Legislatura 15ª - 1ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 189 del 09/01/2008

            Il PRESIDENTE, relatore, si sofferma quindi sul disegno di legge n. 1917, d’iniziativa del senatore Saro, che intende proporre il cosiddetto schema Vassallo e che è volto nelle intenzioni del proponente ad assecondare la nascita di due partiti a vocazione maggioritaria senza soffocare altre e legittime identità politiche. Si tratta di un sistema proporzionale fondato sul risultato conseguito dalle liste nelle circoscrizioni, individuate in numero sensibilmente superiore a quello determinato dalla legge vigente. Alla Camera dei deputati, i seggi sarebbero attribuiti per metà alle liste circoscrizionali che abbiano superato la soglia di sbarramento del due per cento a livello nazionale, con il metodo d’Hondt e senza voto di preferenza, e per l’altra metà in collegi uninominali, ferma restando la condizione che la lista con cui i candidati sono collegati superi la soglia di sbarramento. Inoltre, è previsto il divieto di candidarsi in più di cinque circoscrizioni e in più di un collegio uninominale. Analogo meccanismo, coi necessari adattamenti, è previsto per il sistema di elezione del Senato, dove è indicata una diversa soglia di sbarramento (quattro per cento dei voti validi) calcolata a livello regionale.

            Illustra quindi il disegno di legge n. 1767, d’iniziativa del senatore Peterlini, che interviene sulla disciplina del voto degli italiani residenti all’estero, con particolare riferimento alla facoltà di votare nel territorio nazionale.

            Dà conto anche del disegno di legge n. 1909, d’iniziativa del senatore Ripamonti, che incide sulla stessa materia, con modifiche di carattere prevalentemente tecnico inerenti alle procedure per l’esercizio del voto.

            Infine, illustra i disegni di legge d’iniziativa popolare n. 1900 e 1936. Il primo fa seguito alla campagna promossa dall’Unione donne in Italia per la promozione e il riconoscimento della presenza paritaria di entrambi i sessi in ogni luogo decisionale: in particolare, esso propone che per qualsiasi consultazione elettorale e a pena di irricevibilità il numero di donne e uomini candidati sia uguale e in ordine alternato. Il secondo propone una riforma dei requisiti di candidabilità ed eleggibilità e disciplina i casi di revoca e decadenza del mandato parlamentare nonché le modalità di espressione delle preferenze di parte degli elettori: in parte, esso contiene disposizioni analoghe, per l’oggetto, a quelle recate dal disegno di legge n. 1076 (Disciplina delle cause ostative alla candidatura alle elezioni politiche), d’iniziativa del senatore Formisano e di altri senatori e fatto proprio dal Gruppo Misto, il cui esame è stato sospeso, a suo tempo, in considerazione del fatto che nell’altro ramo del Parlamento è in fase avanzata di trattazione un provvedimento che incide sulla medesima materia (progetto di legge n. 1451 e abbinati). Per la parte più strettamente inerente alla materia elettorale (divieto di elezione oltre il secondo mandato e voto di preferenza), il disegno di legge potrà essere considerato immediatamente nel contesto della procedura in corso.

Il Presidente, quindi, dà atto che i senatori Palermi, Mele e Russo Spena hanno rinunciato a intervenire. Quanto agli altri senatori iscritti a parlare, non essendo presenti, si intende che abbiano rinunciato.

            Dichiara così conclusa la discussione sulla proposta di testo unificato, da lui avanzata, ai fini dell’adozione come base per l’esame successivo.