Legislatura 15ª - 1ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 189 del 09/01/2008
Azioni disponibili
IN SEDE REFERENTE
(20) Vittoria FRANCO ed altri. - Disposizioni in materia di pari opportunità tra donne e uomini nell'accesso alle cariche elettive, in attuazione dell'articolo 51 della Costituzione
(129) CUTRUFO. - Modifiche al testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, e al testo unico di cui al decreto legislativo 20 dicembre 1993, n. 533, in materia di norme per l'elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica ed introduzione del sistema della preferenza
(600) Helga THALER AUSSERHOFER ed altri. - Modifiche alla normativa vigente in materia di elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, in materia di rappresentanza femminile in Parlamento
(904) CASSON ed altri. - Abrogazione della legge 21 dicembre 2005, n. 270, recante modifiche alle norme per l'elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica
(1118) Laura BIANCONI. - Disposizioni in materia di pari opportunità tra i generi per l'accesso alle cariche elettive
(1391) SALVI e VILLONE. - Riforma delle norme sulla elezione della Camera dei deputati
(1392) CALDEROLI. - Modificazioni della normativa per le elezioni alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica
(1442) CABRAS ed altri. - Abrogazione della legge 21 dicembre 2005, n. 270, nonché modifica del testo unico delle leggi recanti norme per la elezione della Camera dei deputati, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361
(1450) TONINI ed altri. - Introduzione del sistema elettorale proporzionale in circoscrizioni provinciali per l'elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica
(1455) CUTRUFO. - Modifiche al testo unico delle leggi recanti norme per l'elezione della Camera dei deputati, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, e al testo unico delle leggi recanti norme per l'elezione del Senato della Repubblica, di cui al decreto legislativo 20 dicembre 1993, n. 533
(1474) CALDEROLI. - Modifiche alle norme per l'elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica
(1553) RUSSO SPENA ed altri. - Modifiche al testo unico delle leggi recanti norme per la elezione della Camera dei deputati, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, ed al testo unico delle leggi recanti norme per l'elezione del Senato della Repubblica, di cui al decreto legislativo 20 dicembre 1993, n. 533, per introdurre un sistema elettorale proporzionale personalizzato
(1572) PETERLINI ed altri. - Modifiche al testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, in materia di elezione della Camera dei deputati, e al testo unico di cui al decreto legislativo 20 dicembre 1993, n. 533, in materia di elezione del Senato della Repubblica, per l'introduzione del voto di preferenza e l'abolizione delle candidature plurime
(1573) PETERLINI ed altri. - Modifiche al testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, in materia di elezione della Camera dei deputati per la regione Trentino - Alto Adige
(1583) Silvana AMATI ed altri. - Misure per la promozione delle pari opportunità tra donne e uomini nell'accesso alle cariche elettive
(1604) PETERLINI ed altri. - Nuove norme per l'elezione della Camera dei deputati
(1643) Manuela PALERMI ed altri. - Modifiche al testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, in materia di elezione della Camera dei deputati, e al testo unico di cui al decreto legislativo 20 dicembre 1993, n. 533, in materia di elezione del Senato della Repubblica
(1673) Anna FINOCCHIARO ed altri. - Modifiche al testo unico delle leggi recanti norme per la elezione della Camera dei deputati di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, e al testo unico delle leggi recanti norme per l'elezione del Senato della Repubblica, di cui al decreto legislativo 20 dicembre 1993, n. 533, recanti l'introduzione di un sistema elettorale maggioritario a doppio turno con ballottaggio. Delega al Governo per la determinazione dei collegi uninominali
(1675) STORACE. - Norme per l'abrogazione della vigente legge elettorale
(1699) QUAGLIARIELLO ed altri. - Modifiche al testo unico delle leggi recanti norme per l'elezione del Senato della Repubblica, di cui al decreto legislativo 20 dicembre 1993, n. 533, in materia di previsione del premio di maggioranza e di soglia di sbarramento
