Legislatura 15ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 041 del 28/09/2006
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FERRANTE - Al Ministro dell'interno - Premesso che:
un articolo pubblicato in data 26 settembre 2006 sul quotidiano nazionale "La Repubblica" denuncia la vicenda che ha coinvolto Mariana Donchenova, una signora bulgara di 47 anni che parla perfettamente italiano, inglese, francese, russo e spagnolo;
la signora Donchenova, archeologa e direttrice del più importante museo di Varna, in Bulgaria e ricercatore universitario a Montpellier, in Francia, da giovedì 21 settembre 2006 è ospite al CPT di Ragusa in attesa di essere rimpatriata nel suo Paese con un volo speciale dopo che nei suoi confronti è stato emesso un decreto di espulsione;
la signora Mariana Donchenova è stata trasferita in aereo al CPT di Ragusa dopo essere sta fermata in Toscana, dove era arrivata in auto per raggiungere il fidanzato, bulgaro anche lui, ed assisterlo durante una operazione chirurgica. "Eravamo davanti a casa sua", racconta la signora Mariana Donchenova, "quando due carabinieri ci hanno fermato e chiesto i documenti. Così è cominciato questo incubo. Ci hanno detto di seguirli in auto, perché dovevano fare altri accertamenti (...). Una volta in caserma ho mostrato tutti i documenti che provano chi sono e cosa faccio. Da 15 anni lavoro in Francia e da due a Montpellier sono titolare di un progetto di ricerca sull'archeologia etrusca e a dicembre inaugurerò una mostra su questo tema. Ho abitato due anni nel centro di Parigi e, per i miei spostamenti, ho avuto sempre e solo bisogno del passaporto e del biglietto aereo. Non ho mai saputo che per venire in Italia dovevo avere un permesso. Ma se è così ho sbagliato e chiedo scusa";
inoltre, aggiunge la signora Mariana Donchenova, "ma loro, mentre mi prendevano le impronte digitali, mi ripetevano che queste procedure valgono per tutti gli stranieri. Ho mostrato anche miei articoli pubblicati su giornali italiani, tutto inutile. Mi hanno portata prima a Roma e da lì a Catania. Il mio fidanzato, Miro, è stato più fortunato. Per lui, in un centro maschile, non c´era posto. Così l´hanno lasciato libero. L´ho sentito poco fa: lo operano domani e io non potrò stargli accanto.";
secondo quanto sostiene il questore di Ragusa, la signora Donchenova è stata accompagnata al CPT di Ragusa da Grosseto seguendo le normali procedure di legge vigenti;
il giudice di pace di Ragusa ha respinto la richiesta del suo avvocato che si è appellato al trattato di Schengen per la libera circolazione delle persone tra paesi sottoscrittori come Italia e Francia,
si chiede si sapere:
quali urgenti misure il Ministro in indirizzo intenda adottare al fine di favorire una rapida soluzione della vicenda che ha coinvolto la signora Donchenova;
quali iniziative intenda adottare per far sì che il Paese si doti di strumenti legislativi e di controllo per assicurare che persone che rappresentano un valore aggiunto per il nostro Paese non debbano più incappare in simili, spiacevoli, incidenti;
inoltre, se, in generale, non ritenga opportuno prevedere per l'Italia la cosiddetta "immigrazione qualificata", al fine di stabilire una differenziazione dei visti, anche in considerazione di altri casi avvenuti in passato che hanno visto coinvolti, in vicende simili a quella denunciata in premessa, professionisti, imprenditori e ricercatori cui è stato impedito di circolare liberamente nel Paese.
(4-00605)