Legislatura 15ª - 1ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 185 del 13/12/2007

 

AFFARI COSTITUZIONALI    (1ª) 

 

GIOVEDÌ 13 DICEMBRE 2007

185ª Seduta (pomeridiana) 

 

Presidenza del Presidente

BIANCO 

 

            Interviene il sottosegretario di Stato per i rapporti con il Parlamento e le riforme istituzionali Naccarato.     

 

 

            La seduta inizia alle ore 15.

 

 

DEL PROVVEDIMENTO NORMATIVO PREFIGURATO AL FINE DI CORREGGERE UNA DISPOSIZIONE INTRODOTTA IN SEDE DI CONVERSIONE IN LEGGE DEL DECRETO-LEGGE N. 181 DEL 2007  

 

      Il senatore MALAN (FI)rappresenta l’esigenza di apprendere direttamente dal Governo quali sono i propositi di intervento normativo, e quali i percorsi tecnici conseguenti, da intraprendere in ragione della necessità di porre rimedio all’errore di formulazione dell’articolo 1-bis introdotto dal Senato nell’approvare il disegno di legge di conversione del decreto-legge in titolo. Ciò sulla base di notizie secondo le quali la Camera dei deputati non approverebbe subito tale correzione a causa della priorità conferita alla conversione in legge; se ne ricaverebbe la conseguenza che il Governo dovrà provvedere con un decreto apposito o con una misura inserita in un decreto già preannunciato. Trattandosi di materia di competenza della Commissione, auspica che il Governo possa riferire quanto prima in questa sede.

 

            Il PRESIDENTE assicura che rappresenterà tale richiesta al Presidente del Senato e al Ministro per i rapporti con il Parlamento.

 

 

IN SEDE REFERENTE 

 

(20) Vittoria FRANCO ed altri.  -  Disposizioni in materia di pari opportunità  tra donne e uomini nell’accesso alle cariche elettive, in attuazione dell’articolo 51 della Costituzione  

(129) CUTRUFO.  -  Modifiche al testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, e al testo unico di cui al decreto legislativo 20 dicembre 1993, n. 533, in materia di norme per l’elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica ed introduzione del sistema della preferenza  

(600) Helga THALER AUSSERHOFER ed altri.  -  Modifiche alla normativa vigente in materia di elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, in materia di rappresentanza femminile in Parlamento  

(904) CASSON ed altri.  -  Abrogazione della legge 21 dicembre 2005, n. 270, recante modifiche alle norme per l’elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica  

(1118) Laura BIANCONI.  -  Disposizioni in materia di pari opportunità tra i generi per l’accesso alle cariche elettive  

(1391) SALVI e VILLONE.  -  Riforma delle norme sulla elezione della Camera dei deputati  

(1392) CALDEROLI.  -  Modificazioni della normativa per le elezioni alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica  

(1442) CABRAS ed altri.  -  Abrogazione della legge 21 dicembre 2005, n. 270, nonché modifica del testo unico delle leggi recanti norme per la elezione della Camera dei deputati, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361  

(1450) TONINI ed altri.  -  Introduzione del sistema elettorale proporzionale in circoscrizioni provinciali per l’elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica  

(1455) CUTRUFO.  -  Modifiche al testo unico delle leggi recanti norme per l’elezione della Camera dei deputati, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, e al testo unico delle leggi recanti norme per l’elezione del Senato della Repubblica, di cui al decreto legislativo 20 dicembre 1993, n. 533  

(1474) CALDEROLI.  -  Modifiche alle norme per l’elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica  

(1553) RUSSO SPENA ed altri.  -  Modifiche al testo unico delle leggi recanti norme per la elezione della Camera dei deputati, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, ed al testo unico delle leggi recanti norme per l’elezione del Senato della Repubblica, di cui al decreto legislativo 20 dicembre 1993, n. 533, per introdurre un sistema elettorale proporzionale personalizzato  

(1572) PETERLINI ed altri.  -  Modifiche al testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, in materia di elezione della Camera dei deputati, e al testo unico di cui al decreto legislativo 20 dicembre 1993, n. 533, in materia di elezione del Senato della Repubblica, per l’introduzione del voto di preferenza e l’abolizione delle candidature plurime  

(1573) PETERLINI ed altri.  -  Modifiche al testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, in materia di elezione della Camera dei deputati per la regione Trentino - Alto Adige  

(1583) Silvana AMATI ed altri.  -  Misure per la promozione delle pari opportunità tra donne e uomini nell’accesso alle cariche elettive  