(1710) BERSELLI ed altri. - Modifica della legge 27 dicembre 2001, n. 459, in materia di voto degli italiani all'estero
(1712) TURANO ed altri. - Modifiche al sistema elettorale per l'elezione del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati, nonché norme per l'espressione del voto nella circoscrizione Estero
(1722) PASTORE ed altri. - Modifiche alla legge 27 dicembre 2001, n. 459, in materia di esercizio del diritto di voto dei cittadini italiani residenti all'estero
(1746) BACCINI e CICCANTI. - Modifiche al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, e alla legge 27 dicembre 2001, n. 459, in materia di elezione della Camera dei deputati con sistema proporzionale e voto personalizzato. Delega al Governo per la determinazione dei collegi elettorali uninominali
(1767) PETERLINI. - Modifiche alla legge 27 dicembre 2001, n. 459, in materia di esercizio del diritto di voto da parte dei cittadini italiani residenti all'estero
(1900) DISEGNO DI LEGGE D'INIZIATIVA POPOLARE - Norme di democrazia paritaria per le assemblee elettive
(1909) RIPAMONTI. - Modifiche alla legge 27 dicembre 2001, n. 459, in materia di esercizio del diritto di voto nelle circoscrizioni estere
(1917) SARO. - Modifiche al testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, in materia di elezione della Camera dei deputati, e al testo unico di cui al decreto legislativo 20 dicembre 1993, n. 533, in materia di elezione del Senato della Repubblica. Delega al Governo per la determinazione dei collegi uninominali
(1936) DISEGNO DI LEGGE D'INIZIATIVA POPOLARE - Riforma della legge elettorale della Camera e del Senato riguardante i criteri di candidabilità ed eleggibilità, i casi di revoca e decadenza del mandato e le modalità di espressione della preferenza da parte degli elettori
- e petizioni nn. 69, 189, 385, 387 e 439 ad essi attinenti
(Seguito dell'esame congiunto dei disegni di legge nn. 20, 129, 600, 904, 1118, 1391, 1392, 1442, 1450, 1455, 1474, 1553, 1572, 1573, 1583, 1604, 1643, 1673, 1675, 1699, 1710, 1712, 1722 e 1746, congiunzione con l'esame congiunto dei disegni di legge nn. 1767, 1900, 1909, 1917 e 1936 e rinvio. Esame congiunto dei disegni di legge nn. 1767, 1900, 1909, 1917 e 1936, congiunzione con il seguito dell'esame congiunto dei disegni di legge nn. 20, 129, 600, 904, 1118, 1391, 1392, 1442, 1450, 1455, 1474, 1553, 1572, 1573, 1583, 1604, 1643, 1673, 1675, 1699, 1710, 1712, 1722 e 1746 e rinvio)
Prosegue l’esame, sospeso nella seduta del 19 dicembre 2007.
Continua il dibattito sulla proposta di testo unificato - ai fini dell'adozione di un testo base - predisposta dal Presidente relatore, già illustrata e pubblicata in occasione della seduta dell'11 dicembre.
Il PRESIDENTE, relatore, propone che i disegni di legge nn. 1917, 1767, 1909, 1900 e 1936 siano esaminati congiuntamente alle altre iniziative in titolo, riservandosi di riferire in proposito in corso di seduta.
La Commissione conviene.
Il senatore TIBALDI (IU-Verdi-Com) ritiene che la proposta di testo unificato avanzata dal Presidente relatore non rifletta le conclusioni del dibattito svolto sulle iniziative di riforma elettorale. In particolare, ritiene che la frammentazione delle formazioni politiche non discenda dal meccanismo elettorale, quanto piuttosto dalla lacerazione del tessuto sociale. Ciò premesso, giudica inutile e dannosa la pretesa di semplificare il sistema politico attraverso un sistema elettorale formalmente proporzionale che però, per effetto di sbarramenti assai elevati e di clausole che determinano distorsioni in senso maggioritario, escluderebbe dalla rappresentanza parlamentare consistenti quote di cittadini.
La senatrice PALERMI (IU-Verdi-Com) chiede al Presidente di fornire chiarimenti sull’ordine dei lavori, con particolare riguardo alla possibilità di svolgere interventi dopo la riformulazione della proposta di testo unificato preannunciata per la seduta di martedì 15 gennaio.
Il PRESIDENTE precisa che l’eventuale riformulazione di quella proposta terrà conto del dibattito che si sta svolgendo; pertanto, ulteriori interventi potranno essere svolti come dichiarazioni di voto sull’adozione del testo quale base per il seguito dell’esame.
