Legislatura 15ª - 3ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 101 del 16/01/2008
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PROCEDURE INFORMATIVE
Seguito dell'indagine conoscitiva sulla politica della cooperazione allo sviluppo e sulle prospettive di riforma della relativa disciplina: audizione dei rappresentanti di CGIL, CISL e UIL
Riprende l’indagine conoscitiva sospesa nella seduta antimeridiana di ieri.
Il presidente DINI, dopo una breve introduzione sui temi oggetto dell'audizione, cede la parola ai rappresentanti di CGIL, CISL e UIL.
Il dottor BARBIERI, rappresentante della CGIL, dopo aver espresso apprezzamento sulla definizione della cooperazione quale parte integrante della politica estera, si sofferma sui profili problematici relativi al testo unificato presentato dal relatore. Al riguardo sottolinea l'esigenza di rafforzare la promozione dei diritti umani e del lavoro attraverso una più efficace affermazione del diritto di organizzazione sindacale, quale fattore di sviluppo democratico ed economico.
Dopo aver evidenziato l'esigenza che il testo in esame faccia opportuno riferimento ai settori già regolati dalla contrattazione collettiva, si sofferma sul ruolo dell'Agenzia, sottolineandone il carattere di soggetto dotato di ampia autonomia nella valutazione e applicazione dei progetti di cooperazione allo sviluppo, nonché sul Comitato interministeriale per la cooperazione allo sviluppo (CICS) al quale dovrebbe essere assegnata esclusivamente la funzione di garante della proiezione internazionale dell'Italia.
Quanto al ruolo della società civile, ritiene necessario, da un lato, operare una netta distinzione con le Regioni e gli Enti locali, elaborando, per altro verso, una chiara piattaforma di parametri per quanto riguarda la valutazione di idoneità dei soggetti privati.
Il dottor CAL, rappresentante della CISL, esprimendo apprezzamento per il riferimento al concetto di partenariato, sottolinea l'importanza della cooperazione allo sviluppo quale parte integrante alla politica estera, richiamando altresì l'esigenza di una maggiore coerenza con la politica commerciale. Quanto alle finalità, ritiene prioritario enfatizzare il ruolo che la cooperazione allo sviluppo riveste nel consolidamento democratico delle istituzioni dei paesi in via di sviluppo anche attraverso la valorizzazione della libertà di espressione degli attori sociali, quali i sindacati. Ricorda al riguardo le esperienze sindacali di Walesa e Lula, culminate nella progressiva democratizzazione delle strutture politiche.
Si sofferma inoltre sul ruolo del CICS quale soggetto competente in tema di pianificazione e di indirizzo delle linee di politica di cooperazione allo sviluppo.
Ritiene altresì necessario che l'Agenzia sia dotata di poteri esecutivi incisivi nonché di una forte articolazione territoriale. Al riguardo richiama talune disposizioni della legislazione spagnola, la quale si caratterizza per uno spiccato decentramento delle strutture operative a livello locale, non senza forme di efficace coordinamento con le ambasciate.
Enuclea quindi i profili del capo V suscettibili a suo avviso di un incisivo intervento di revisione, nella prospettiva di tener conto principalmente delle ONG che abbiano notevoli dimensioni operative nonché vasti rapporti internazionali, anche allo scopo di raggiungere più elevati livelli di trasparenza contabile attraverso efficaci sistemi di rendicontazione. Evidenziando in proposito gli aspetti critici concernenti le disposizioni relative ai volontari e cooperanti internazionali di cui all'articolo 16, sottolinea principalmente l'esigenza di operare un opportuno richiamo alla disciplina relativa al rapporto di lavoro contenuta nell'Accordo dell'ottobre 2004 sottoscritto dalle associazioni rappresentative delle ONG e dalle organizzazioni sindacali, eliminando conseguentemente le norme con esso incompatibili, nonché di evitare che la Conferenza richiamata nel provvedimento abbia cadenza annuale.
Il dottor BONVICINI, rappresentante della UIL, si sofferma in primo luogo sui profili innovativi del testo unificato, con particolare riferimento alle funzioni dell'Agenzia, sottolineando l'esigenza di definire in modo più analitico la complessità delle sue competenze. Esprime inoltre un giudizio critico in ordine alle disposizioni concernenti la partecipazione della società civile, posto che non risulta chiaro il richiamo nello stesso ambito riferito alle Regioni, agli Enti locali e agli altri enti pubblici mentre sembra ampliarsi eccessivamente la platea dei soggetti privati che concorrono alla cooperazione senza precisare adeguatamente i criteri di idoneità.
Rileva altresì l’esigenza di precisare le norme applicabili alle organizzazioni costituite da immigrati, sul ruolo del CICS e sulla ripartizione dei compiti di tale organismo e gli altri soggetti istituzionali, ivi inclusa l’Agenzia.
Preannuncia infine la trasmissione di opportuna documentazione con più analitici elementi di valutazione.