(1604) PETERLINI ed altri.  -  Nuove norme per l’elezione della Camera dei deputati  

(1643) Manuela PALERMI ed altri.  -  Modifiche al testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, in materia di elezione della Camera dei deputati, e al testo unico di cui al decreto legislativo 20 dicembre 1993, n. 533, in materia di elezione del Senato della Repubblica  

(1673) Anna FINOCCHIARO ed altri.  -  Modifiche al testo unico delle leggi recanti norme per la elezione della Camera dei deputati di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, e al testo unico delle leggi recanti norme per l’elezione del Senato della Repubblica, di cui al decreto legislativo 20 dicembre 1993, n. 533, recanti l’introduzione di un sistema elettorale maggioritario a doppio turno con ballottaggio. Delega al Governo per la determinazione dei collegi uninominali  

(1675) STORACE.  -  Norme per l’abrogazione della vigente legge elettorale  

(1699) QUAGLIARIELLO ed altri.  -  Modifiche al testo unico delle leggi recanti norme per l’elezione del Senato della Repubblica, di cui al decreto legislativo 20 dicembre 1993, n. 533, in materia di previsione del premio di maggioranza e di soglia di sbarramento  

(1710) BERSELLI ed altri.  -  Modifica della legge 27 dicembre 2001, n. 459, in materia di voto degli italiani all’estero  

(1712) TURANO ed altri.  -  Modifiche al sistema elettorale per l’elezione del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati, nonché norme per l’espressione del voto nella circoscrizione Estero  

(1722) PASTORE ed altri.  -  Modifiche alla legge 27 dicembre 2001, n. 459, in materia di esercizio del diritto di voto dei cittadini italiani residenti all’estero  

(1746) BACCINI e CICCANTI.  -  Modifiche al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, e alla legge 27 dicembre 2001, n. 459, in materia di elezione della Camera dei deputati con sistema proporzionale e voto personalizzato. Delega al Governo per la determinazione dei collegi elettorali uninominali  

- e petizioni nn. 69, 189, 385, 387 e 439 ad essi attinenti

(Seguito dell'esame congiunto e rinvio) 

 

            Prosegue l’esame congiunto, sospeso nella seduta antimeridiana di oggi.

 

      Il senatore CABRAS (PD-Ulivo) ricorda che la Commissione sta svolgendo un dibattito sulla proposta di testo unificato avanzata dal relatore al fine della sua eventuale adozione come testo base per il seguito dell’esame: occorre quindi a suo giudizio evitare per quanto possibile di anticipare una discussione nel merito, che potrà più utilmente svolgersi in fase emendativa. Esprime preoccupazione per alcuni rilievi mossi al testo, in primo luogo quelli volti a individuarne la paternità. Ricorda che i Governi dell’epoca svolsero un ruolo attivo nell’approvazione della legge elettorale vigente e nell’iter delle proposte di riforma esaminate nella XIII legislatura. L’incarico a redigere un testo unificato è stato conferito al Presidente, in qualità di relatore, proprio perché in questo caso è assente una iniziativa del Governo o una posizione unitaria della maggioranza: l’impegno del Presidente è stato proprio quello di formulare una proposta che rappresentasse la mediazione più ampia possibile.

            Manifesta il proprio apprezzamento per il testo, auspicando che la Commissione lo assuma quanto prima a base dell’esame, consentendo così l’avvio di un confronto nel merito delle varie opzioni.

            Rileva come nessuna forza politica abbia finora mostrato una reale disponibilità a rinunciare alle proprie posizioni; conferma la sua personale preferenza per il sistema proposto con il disegno di legge n. 1673, maggioritario a doppio turno, il quale non nega il pluralismo, ma lo coniuga alle esigenze di governabilità e stabilità. Prende atto della prevalente propensione per un sistema proporzionale, che dovrebbe essere corretto, a suo giudizio, avvicinandolo a quel modello.

            Esprime una preferenza per il computo dei voti a livello circoscrizionale e per la previsione di circa quaranta circoscrizioni; quanto alle opzioni presenti nel testo unificato, considera preferibile quella che prevede il voto unico.

            Dopo aver ricordato che si può cercare una mediazione solo se tutte le parti politiche concorrono a individuare possibili convergenze, conclude ricordando che il suo Gruppo ritiene possibile evitare il referendum solo con l’approvazione di una riforma elettorale che non presenti i difetti di quella vigente, primo tra tutti quello di essere espressione di una sola parte politica.