Il senatore TOFANI (AN) ritiene che il dibattito in Commissione non possa non tenere in considerazione il confronto che si svolge all’esterno delle Aule parlamentari fra i principali attori politici e soprattutto le decisioni che la Corte costituzionale assumerà sui quesiti referendari. Del resto, il ruolo del Parlamento, della Commissione e dello stesso relatore, a suo avviso, è stato indebolito dalla circostanza che il leader del Partito democratico ha avanzato direttamente al leader del principale partito di opposizione e non in Parlamento la proposta di accordo sulla riforma elettorale.
Ribadisce, quindi, l’opinione della sua parte politica, favorevole a preservare un sistema bipolare con schieramenti politici definiti, in cui l’elettore possa pronunciarsi al momento del voto sulla coalizione, sul suo leader e sul programma di governo.
La senatrice DE PETRIS (IU-Verdi-Com) conferma l’opinione già espressa dalla sua parte politica: è opportuno attendere le decisioni della Corte costituzionale sui quesiti referendari, prima di qualsiasi deliberazione sul testo unificato proposto dal Presidente relatore. Rileva che altre, diverse soluzioni sono state prospettate di recente da autorevoli esponenti del Partito democratico, mentre gli stessi argomenti che in passato furono utilizzati per sostenere l’opportunità di superare il sistema elettorale proporzionale, quali l’esigenza di una maggiore governabilità e la necessità di ridurre la frammentazione politica, vengono proposti adesso per il passaggio dal sistema maggioritario a quello proporzionale e per sostenere il referendum sulla legge elettorale.
Preannuncia la netta opposizione del suo Gruppo alla proposta di testo unificato avanzata dal relatore: infatti, anche se fossero attenuate le principali distorsioni maggioritarie, quali il voto unico e il riparto dei seggi a livello circoscrizionale, esso darebbe luogo a un sistema sostanzialmente bipartitico. Al contrario, auspica che si consideri l’opportunità di estendere al Parlamento nazionale la positiva esperienza del sistema elettorale per i Comuni, che coniuga in modo equilibrato le esigenze di rappresentatività e governabilità.
Il PRESIDENTE, relatore, si sofferma quindi sul disegno di legge n. 1917, d’iniziativa del senatore Saro, che intende proporre il cosiddetto schema Vassallo e che è volto nelle intenzioni del proponente ad assecondare la nascita di due partiti a vocazione maggioritaria senza soffocare altre e legittime identità politiche. Si tratta di un sistema proporzionale fondato sul risultato conseguito dalle liste nelle circoscrizioni, individuate in numero sensibilmente superiore a quello determinato dalla legge vigente. Alla Camera dei deputati, i seggi sarebbero attribuiti per metà alle liste circoscrizionali che abbiano superato la soglia di sbarramento del due per cento a livello nazionale, con il metodo d’Hondt e senza voto di preferenza, e per l’altra metà in collegi uninominali, ferma restando la condizione che la lista con cui i candidati sono collegati superi la soglia di sbarramento. Inoltre, è previsto il divieto di candidarsi in più di cinque circoscrizioni e in più di un collegio uninominale. Analogo meccanismo, coi necessari adattamenti, è previsto per il sistema di elezione del Senato, dove è indicata una diversa soglia di sbarramento (quattro per cento dei voti validi) calcolata a livello regionale.
Illustra quindi il disegno di legge n. 1767, d’iniziativa del senatore Peterlini, che interviene sulla disciplina del voto degli italiani residenti all’estero, con particolare riferimento alla facoltà di votare nel territorio nazionale.
Dà conto anche del disegno di legge n. 1909, d’iniziativa del senatore Ripamonti, che incide sulla stessa materia, con modifiche di carattere prevalentemente tecnico inerenti alle procedure per l’esercizio del voto.
Infine, illustra i disegni di legge d’iniziativa popolare n. 1900 e 1936. Il primo fa seguito alla campagna promossa dall’Unione donne in Italia per la promozione e il riconoscimento della presenza paritaria di entrambi i sessi in ogni luogo decisionale: in particolare, esso propone che per qualsiasi consultazione elettorale e a pena di irricevibilità il numero di donne e uomini candidati sia uguale e in ordine alternato. Il secondo propone una riforma dei requisiti di candidabilità ed eleggibilità e disciplina i casi di revoca e decadenza del mandato parlamentare nonché le modalità di espressione delle preferenze di parte degli elettori: in parte, esso contiene disposizioni analoghe, per l’oggetto, a quelle recate dal disegno di legge n. 1076 (Disciplina delle cause ostative alla candidatura alle elezioni politiche), d’iniziativa del senatore Formisano e di altri senatori e fatto proprio dal Gruppo Misto, il cui esame è stato sospeso, a suo tempo, in considerazione del fatto che nell’altro ramo del Parlamento è in fase avanzata di trattazione un provvedimento che incide sulla medesima materia (progetto di legge n. 1451 e abbinati). Per la parte più strettamente inerente alla materia elettorale (divieto di elezione oltre il secondo mandato e voto di preferenza), il disegno di legge potrà essere considerato immediatamente nel contesto della procedura in corso.