Il presidente DINI, dopo aver sottolineato le difficoltà riscontrate in passato nelle rendicontazioni fornite dalle ONG, esprime apprezzamento per la concordanza di vedute che sembra emergere da parte delle organizzazioni sindacali.
Rileva altresì come nel testo unificato di riforma della disciplina in materia di cooperazione allo sviluppo predisposto dal relatore Tonini figurino, tra le novità più significative, la costituzione di un Comitato interministeriale per la cooperazione allo sviluppo (CICS) e di un Fondo unico quali strumenti idonei ad assicurare un maggiore coordinamento tra i vari soggetti che svolgono attività di cooperazione e sottolinea come sia emerso ampio, anche se non unanime, consenso nella Commissione sull’esigenza di assegnare un ruolo essenzialmente esecutivo all’istituenda Agenzia; in proposito ricorda come il progetto di riforma discussa nel 1998 si arenò proprio per le divisioni sorte sui compiti da attribuire all’Agenzia, la quale, peraltro, per esercitare le proprie attribuzioni, non necessita di uffici permanenti all’estero.
Riscontra infine l’utilità dei suggerimenti forniti dalle organizzazioni sindacali in merito alle problematiche affrontate dal Capo V del testo unificato concernente la partecipazione della società civile, meritevole di ulteriore approfondimento.
Il senatore TONINI (Aut), relatore sui disegni di legge di riforma della disciplina in materia di cooperazione allo sviluppo, si sofferma preliminarmente sugli aspetti positivi relativi al metodo sinora seguito per l'esame parlamentare, nella prospettiva di giungere, anche attraverso il contributo conoscitivo offerto nel corso delle audizioni, ad un testo condiviso. In questo quadro, tenuto conto del largo consenso registratosi attorno al ruolo di regia del Ministero degli affari esteri, resta da individuare l'esatto punto di equilibrio tra le diverse posizioni politiche circa l'interazione tra i vari soggetti istituzionali coinvolti nella cooperazione. Al riguardo, ricorda il delicato problema della definizione del ruolo del Ministero dell'economia e delle finanze, che partecipa alla definizione del programma triennale ma che gestisce autonomamente, al di fuori del Fondo unico, i rapporti con le istituzioni finanziarie internazionali, nonché la questione della distinzione tra il momento decisionale, di cui il CICS rappresenta la sede fondamentale, e quello operativo di attuazione, il quale - con differenti sfumature a seconda degli orientamenti politici – si ritiene debba essere affidato ad un organismo esecutivo esterno, quale l'Agenzia.
Ringrazia infine per gli opportuni richiami alla legislazione spagnola, al fine di offrire spunti di riflessione a livello comparato.
Il senatore MANTICA (AN), dopo aver precisato che in base alla legge di contabilità di Stato è prevista la possibilità di finanziare esclusivamente i progetti operativi delle ONG, ad esclusione delle spese di funzionamento dell'organizzazione di base, si sofferma sui caratteri dell’Agenzia quale organo esecutivo. Al riguardo, pur non essendo pregiudizialmente contrario al decentramento delle funzioni, riscontra che si pone in via preliminare il problema di definire con chiarezza precisi ambiti di competenza dell'organo esecutivo rispetto alla diplomazia. In questo quadro dichiara altresì la disponibilità da parte dell'opposizione a trovare forme di mediazione su un testo condiviso purché si arrivi, attesa la delicatezza del tema, all’individuazione di un punto di equilibrio tra le istanze contrapposte.
Ritiene infine meritevole di approfondimento la definizione di idonei strumenti di verifica dei risultati sulla base di criteri di efficacia ed efficienza.
Il senatore MARTONE (RC-SE), nel richiamare l'esigenza che l'Agenzia disponga di un ampia sfera di autonomia operativa ai fini dell'attuazione delle linee strategiche elaborate dal Ministero degli esteri, attraverso l'accesso diretto alle risorse del Fondo unico, si sofferma sulle interrelazioni tra la politica della cooperazione allo sviluppo, da un lato, e le politiche commerciale, di investimento, fiscale e macro-economica, dall’altro, ponendo quesiti sulle modalità più adeguate per assicurare una piena coerenza tra le stesse.
Il dottor ITALIA, in replica ai senatori intervenuti nel dibattito, evidenzia in primo luogo l'importanza di un esplicito richiamo ai diritti di partecipazione democratica, posto che senza sviluppo democratico non può esservi crescita economica.
Si sofferma quindi sull'Agenzia, esprimendo un giudizio critico con riferimento alle inefficienze operative che deriverebbe dal privare l'organo esecutivo del suo naturale radicamento sul territorio.
Il dottor BARBIERI dichiara la disponibilità, anche a nome delle altre organizzazioni sindacali, ad intervenire ancora ai lavori della Commissione, laddove necessario, e conferma la trasmissione di ulteriori elementi di informazione e valutazione sui temi in argomento.
Il presidente DINI ringrazia i rappresentanti delle organizzazioni sindacali e i senatori intervenuti nel dibattito e dichiara conclusa l’audizione.
Il seguito dell’indagine conoscitiva è quindi rinviato.
La seduta termina alle ore 16,30.