 

            Il senatore PETERLINI (Aut) esprime apprezzamento per il testo unificato presentato dal Presidente, auspicando che esso sia assunto a base dell’esame. Concorda con la necessità di realizzare la convergenza più ampia possibile sulla riforma elettorale, escludendo che possa essere approvata dalla sola maggioranza. Condividendo l’impostazione del testo, esprime tuttavia talune riserve: il modello ideale di legge elettorale dovrebbe infatti,  a suo giudizio, favorire un rapporto più diretto tra eletti ed elettori, un aspetto del tutto assente nella legge vigente e non sufficientemente valorizzato nel testo unificato. Egli ritiene preferibile un sistema basato su collegi uninominali: a questo scopo la soluzione più opportuna sarebbe quella di ripristinare quanto previsto dalla legge elettorale previgente, che ben si adatterebbe a un’eventuale revisione costituzionale che riducesse il numero dei parlamentari individuandolo – in ipotesi – in quello dei collegi uninominali così determinati. In subordine potrebbe considerarsi la reintroduzione del voto di preferenza per l’attribuzione di seggi con il sistema proporzionale.

            La riforma elettorale sembrava dover procedere parallelamente alla revisione costituzionale; il modello federale all’esame della Camera dei deputati, pur condivisibile nella scelta di ispirarsi al modello austriaco piuttosto che a quello tedesco, tuttavia riduce eccessivamente il ruolo del Senato. A suo avviso, il modello cui occorrerebbe ispirarsi è invece quello della Svizzera, che salvaguarda il principio dell’elezione diretta dei componenti della seconda Camera.

Sottolinea l’esigenza che la nuova legge elettorale preveda una clausola di salvaguardia per le minoranze linguistiche, in assenza della quale sarebbe violata la Costituzione e gli accordi internazionali in materia. A tale riguardo, prende atto con soddisfazione che tale clausola è presente nel testo unificato per quanto riguarda il Senato. Occorrerà pertanto introdurre una disciplina apposita anche nella novella alla legge per l’elezione della Camera dei deputati. Manifesta sin d’ora la piena adesione del suo Gruppo al testo unificato riformulato in questo senso.

           

            Il senatore RIPAMONTI (IU-Verdi-Com) preannuncia che egli chiederà l’assegnazione in sede consultiva del testo unificato alla Commissione bilancio; esso infatti comporta a suo giudizio spese derivanti dalla ridefinizione sia delle circoscrizioni, sia dei collegi, nonché dall’aumento delle sezioni elettorali e dalla definizione delle schede elettorali.

            Quanto all’incontro che il Presidente, relatore sui disegni di legge in titolo, ha avuto con il segretario del Partito Democratico egli ribadisce il proprio dissenso, già manifestato in altra sede, censurando tale modalità di lavoro.

 

            Il BIANCO (PD-Ulivo) precisa di avere incontrato i leader di tutte le forze politiche, di maggioranza e di opposizione.

 

            Il senatore RIPAMONTI (IU-Verdi-Com) obietta che si tratta, a suo avviso, di una procedura non corretta; chiede inoltre di conoscere se il testo unificato avanzato dal Presidente derivi da quell’incontro: una circostanza che, se confermata, sarebbe censurabile. Sarebbe preferibile che il Partito Democratico presentasse una sua proposta contribuendo così a chiarire i termini del dibattito in corso. D’altra parte, esprime stupore per l’atteggiamento di alcune forze politiche, che sembrano attribuire alle scelte operate in materia elettorale il valore di una soluzione dei molti, gravi problemi che affliggono il Paese.

            Manifesta la propria preferenza per il sistema maggioritario, che ancor oggi connota le formule elettorali delle regioni e degli enti locali: tale opzione non solo è stata da tempo valutata con favore e assimilata dagli elettori, ma ha il pregio di aver garantito governabilità, pluralismo e una soglia di sbarramento implicita virtuosa in quanto funzione del numero di seggi da attribuire e della consistenza della popolazione. Ritiene inoltre positiva la previsione di un premio di maggioranza.

            L’esigenza emersa nel dibattito recente di porre fine a un bipolarismo definito "coatto" non è invece condivisibile, come testimonia la positiva esperienza negli enti locali. Il problema reale è semmai il rispetto dei programmi di governo e degli impegni assunti con gli elettori, come dimostra l’esperienza più recente sui temi dell’abbassamento della pressione fiscale o delle riforme costituzionali: la soluzione non è quindi una riforma elettorale, bensì la creazione dei presupposti per la formazione di maggioranze più coese nei programmi. Ricorda che i partiti minori hanno sempre dato prova di lealtà; è stata la nascita del Partito Democratico, piuttosto, a comportare la nascita di cinque nuove componenti politiche in Senato. In conclusione, considera necessaria una riflessione più approfondita sul bipolarismo, rivalutando il sistema maggioritario, il quale ha creato le condizioni che hanno consentito ad alcuni partiti minori – come gli ecologisti – di svolgere un ruolo di governo.