Il Presidente, quindi, dà atto che i senatori Palermi, Mele e Russo Spena hanno rinunciato a intervenire. Quanto agli altri senatori iscritti a parlare, non essendo presenti, si intende che abbiano rinunciato.
Dichiara così conclusa la discussione sulla proposta di testo unificato, da lui avanzata, ai fini dell’adozione come base per l’esame successivo.
La senatrice BRISCA MENAPACE (RC-SE), intervenendo sull’ordine dei lavori, esprime apprezzamento per il fatto che il confronto sulla legge elettorale è ricondotto alla sede parlamentare attraverso la decisione, ormai prossima, di adottare un testo unificato per il seguito dell’esame. Ribadendo le riserve del suo Gruppo sull’ipotesi illustrata dal Presidente relatore, rileva anche la carenza di norme che assicurino un effettivo equilibrio di genere nella rappresentanza parlamentare. Sottolinea, in proposito, il significato del disegno di legge d’iniziativa popolare n. 1900 e invita ad accogliere l’istanza dell’Unione donne in Italia per una audizione che consenta di illustrare alla Commissione il contenuto di quell’iniziativa.
Il PRESIDENTE condivide la proposta avanzata dalla senatrice Brisca Menapace e si riserva di sottoporre all’Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi parlamentari le modalità e i tempi di svolgimento di una audizione di rappresentanti dei promotori di entrambi i disegni di legge d’iniziativa popolare (nn. 1900 e 1936), ai sensi dell’articolo 74, comma 3, del Regolamento.
Non essendovi obiezioni, così rimane stabilito.
Il seguito dell’esame congiunto è quindi rinviato.
(1253) STANCA ed altri. - Disposizioni e delega al Governo per l'effettuazione dello scrutinio delle schede e la trasmissione dei risultati delle consultazioni elettorali e referendarie anche mediante strumenti informatici, fatto proprio dal Gruppo parlamentare Forza Italia, ai sensi dell'articolo 79, comma 1, del Regolamento
(Esame e rinvio)
Il relatore SINISI (PD-Ulivo) ricorda che il disegno di legge recepisce gli esiti positivi delle sperimentazioni di scrutinio delle schede elettorali e di trasmissione dei risultati anche mediante strumenti informatici attuate fin dal 2004. Precisa che l’iniziativa, fatta propria dal Gruppo Forza Italia, non riguarda le operazioni di voto bensì le attività successive di spoglio delle schede e di trasmissione dei dati. Sottolinea anche la progressiva riduzione degli oneri che comporta il disegno di legge, grazie alla evoluzione delle soluzioni tecniche disponibili, e riferisce sulla copertura finanziaria fissata dall’articolo 3, da sottoporre al vaglio della Commissione bilancio.
Il PRESIDENTE ricorda che l’inizio della discussione in Assemblea del disegno di legge in titolo è prevista per giovedì 17 gennaio. Considerato il rilievo critico dell’iniziativa e la necessità di un approfondimento da parte della Commissione, propone di chiedere un termine ulteriore per completare l’esame in sede referente. Inoltre, propone di fissare fin d’ora il termine per la presentazione di eventuali emendamenti alle ore 17 di mercoledì 16 gennaio.
La Commissione conviene.
Il seguito dell’esame è quindi rinviato.
(772) Delega al Governo per il riordino dei servizi pubblici locali, rinviato in Commissione dall'Assemblea nella seduta dell'11 dicembre 2007
(Rinvio del seguito dell'esame)
Il PRESIDENTE informa che alla scadenza del termine per la presentazione dei subemendamenti riferiti all’emendamento del Governo 1.2000, risultano presentate circa 120 proposte di modifica. Esse saranno pubblicate in allegato al resoconto.
Propone, quindi, di rinviare il seguito dell’esame.
La Commissione conviene.
Il seguito dell’esame è quindi rinviato.