'ufficio del pubblico ministero, si esprime in senso favorevole per un impegno teso a scongiurare la sospensione del decreto legislativo n. 106, o quanto meno delle parti più qualificanti. Anche in considerazione della contrarietà manifestata dal gruppo della Lega, sarebbe preferibile però concordare una chiusura anticipata della seduta. (Applausi dal Gruppo FI).

 

PRESIDENTE. In considerazione della larga convergenza registratasi, la Presidenza è favorevole a tale ultima ipotesi, che era stata peraltro anticipata dal Ministro della giustizia. Rinvia pertanto il seguito della discussione del disegno di legge n. 635 ad altra seduta.

Disegno di legge (228) fatto proprio da Gruppo parlamentare

PALERMI (IU-Verdi-Com). Comunica che il disegno di legge n. 228 è fatto proprio dal Gruppo ai sensi dell'articolo 79 del Regolamento del Senato.

Per lo svolgimento di interrogazioni

TECCE (RC-SE). Sollecita la risposta alle interrogazioni 3-00124, sui canoni demaniali, e 3-00144.

MALAN (FI). Reitera la sollecitazione per lo svolgimento dell'interrogazione 3-00097 circa le modalità con cui fu decisa dal Governo l'apposizione della fiducia al cosiddetto decreto Bersani.

SELVA (AN). Sollecita ancora una volta la risposta all'interrogazione 3-00055 sulla violazione di diritti umani in Cina, in particolare sulla persecuzione nei confronti di un vescovo cinese, stigmatizzando che il Governo non abbia provveduto a rispondere prima del viaggio del Presidente del Consiglio in Cina. (Applausi dai Gruppi AN e FI).

 

PRESIDENTE. La Presidenza si attiverà nel senso richiesto dagli intervenuti. Dà annunzio della mozione e delle interrogazioni pervenute alla Presidenza (v. Allegato B) e toglie la seduta.

 

La seduta termina alle ore 13,21.