Legislatura 15ª - 3ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 99 del 15/01/2008
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Il presidente DINI, dopo una breve introduzione sui temi oggetto dell'audizione, cede la parola al presidente del Development Assistance Committee (DAC) dell'OCSE Manning.
Il dottor MANNING svolge una relazione sui temi oggetti dell'indagine conoscitiva. In particolare, dopo aver sottolineato l'importanza del ruolo che l'Italia ricopre nel quadro della cooperazione multilaterale, attraverso la partecipazione a Banche e Fondi di sviluppo, evidenzia l'esigenza di definire un quadro normativo di riferimento efficiente per quanto concerne la cooperazione bilaterale. Al riguardo rende noto che, a seguito dell'attività comparata di monitoraggio svolta negli ultimi cinque anni sull'esperienza maturata dagli Stati membri dell'OCSE, sono state elaborate dodici linee guida di cui dà brevemente conto. In particolare si sofferma sull'esigenza di disporre di un’efficace strategia globale in materia di cooperazione, anche attraverso un maggiore coordinamento degli obiettivi, a breve e a lungo termine, al fine di conseguire una maggiore coerenza tra le varie politiche nazionali nell'impatto con i paesi in via di sviluppo. Sottolineando l'importanza di investire nella comunicazione con il pubblico, per contribuire alla crescita di una generale consapevolezza sui temi dello sviluppo, ritiene prioritario individuare a livello istituzionale un soggetto di alto profilo politico che sia responsabile unico della cooperazione, nell'ambito di un sistema organizzativo coordinato tra il centro della decisione politica e il momento dell'esecuzione dei singoli interventi; questa va resa più efficiente anche attraverso una maggiore decentralizzazione delle responsabilità di gestione a livello locale, al fine di mantenere vivo il dialogo tra la comunità dei donatori e i governi dei paesi destinatari dei contributi.
Pone inoltre l'accento sull'esigenza di coerenza anche tra i diversi organismi rispettivamente responsabili dell'aiuto multilaterale e di quello bilaterale.
Nell'ambito dell'attuazione dei progetti, ritiene prioritario, da un lato, concentrare l'impegno in un minor numero di paesi e, per altro verso, conseguire un maggiore grado di specializzazione in taluni selezionati settori di intervento, sottolineando altresì l’esigenza di gestire in modo efficiente i costi e privilegiare una cultura basata sui risultati, attraverso una più incisiva attività di valutazione sul raggiungimento degli obiettivi e altresì mediante l'impiego di personale locale o distaccato altamente qualificato nel campo dello sviluppo e opportunamente motivato.
Quanto all'ipotesi dell'Agenzia quale organo esecutivo dei progetti, ritiene necessaria una preliminare chiara definizione degli obiettivi, garantendo tuttavia un elevato livello di flessibilità nella gestione dei relativi interventi.
Rilevando infine che non esistono - in base ad un'analisi comparata - strutture istituzionali in assoluto migliori di altre, esprime l'auspicio che l'Italia si doti quanto prima di un sistema di strutture e regole capace di conseguire un complessivo incremento dell’efficacia dell’aiuto pubblico allo sviluppo.