Legislatura 15ª - 3ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 103 del 13/02/2008

SULL’EVOLUZIONE DELLA SITUAZIONE IN KOSSOVO  

 

Il senatore MANTICA (AN), alla luce delle notizie di stampa sulla possibile proclamazione unilaterale dell’indipendenza del Kossovo, il prossimo 17 febbraio, tenuto conto della presenza nell’area di oltre duemila soldati italiani, cui si aggiungeranno presto ulteriori centinaia di unità di personale, tra giudici, poliziotti e personale civile nell’ambito della missione in corso di preparazione da parte dell’Unione europea, sottolinea l’esigenza di chiedere al Governo di tornare a riferire al Parlamento, ancorché si tratti di una procedura eccezionale nel periodo di scioglimento delle Camere, come peraltro prefigurato in occasione dell’audizione del Ministro degli affari esteri D’Alema lo scorso 6 febbraio nella seduta congiunta delle Commissioni affari esteri della Camera e del Senato. Al riguardo esprime altresì forti perplessità sull’eventualità che un Governo dimissionario possa procedere al riconoscimento di un nuovo Stato sovrano in una situazione così delicata.

 

Il senatore COSSUTTA (IU-Verdi-Com) conviene sulla necessità di tornare ad affrontare con la massima sollecitudine la questione dell’evoluzione della situazione nel Kossovo. Sebbene ritenga che, come dichiarato dal ministro D’Alema nella citata audizione, rientri tra le competenze del Governo il riconoscimento di nuovi Stati sovrani in circostanze ordinarie, sottolinea come in presenza di una situazione di forte tensione come quella che caratterizza l’area balcanica in questo momento il Governo non possa procedere al riconoscimento di un’eventuale dichiarazione unilaterale di indipendenza del Kossovo senza ascoltare prima il Parlamento.

Tale esigenza si rende tanto più pressante nella prospettiva dell’esame del decreto-legge relativo al rinnovo delle missioni internazionali che contempla anche la missione del contingente italiano in tale area. Posto che tale missione è legittimata, dal punto di vista del diritto internazionale, unicamente dalla risoluzione n. 1244 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, che non contempla l’indipendenza del Kossovo, verrebbe quindi a mancare la copertura giuridica per la missione stessa in caso di proclamazione unilaterale di indipendenza. Osserva inoltre come in Senato, ancorché non sia stato formalmente votato un atto di indirizzo, sia sempre emerso un orientamento critico circa il riconoscimento, da parte dell’Italia, di una dichiarazione unilaterale di indipendenza.

 

Il senatore TONINI (Aut) condivide le preoccupazioni sull’evoluzione della situazione nel Kossovo ove il prossimo 17 febbraio dovesse essere proclamata unilateralmente l’indipendenza. Richiama tuttavia le considerazioni espresse dal ministro D’Alema lo scorso 6 febbraio in ordine all’esigenza di concorrere all’indirizzo – che, come rilevato, sembra andare nel senso del riconoscimento dell’indipendenza - che sarà assunto nell’ambito dell’Unione europea e che poi, tuttavia, vincolerà politicamente gli Stati membri. Evidenzia inoltre come un eventuale mancato o ritardato riconoscimento dell’indipendenza del Kossovo potrebbe determinare un deprecabile deterioramento dei rapporti con le autorità che governano il territorio in cui staziona il contingente italiano nell’ambito della missione internazionale ivi presente.

Conviene peraltro che si tratta di una questione estremamente delicata su cui è opportuno che si esprima il Parlamento e condivide pertanto la proposta di ascoltare nuovamente il Governo sulla questione.

 

Il senatore FRUSCIO (LNP) sottolinea le proprie perplessità rispetto alle affermazioni del ministro D’Alema, in occasione dell’audizione dello scorso 6 febbraio, circa la competenza del Governo a decidere se avviare normali relazioni diplomatiche con un nuovo Stato sovrano. Ritiene invece che una tale decisione dovrebbe essere legittimata dal Parlamento, tanto più che, come ricordato dagli altri oratori, in passato sono emerse posizioni estremamente critiche rispetto all’eventualità del riconoscimento da parte dell’Italia di una dichiarazione unilaterale di indipendenza da parte del Kossovo.

Rileva infine come la questione sia resa più complessa dal ruolo che sta espletando la Russia, nella prospettiva di una ridefinizione degli equilibri complessivi nella regione, che in cambio del sostegno politico alla Serbia si accinge ad assumere il controllo, con la preoccupante collaborazione dell’Eni, delle grandi reti energetiche che transitano in tale paese.

Al riguardo sottolinea l’esigenza di assumere maggiori indicazioni dal Governo anche su tali implicazioni.

 

Il senatore MICHELONI (PD-Ulivo) ricorda come il Governo abbia già ampliamente illustrato la delicata situazione nell’area dei Balcani Occidentali in varie procedure informative descrivendo l’orientamento assunto dall’Europa, le cui posizioni erano state già in precedenza illustrate dall’ambasciatore Ahtisaari in occasione dell’audizione dello scorso 12 giugno 2007, quando è emerso chiaramente che non esistono sostanzialmente margini per soluzioni alternative.

 

Il senatore MENARDI (AN) conviene con le sollecitazioni volte ad ascoltare nuovamente il Governo sia in ordine all’evoluzione della situazione in Kossovo sia con riferimento all’incidenza di tale vicenda sugli equilibri dell’area, ivi incluso l’impatto sulla politica internazionale delle grandi reti energetiche, anche alla luce della presenza nella regione di aziende italiane che sembrano assumere scelte in contraddizione con le linee strategiche della politica energetica dell’Unione europea.

 

Il senatore PIANETTA (DCA-PRI-MPA), rilevando la complessità della storia dei Balcani, sottolinea come in uno scacchiere così complicato e suscettibile di possibili deflagrazioni sia necessario assumere un atteggiamento improntato a pragmatismo e responsabilità.

 

Il presidente DINI rileva che non si pone in discussione la competenza in linea di principio del Governo a riconoscere nuovi Stati sovrani, bensì l’opportunità che una scelta come il riconoscimento di una dichiarazione unilaterale di indipendenza in una situazione così delicata sia assunta da un Governo dimissionario senza sentire il Parlamento. Al riguardo, posto che presumibilmente la dichiarazione unilaterale di indipendenza comporterebbe una sostituzione della missione civile delle Nazioni Unite in Kossovo UNMIK con una missione dell’Unione europea e possibili ulteriori effetti sulla missione militare della NATO KFOR, evidenzia la necessità di ascoltare il Governo sulle conseguenze che avrebbe un mancato o ritardato riconoscimento da parte dell’Italia di una dichiarazione unilaterale di indipendenza.

 

La Commissione conferisce infine mandato al Presidente a prendere gli opportuni contatti con il Presidente del Senato per verificare la possibilità di svolgere, in considerazione delle circostanze eccezionali che si sono determinate, una nuova procedura informativa sull’evoluzione della situazione nel Kossovo.

 

La seduta termina alle ore 12,50.