Legislatura 15ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 041 del 28/09/2006
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FERRANTE, MASSA, RIPAMONTI - Al Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali - Risultando agli interroganti che:
sul settimanale "L'Espresso" n. 38 del 28 settembre 2006 è stato pubblicato un articolo, a firma di Primo Di Nicola, con il quale si denunciano eventuali sperperi di danaro pubblico da parte dell'UNIRE;
tali sperperi sarebbero riconducibili alle eccessive spese per effettuare i controlli antidoping, ai costosi incarichi attribuiti a giornalisti ed esponenti politici, ma soprattutto ai crediti non riscossi presso le agenzie ippiche per le trasmissioni tv delle corse e per i minimi garantiti sulle scommesse;
tutto questo potrebbe spiegare inequivocabilmente le ragioni del disastroso bilancio dell'UNIRE, pari a 129 milioni di euro, secondo le voci più allarmistiche;
sempre secondo quanto denunciato nell'articolo pubblicato sull'"Espresso", la Commissione istituita dal Ministro delle politiche agricole e forestali avrebbe realizzato una lunga relazione in cui vengono illustrate le ragioni del grave deficit in cui si è venuto a trovare l'ente e vengono segnalate una serie di irregolarità nella gestione;
in particolare, nella prima parte della suddetta relazione verrebbe affrontato il problema del doping, che è la vera piaga delle corse italiane. Per risolvere il problema del doping nel 2003 si era costituita una società, la Unirelab, che avrebbe dovuto consentire all'UNIRE di risparmiare sui controlli e di disporre di analisi sicure. Ma risulterebbe che i risparmi si sono rilevati una chimera, mentre sono cresciute le perplessità sulle tariffe della nuova società. Infatti, costi definiti nella convenzione UNIRE - Unirelab risulterebbero sovrastimati rispetto a quelli effettivi, spiega la relazione, che fa un confronto: fino al 2001 l'associazione allevatori effettuava le analisi al costo di 44 mila lire a campione, corrispondenti a 22,7 euro, mentre ora Unirelab pretenderebbe ben 222 euro;
la Commissione affronterebbe anche il problema della credibilità delle analisi: Unirelab le realizzerebbe con notevoli ritardi e, per di più, con laboratori sprovvisti del necessario accreditamento internazionale che certifica le procedure. In assenza di questo requisito, sentenziano i commissari, l'UNIRE non avrebbe dovuto affidare a Unirelab il compito di eseguire le analisi;
inoltre, la stessa relazione entrerebbe anche nel campo finanziario evidenziando anche per il 2005 un deficit di 129 milioni di euro per i più pessimisti, mentre per i vertici dell'UNIRE sono soltanto 89 milioni di euro. La relazione non scioglie questo dilemma, ma rimanda il tutto alla pubblicazione del bilancio in corso di certificazione. In compenso elenca le cause del dissesto: per cominciare, i mancati incassi dell'UNIRE per i canoni della propria tv non riscossi dalle agenzie, circa 74 milioni di euro, poi le mancate entrate relative ai minimi garantiti dalle agenzie sulle scommesse, altri 190 milioni di euro; infine, il pozzo senza fondo delle consulenze assegnate a politici e giornalisti, alcune già oggetto di sanzioni da parte della Corte dei conti;
alcuni esponenti politici, in carica e non, sarebbero stati indagati, ed alcuni anche condannati al risarcimento, per le consulenze facili;
il mondo dell'ippica è un settore in cui l'Italia ha primeggiato fino a pochi anni fa e che ha un importante rilievo occupazionale, ma oggi versa in uno stato di profonda crisi. Si tratta di un comparto importante, strategico, che garantisce allo Stato incassi notevoli. Pertanto occorre vigilare sulle attività inerenti al settore ippico e impegnarsi a fondo per risollevarne l'andamento economico,
si chiede di sapere:
se corrispondano al vero i fatti e le circostanze denunciati e riportati dal settimanale "L'Espresso" in merito alla gestione dell'UNIRE;
qualora lo fossero, se il Ministro in indirizzo non ritenga che la gestione condotta negli ultimi anni dall'Ente pubblico UNIRE, sia manifestatamene lesiva dei principi di buona amministrazione;
se, una volta appurata la veridicità dei fatti esposti, il Ministro interrogato non ritenga opportuno intervenire con urgenza disponendo tutti gli accertamenti necessari a far chiarezza sulla gestione dei soldi pubblici da parte dell'ente suddetto;
inoltre, quali iniziative intenda adottare nei confronti di tutti gli amministratori e dirigenti dell'UNIRE che si fossero resi responsabili di eventuali decisioni illegittime o imprudenti dalle quali sia colpevolmente derivato danno all'azienda;
infine, se non intenda comunque intervenire immediatamente per rivedere, anche attraverso lo strumento della rescissione, tutte le consulenze e collaborazioni dell'UNIRE.
(4-00607)