Legislatura 15ª - 1ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 185 del 13/12/2007

      Il senatore CABRAS (PD-Ulivo) ricorda che la Commissione sta svolgendo un dibattito sulla proposta di testo unificato avanzata dal relatore al fine della sua eventuale adozione come testo base per il seguito dell’esame: occorre quindi a suo giudizio evitare per quanto possibile di anticipare una discussione nel merito, che potrà più utilmente svolgersi in fase emendativa. Esprime preoccupazione per alcuni rilievi mossi al testo, in primo luogo quelli volti a individuarne la paternità. Ricorda che i Governi dell’epoca svolsero un ruolo attivo nell’approvazione della legge elettorale vigente e nell’iter delle proposte di riforma esaminate nella XIII legislatura. L’incarico a redigere un testo unificato è stato conferito al Presidente, in qualità di relatore, proprio perché in questo caso è assente una iniziativa del Governo o una posizione unitaria della maggioranza: l’impegno del Presidente è stato proprio quello di formulare una proposta che rappresentasse la mediazione più ampia possibile.

            Manifesta il proprio apprezzamento per il testo, auspicando che la Commissione lo assuma quanto prima a base dell’esame, consentendo così l’avvio di un confronto nel merito delle varie opzioni.

            Rileva come nessuna forza politica abbia finora mostrato una reale disponibilità a rinunciare alle proprie posizioni; conferma la sua personale preferenza per il sistema proposto con il disegno di legge n. 1673, maggioritario a doppio turno, il quale non nega il pluralismo, ma lo coniuga alle esigenze di governabilità e stabilità. Prende atto della prevalente propensione per un sistema proporzionale, che dovrebbe essere corretto, a suo giudizio, avvicinandolo a quel modello.

            Esprime una preferenza per il computo dei voti a livello circoscrizionale e per la previsione di circa quaranta circoscrizioni; quanto alle opzioni presenti nel testo unificato, considera preferibile quella che prevede il voto unico.

            Dopo aver ricordato che si può cercare una mediazione solo se tutte le parti politiche concorrono a individuare possibili convergenze, conclude ricordando che il suo Gruppo ritiene possibile evitare il referendum solo con l’approvazione di una riforma elettorale che non presenti i difetti di quella vigente, primo tra tutti quello di essere espressione di una sola parte politica.