Legislatura 15ª - 3ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 95 del 18/12/2007
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PROCEDURE INFORMATIVE
Seguito dell'indagine conoscitiva sulla politica della cooperazione allo sviluppo e sulle prospettive di riforma della relativa disciplina: audizione dei rappresentanti del SNDMAE
Riprende l’indagine conoscitiva sospesa nella seduta pomeridiana del 13 dicembre scorso.
Il presidente DINI, dopo una breve introduzione sui temi oggetto dell'audizione, cede la parola al ministro plenipotenziario Granara, Presidente del SNDMAE.
Il presidente GRANARA, dopo brevi considerazioni sull'attività del SNDMAE, procede ad evidenziare i profili relativi al testo unificato proposto dal relatore maggiormente significativi. Al riguardo, esprimendo apprezzamento sull'impostazione dei principi generali dell'articolato, si sofferma sui nodi problematici connessi all'Agenzia di cui all'articolo 14, sottolineando l'esigenza di una chiara definizione dei rapporti tra tale organo, ove si riscontri l’esigenza di istituirlo, da un lato, e la rete diplomatica e il Ministero, dall’altro, al fine di evitare il rischio del verificarsi di un paralizzante dualismo. In proposito, nella prospettiva di una gestione unitaria dell'azione italiana nel mondo, che tenga conto dei numerosi ambiti della cooperazione internazionale, a livello nazionale e decentrato e dell'esigenza di un approccio integrato tra i vari attori che vi operano, sottolinea la necessità di ascrivere all'Agenzia un ruolo esclusivamente operativo nell'esecuzione tecnica di decisioni assunte a livello ministeriale, senza possibilità di coinvolgimento nella definizione delle strategie e degli indirizzi. In questo quadro sarebbe comunque auspicabile, a suo avviso, un'adeguata presenza di diplomatici nel relativo organico al fine di garantire unitarietà all'azione italiana sotto il profilo della rappresentatività esterna.
Dopo aver sottolineato l'inadeguatezza dello strumento di programmazione triennale, di cui all'articolo 3, alla luce dei rapidi mutamenti che intervengono nel contesto internazionale e con riferimento agli interventi destinati all'emergenza, esprime seri dubbi sull’istituendo Comitato interministeriale per la cooperazione allo sviluppo (CICS), per quanto concerne i costi di funzionamento ad esso connessi.
Rileva quindi l'esigenza di una maggiore valorizzazione dei soggetti privati nell'ambito dei progetti di cooperazione, nonché la necessità di snellire le procedure decisionali a livello amministrativo, nell'ottica di un maggiore grado di efficienza.
Con riferimento agli esperti, ritiene necessario il loro inquadramento nei ruoli dell'amministrazione sulla base del principio dell'accesso mediante concorso, il rischio del cui aggiramento è, a suo avviso, insito nel meccanismo dell'Agenzia.
Prosegue rilevando alcuni tra gli aspetti ritenuti irrinunciabili da parte dei diplomatici italiani quali l'esigenza di un sistema di controllo interno (a livello centrale e periferico), della presenza della componente diplomatica in tutti gli assetti organizzativi della cooperazione, nonché la necessità di una fase di transizione ordinata che non pregiudichi la coerenza degli interventi in atto.
Conclude richiamando l'esperienza della Norvegia nell'ambito della cooperazione, evidenziandone i caratteri principali a partire dalla revisione della scelta inizialmente operata a favore di un’analoga agenzia.
Il ministro SFARA si sofferma sulle connessioni tra l'aiuto pubblico allo sviluppo e le tematiche relative ai cambiamenti climatici e allo sviluppo sostenibile.
Il consigliere CACCIAGUERRA, nel rilevare l'importanza dei progressi raggiunti nell'ambito della cooperazione decentrata, soprattutto nel quadro del co-sviluppo, sottolinea tuttavia l'esigenza che il Ministero degli affari esteri esplichi un ruolo di coordinamento e di riferimento al fine di consentire una proiezione esterna dell'Italia quanto più possibile unitaria.
Il senatore TONINI (Aut), relatore sui disegni di legge di riforma della disciplina della cooperazione allo sviluppo, ringraziando i rappresentanti del SNDMAE per il contributo offerto, sottolinea l'importanza di giungere ad un testo condiviso, soffermandosi quindi su alcuni punti ancora oggetto di ampio dibattito, tra i quali la configurazione di un organo gestionale esterno all'Amministrazione degli affari esteri che non sia suscettibile di generare una diarchia politica con il Ministero medesimo, nonché l'esigenza di individuare meccanismi idonei ad assicurare il coordinamento degli interventi della cooperazione decentrata e la partecipazione dei soggetti privati.
Il senatore MARTONE (RC-SE), nell'evidenziare le finalità dell'Agenzia quale soggetto terzo rispetto all'Amministrazione degli affari esteri – tale da giustificare la creazione di un Fondo unico cui far affluire tutte le risorse inerenti ad interventi di cooperazione allo sviluppo attualmente gestite da vari Dicasteri - ritiene tuttavia possibile che i diplomatici possano svolgere un ruolo di coordinamento anche in ambito interno all'organo medesimo, fermo restando, sul piano operativo, un sistema di governance efficace e trasparente.
Il presidente GRANARA, in replica alle osservazioni emerse nel corso del dibattito, sottolineando il rischio di un evidente dualismo decisionale tra il Ministero e l'Agenzia nell'implementazione dei progetti di aiuto pubblico allo sviluppo, ribadisce l'importanza della valorizzazione degli esperti nell'ambito di una carriera predefinita.
Il presidente DINI ringrazia i rappresentanti del SNDMAE e i senatori intervenuti e dichiara conclusa l'audizione.
Il seguito dell'indagine conoscitiva è quindi rinviato.
La seduta termina alle ore 13,25.