            Quanto alle affermazioni di alcune forze politiche – e segnatamente di Rifondazione comunista - che auspicano una legge elettorale che consenta di decidere dopo le elezioni se porsi all’opposizione o partecipare al Governo, ricorda che tale scelta spetta in primo luogo agli elettori. Peraltro il sistema elettorale delineato dal testo unificato avanzato dal presidente relatore non risponde a tale esigenza.

            Egli esprime preoccupazione per l’affermarsi nel dibattito politico di una  tendenza poco democratica verso il bipartitismo: formule elettorali che escludono dal Parlamento forze politiche che ottengano due milioni di voti costituirebbero infatti una scelta contraria ai principi democratici di rappresentanza. Il suo Gruppo non condivide il testo unificato, che a suo giudizio testimonia un progetto condiviso dal Partito Democratico e da Forza Italia: preannuncia un’opposizione assai rigorosa per il caso che l’esame in Commissione non si concluda con il conferimento del mandato al relatore e che il testo sia discusso in Assemblea senza relatore. Osserva, peraltro, che in tale ipotesi il Governo si vedrà costretto ad esprimere il parere sugli emendamenti, mettendo a repentaglio la sua stessa sopravvivenza. Appare evidente allora come vi sia, sullo sfondo, l’ipotesi di un governo istituzionale.

            Sottolinea ancora un volta che abolire per legge i partiti minori per favorire quelli maggiori non è democratico, spettando ai soli elettori la scelta delle forze politiche rappresentate in Parlamento. Un’iniziativa di questa natura, finalizzata ad agevolare la nascita di due grandi partiti in ciascuno degli schieramenti, introduce elementi di instabilità in entrambe le coalizioni. Osserva inoltre come la soglia di sbarramento potrebbe rivelarsi, nella concreta applicazione del sistema elettorale, più elevata di quella esplicita, per effetto della definizione delle circoscrizioni. Anche la previsione di un voto unico danneggia i partiti minori.

            E’ stato sostenuto che l’approvazione del quesito referendario avrebbe il solo effetto di sostituire le coalizioni di liste con liste di coalizione; egli ricorda, però, che il segretario del Partito Democratico si è già dichiarato indisponibile a una tale soluzione. Occorre allora prendere atto che si intende consegnare il Paese allo schieramento di centro destra, il quale invece certamente sarà capace di ritrovare la sua compattezza in caso di esito positivo del referendum. La sua forza politica è contraria alla proposta referendaria, ma non per questo è disponibile ad accettare una soluzione che impedisca il modello di mediazione non solo politica ma anche sociale attualmente realizzato con la presenza anche in Parlamento di partiti minori espressioni di tali istanze.

            Conclude auspicando che nelle prossime riunioni dei partiti di maggioranza possano essere individuate soluzioni che evitino ripercussioni sul Governo.

 

            Il presidente BIANCO (PD-Ulivo) relatore sui disegni di legge in titolo, osserva che il dibattito parlamentare non può basarsi sulle dichiarazioni e sulle notizie riportate da organi di informazione, spesso assai imprecise quando non del tutto infondate, come quella che riferisce di un suo recente incontro con il ministro Mastella. Al fine di predisporre un testo unificato che potesse rappresentare la sintesi dell’ampio numero di modelli elettorali proposti, egli ha incontrato e consultato non solo i Gruppi parlamentari, ma anche i leader delle forze politiche, tra cui anche il segretario del Partito democratico. Questa circostanza non inficia l’autonomia con la quale egli ha operato nel formulare il testo, come testimonia d’altronde la sua distanza sia dal disegno di legge n. 1673 sia dai contenuti della proposta avanzata dal professor Vassallo, che rispecchierebbe la posizione del segretario del Partito democratico.

            Quanto alle eventuali implicazioni finanziarie, non ritiene che il testo unificato presenti profili di rilievo in merito; tuttavia, se verrà assunto a base dell’esame, si potrà considerare se richiedere una valutazione alla Commissione bilancio.

 

            Il seguito dell’esame è quindi rinviato.

 

 

            La seduta termina alle ore 16,15.