Legislatura 15ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 041 del 28/09/2006
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NOVI - Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e dell'interno - Risultando all'interrogante che:
il Sindaco di Piedimonte Matese (Caserta) con ordinanza n. 88 del 19 luglio 2006 ha disposto la realizzazione di un impianto comunale di stoccaggio provvisorio dei rifiuti urbani, individuando un'area di proprietà comunale, riportata in catasto al foglio 20, particella n. 38 adiacente al mattatoio comunale;
l'intera area prescelta ricade, secondo le previsioni del vigente Piano territoriale paesistico - ambito Massiccio del Matese, in zona P.A.F. (Protezione agricola di fondovalle) nella quale, ai sensi dell'art. 17 del citato Piano, è vietata tassativamente la realizzazione di interventi del tipo in esame ed inoltre, sempre secondo le previsioni del P.T.P., non è in alcun modo consentita alcuna attività edilizia e, più in generale, di modifica della morfologia dei luoghi nella fascia di rispetto di 50 metri dalla sponda del fiume Torano (corso d'acqua pubblica), laddove il sito di stoccaggio in esame ricadrebb a soli 18 metri dall'alveo del fiume;
in considerazione delle palesi violazioni della normativa paesaggistica, la Soprintendenza per i beni architettonici ed il paesaggio delle province di Caserta e di Benevento, con provvedimento del 1° agosto 2006, intimava l'immediata sospensione dei lavori in corso "....in grado di pregiudicare irrimediabilmente il bene vincolato paesaggisticamente ai sensi del D.M. 28 marzo 1985" e ciò nonostante il Sindaco, con ordinanza n. 94 del 4 agosto 2006, reiterava il provvedimento consentendo la prosecuzione dei lavori;
a seguito di ricorso proposto dalla signora Maria Antonietta Piazza, confinante con il terreno interessato al suddetto intervento, il TAR della Campania, dapprima con decreto presidenziale n. 2327/2006 del 9 agosto 2006 e poi con ordinanza n. 2387/2006 del 30 agosto 2006, ha disposto la sospensione dell'efficacia dei richiamati provvedimenti sindacali, considerati, tra l'altro, emessi da organo incompetente;
dagli atti del suddetto giudizio è emerso che l'area individuata per l'ubicazione dell'impianto è stata classificata dall'Agenzia regionale per la protezione ambientale (ARPAC) come sito potenzialmente inquinato (codice sito 1057C002, pag. 156 dell'Appendice siti potenzialmente inquinati) ed in quanto tale inserita nell'elenco dei siti inquinati della Regione Campania del Piano regionale siti inquinati, approvato dal Commissario di governo per l'emergenza bonifiche e tutela delle acque nella Regione Campania, delegato con ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 49 del 1° aprile 2005, approvato dalla Giunta regionale della Campania con deliberazione n. 711 del 13 giugno 2005 (pubblicata nel Bollettino ufficiale della Regione Campania edizione speciale del 9 settembre 2005). Per tali aree, prima di dare avvio a qualsiasi tipo di lavori, vi è l'obbligo di predisporre un progetto di bonifica (preliminare e definitivo) per garantire la bonifica ed il ripristino ambientale del sito: in tal senso dispongono gli artt. 239 e 240 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e lo stesso Piano regionale di bonifica (cap. 9 paragrafo 9.3 pagg. 135 e 171 per le modalità di redazione). Relativamente al sito di Piedimonte Matese il descritto adempimento è stato totalmente pretermesso e, cosa ancor più allarmante, i lavori sono stati portati avanti ed il materiale rimosso in assenza di qualsiasi analisi preventiva e conseguente trattamento;
risulta dal registro degli interventi del locale Gruppo di protezione civile che, in prossimità dell'area in questione, un cumulo di materiali non meglio identificati è stato interessato da un processo di combustione durato più giorni, nonostante i ripetuti interventi della stessa Protezione civile, fatto che lascia presumere il grado di elevata pericolosità del materiale rimosso;
questa situazione genera un oggettivo pericolo per la salute dei cittadini, anche per la presenza nel sottosuolo di importanti falde acquifere e dell'estrema vicinanza di un corso d'acqua (Torano) utilizzato per fini civili, ed al contempo un diffuso allarme in considerazione della ingerenza, in Campania, di potenti organizzazioni criminali nel settore dei rifiuti,
si chiede di sapere:
se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di questa situazione;
quali iniziative di competenza intendano promuovere per impedire la realizzazione dell'impianto comunale di stoccaggio dei rifiuti urbani nel Comune di Piedimonte Matese, in quanto, a giudizio dell'interrogante, mancano sia le condizioni di tutela ambientale previste dalla normativa paesaggistica vigente, sia il progetto di bonifica obbligatorio previsto dal Piano Regionale di Bonifica.
(4-00596)