Legislatura 15ª - 3ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 91 del 05/12/2007

Il relatore ANTONIONE (FI) riferisce sul provvedimentoin titolo rilevando come esso assuma un rilievo politico particolare, dovuto sia al suo contenuto e al valore che riveste nel contesto albanese ogni passo in direzione dell'Europa, sia allo specifico interesse italiano a sviluppare relazioni sempre più solide con l'Albania. Le motivazioni di tale interesse, oltre alla vicinanza geografica, ai legami storici e culturali e alle stesse opportunità economiche, riguardano anche il ruolo complessivo dell'Albania nell'intera area balcanica, nonché il grande sforzo richiesto oggi dalla lotta alla criminalità e ai traffici transfrontalieri illegali, di cui solo un'azione coordinata delle autorità dei due paesi può assicurare il successo.

L'Accordo di stabilizzazione e di associazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e l'Albania, dall'altra, oggetto del disegno di legge di ratifica in esame, è finalizzato quindi ad integrare l'Albania nel contesto politico ed economico europeo, anche nella prospettiva di una futura candidatura all'ingresso nell'Unione europea. L'Accordo è parte del processo di stabilizzazione e di associazione (PSA), previsto dalla comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo del 26 maggio 1999. Il PSA prevede, oltre all'elaborazione di accordi di stabilizzazione e di associazione (ASA), lo sviluppo delle relazioni economiche e commerciali con la regione e al suo interno, lo sviluppo degli aiuti economici e finanziari già disponibili, l'aiuto al processo di democratizzazione, alla società civile, all'istruzione e allo sviluppo istituzionale, la cooperazione nel settore della giustizia e degli affari interni, lo sviluppo del dialogo politico. In tale quadro, la Commissione europea segue costantemente l'evoluzione della situazione nei paesi dei Balcani occidentali; dalla più recente relazione si ricava che - per quanto ulteriori progressi siano necessari (soprattutto per quanto attiene al miglioramento della capacità amministrativa, alla tutela dei diritti umani, alla riforma giudiziaria, alla lotta alla corruzione e al crimine organizzato e alla libertà dei media) - tuttavia, sul piano politico complessivo la situazione presenta dei miglioramenti e dei progressi concreti possono essere registrati in diverse aree chiave. Secondo la Commissione europea le autorità albanesi hanno dimostrato determinazione nella lotta alla corruzione; hanno adottato un piano per rispettare gli obblighi derivanti dal partenariato europeo e dall'ASA; hanno continuato a contribuire alla stabilità della regione. Anche per quanto attiene ai criteri economici, la Commissione ha segnalato che l'Albania ha fatto progressi in direzione di un'economia di mercato funzionante e ha mantenuto stabilità macroeconomica, forte crescita e bassa inflazione, mentre si registrano progressi anche nel consolidamento fiscale. Su quest'ultimo punto c'è comunque da rilevare che il processo volto a rendere l'amministrazione fiscale completamente autonoma dalla politica non è ancora completato, mentre la sua importanza ai fini di un effettivo processo di democratizzazione e di adeguamento agli standard europei è centrale. Anche sotto il profilo economico la situazione del Paese non è ancora pienamente soddisfacente: le esportazioni rimangono deboli; l'ambiente deve essere reso più favorevole agli affari, in particolare per quanto riguarda le infrastrutture. Per quanto riguarda l'applicazione degli standard europei, l'Albania ha compiuto progressi nell'adozione di nuova legislazione e nella creazione di nuove istituzioni, in particolare in materia di dogane, concorrenza, standardizzazioni e statistiche. Ulteriori riforme sono tuttavia necessarie, tra l'altro, in materia di appalti pubblici, diritti di proprietà intellettuale, società dell'informazione e media, controlli veterinari e fitosanitari. Infine, riguardo alla presente situazione interna, è possibile guardare con ottimismo alla più recente evoluzione: l'elezione del Presidente della Repubblica, lo scorso luglio, ha consentito al Governo albanese di evitare la crisi e le elezioni anticipate, che probabilmente non sarebbero state di aiuto ai fini della stabilizzazione e della ripresa economica.

