Legislatura 15ª - 1ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 187 del 18/12/2007
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Il senatore QUAGLIARIELLO (FI) contesta le ricostruzioni che presuppongono una netta distinzione fra metodi elettorali maggioritari e sistemi di ispirazione proporzionale. Infatti, si verifica in via generale che i modelli elettorali si intersecano e si mescolano in formule più o meno ibride, come dimostra la stessa esperienza italiana.
Entrando nel merito della proposta del Presidente relatore, esprime dubbi sulla capacità di quel modello di conservare e rafforzare un regime competitivo tra due schieramenti. In proposito, laddove non si optasse per un'espressione con voto unico da parte dell'elettore, a suo avviso occorrerebbe incrementare il numero delle circoscrizioni, poiché quello previsto non garantirebbe la necessaria disproporzionalità del sistema.
Rileva che la mancata esclusione dei candidati nei collegi uninominali non collegati a liste circoscrizionali potrebbe incoraggiare l'intervento di forze locali di disturbo o anche di ricatto politico, mentre l'inammissibilità delle liste cui non sia collegato un numero di candidature individuali pari almeno a tre quarti dei collegi uninominali della circoscrizione agevolerebbe il meccanismo delle desistenze che inficia la compattezza delle coalizioni. Inoltre, dovrebbe essere riconsiderata la previsione in base alla quale nessuno può essere candidato in più di un collegio uninominale o in una lista circoscrizionale, perché potrebbe verificarsi il paradosso di candidati avvantaggiati proprio nelle circoscrizioni dove la forza politica di appartenenza ha meno suffragi. Infine, esprime perplessità sulla proposta di ripartire tra tutti i quozienti i voti non utilizzati quando a una lista spettino più seggi di quanti sono i candidati del gruppo corrispondente.
Conclude confermando la preferenza del suo partito per l'ipotesi di voto unico da parte dell'elettore da riferire, eventualmente, a una lista di candidati anziché a collegi uninominali.