Legislatura 15ª - 1ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 187 del 18/12/2007
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Il senatore SINISI (PD-Ulivo) dichiara di apprezzare il testo unificato presentato dal presidente relatore, che ha ricondotto nell’alveo parlamentare il dibattito sulla riforma elettorale. Non condivide, in punto di principio, alcuni rilievi formulati negli interventi che lo hanno preceduto: una legge elettorale, a suo avviso, può cambiare i modelli di selezione della classe politica, ma non modificare lo stesso sistema politico, come sostenuto dal senatore Angius. Anche le obiezioni mosse dal senatore Salvi sono poco comprensibili, considerato che proprio il disegno di legge da questi presentato (l’Atto Sento n. 1391) ha costituito il principale modello di riferimento del testo elaborato dal relatore, sia pure con alcune differenze che non ne contraddicono però l’impianto complessivo. Non hanno pregio neppure le censure fondate sulla sussistenza di presunte soglie di sbarramento occulte, lamentata dal senatore Nania: secondo il testo proposto, infatti, che prelude alla riproposizione delle 32 circoscrizioni previste dalla legge elettorale previgente al 1993, l’ampiezza media delle circoscrizioni comporterebbe una soglia implicita naturale comunque largamente inferiore a quella esplicita del 5 per cento.
Occorre prendere atto della generale insoddisfazione registrata in merito alla vigente legge elettorale; tuttavia egli non ritiene auspicabile l’esito che deriverebbe dall’approvazione dei quesiti referendari, che rischia di generare un bipartitismo più forzato di quello paventato, a torto, come conseguenza del testo presentato dal relatore e del tutto insostenibile poiché fondato su una formula elettorale che altera in modo inaccettabile il rapporto tra voti e rappresentanza; un esito che non recupererebbe il rapporto tra elettori ed eletti, né garantirebbe un’effettiva governabilità. Invita a evitare le eccessive drammatizzazioni nel dibattito in corso, sottolineando come l’eventuale incapacità di approvare in Parlamento la riforma elettorale costituirebbe un grave danno alla credibilità della classe politica italiana. Dopo aver ricordato come l’evocazione, compiuta dal senatore Nania, di un sistema analogo a quello previgente, ovvero il cosiddetto Mattarellum, con alcune correzioni non sia eccessivamente distante dai contenuti del testo unificato, egli sostiene che il sistema elettorale tedesco resta comunque, a suo giudizio, il principale modello cui occorre ispirarsi.
Una contrarietà radicale all’assunzione del testo unificato a base del seguito dell’esame non solo non è condivisibile, ma è del tutto incomprensibile ove si consideri la sua piena emendabilità e la disponibilità più volte manifestata dalle forze di maggioranza a individuare punti di mediazione e comunque ad approvare una riforma elettorale solo come esito di una ampia convergenza di forze politiche appartenenti a entrambi gli schieramenti. Conclude auspicando l’adozione del testo base e l’avvio di una fase emendativa che consenta l’approvazione di una legge informata alla volontà non di precostituire le condizioni più favorevoli per la rispettiva vittoria alle prossime consultazioni elettorali, bensì di garantire al Paese un sistema elettorale funzionale e capace di assicurare la governabilità, evitando i rischi di una eccessiva frammentazione politica ma garantendo il pluralismo e modelli partecipativi nella selezione della classe politica.