 Per quanto concerne il testo in esame, ai sensi del Titolo I, gli obiettivi dell'Accordo, delineati nell'articolo 1 dello stesso, sono quelli di favorire il dialogo per consentire lo sviluppo delle relazioni politiche tra le Parti, sostenere l'Albania nella direzione di sviluppare la cooperazione economica e internazionale, instaurare progressivamente una zona di libero scambio tra la Comunità e l'Albania, promuovere la cooperazione regionale. I principi generali concordati tra le Parti per l'attuazione dell'ASA sono: il rispetto dei princìpi democratici e dei diritti umani; il rispetto dei principi del diritto internazionale e dello Stato di diritto; il rispetto dei principi dell'economia di mercato e di quelli relativi alla promozione della pace e della stabilità a livello internazionale e regionale; lo sviluppo di relazioni di buon vicinato, queste ultime da perseguire mediante progetti di comune interesse soprattutto nel campo della lotta al crimine organizzato, alla corruzione, al riciclaggio di denaro, all'immigrazione clandestina, ai traffici illegali di persone e di stupefacenti. L'articolo 5, in particolare, contiene lo specifico impegno delle Parti a condurre un'efficace azione di contrasto al terrorismo, in particolare con il rispetto degli obblighi internazionali in materia. È previsto un periodo transitorio della durata massima di dieci anni - suddiviso in due fasi - per la realizzazione dell'Associazione, durante il quale verranno applicate gradualmente le disposizioni dell'ASA; le due fasi hanno lo scopo di consentire, dopo i primi cinque anni, una valutazione periodica sull'applicazione dell'Accordo da parte del consiglio di stabilizzazione e di associazione, istituito dall'articolo 116 dell'Accordo stesso.

Il titolo II riguarda lo sviluppo del dialogo politico a livello bilaterale, multilaterale e regionale. Il dialogo politico bilaterale è mirato a facilitare la progressiva convergenza di posizioni sulle questioni internazionali, la cooperazione regionale e lo sviluppo di relazioni di buon vicinato, e a favorire la comunanza di vedute sulla sicurezza e la stabilità in Europa. L'articolo 8 prevede la collaborazione delle Parti nella lotta contro la proliferazione di armi di distruzione di massa, nonché nel controllo efficace delle operazioni di import/export e di transito delle tecnologie suscettibili di utilizzazione a fini bellici o terroristici (dual use). Il dialogo bilaterale si svolge, a livello ministeriale, all'interno del Consiglio di stabilizzazione e associazione (CSA). Su richiesta delle Parti il dialogo politico, sia bilaterale che multilaterale, può avvenire anche a livello di alti funzionari. È inoltre previsto che il dialogo politico si possa svolgere a livello parlamentare, attraverso un apposito Comitato parlamentare di stabilizzazione e di associazione. La durata dell'Accordo è illimitata, salva la facoltà delle Parti di denunciarlo, con effetto sei mesi dopo la notifica. L'entrata in vigore dell'Accordo in esame determinerà la decadenza dell'Accordo tra la Comunità europea e l'Albania del 1992 sugli scambi e la cooperazione economica.

Il disegno di legge di ratifica si compone di 4 articoli rispettivamente concernenti l’autorizzazione alla ratifica dell’Accordo, l’ordine di esecuzione, la copertura finanziaria (per un onere valutato nell'ordine di 6.970 euro annui a decorrere dal 2007) e l’entrata in vigore dello stesso.

In conclusione, ritiene possibile guardare con fiducia al processo di avvicinamento e integrazione europea dell'Albania, che è la vera finalità dell'accordo di stabilizzazione ed associazione, senza sottovalutare le difficoltà e nell'auspicio che l'incoraggiamento, che l'Italia intende trasmettere all'Albania, anche attraverso la celere ratifica parlamentare, si inserisca in un processo interno di consolidamento dell'evoluzione democratica. Propone, pertanto, di riferire favorevolmente all'Assemblea sul provvedimento in esame.