Legislatura 15ª - 3ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 91 del 05/12/2007

Il senatore MARTONE (RC-SE) riferisce sul disegno di legge in esame, già approvato dalla Camera dei deputati, il quale prevede la concessione di un contributo finanziario alla Delegazione generale palestinese in Italia per sostenere le spese di funzionamento della relativa sede. Al riguardo ricorda che la Delegazione palestinese opera a Roma dal 1974, inizialmente come Ufficio di informazione e collegamento, godendo poi del riconoscimento diplomatico a partire dal 1999. Già dal 1996 l’Italia finanzia il funzionamento della Delegazione generale palestinese sulla base di tre successivi interventi normativi (legge n. 558 del 1996, legge n. 147 del 2000 e legge n. 145 del 2003). Per il triennio 2007-2009 si è reso necessario rinnovare la concessione del contributo, posta l'esigenza di fondo - nel quadro delle relazioni bilaterali italo-palestinesi - di offrire un sostegno al rafforzamento delle istituzioni dell'Autorità nazionale palestinese (ANP).

In particolare, tale intervento si è reso necessario in quanto funzionale al mantenimento di una sede di rappresentanza dell'ANP in Italia, non potendo l'Autorità medesima provvedere al funzionamento delle sedi all'estero con le sue proprie finanze. Quanto alle ragioni di fondo, nella relazione si afferma altresì che tale contributo si colloca nel solco della politica estera italiana volta al sostegno dei territori palestinesi, soprattutto in considerazione della delicata fase del conflitto in Medio Oriente e della crisi economica che investe l'ANP, nonché con riguardo alla preoccupante situazione a Gaza. In questo quadro la comunità internazionale, in ragione dell’adesione manifestata al processo di pace e di convivenza con Israele, conviene sulla necessità di sostenere il presidente Abu Mazen e di rafforzare l’apparato statale che questi tenta di riformare. Ricorda infatti che le Delegazioni palestinesi dipendono direttamente dal Presidente dell'Autorità e possono rappresentare un canale di dialogo politico diretto al riguardo.

Segnala, inoltre, che alla Camera si è svolto un ampio dibattito in cui, nel sottolineare l'esigenza di accompagnare il sostegno alla rappresentanza diplomatica palestinese con la promozione di fattive iniziative in favore della popolazione palestinese attraverso misure di carattere umanitario, è emersa una sostanziale condivisione in ordine al peculiare ruolo politico svolto dalla Delegazione palestinese, quale interlocutore diretto a fronte della crisi mediorientale. L'esame si è quindi concluso registrando una larga convergenza tra le posizioni espresse dai Gruppi parlamentari.

Nel merito, il contributo viene mantenuto inalterato rispetto al precedente triennio 2002-2004 ed è pari a 309.875 euro l'anno, a valere dei fondi disponibili nell'accantonamento della Tabella A della legge finanziaria relativo al Ministero degli affari esteri.

Si sofferma, quindi, sugli esiti del recente vertice di Annapolis, rilevando come, da un lato, sia emersa la volontà di concludere un trattato di pace mentre, per altro verso, numerosi siano ancora gli ostacoli che si frappongono verso la definizione dello status palestinese, posto che da parte israeliana non traspare alcuna disponibilità volta a porre fine al blocco dei finanziamenti internazionali. Al riguardo esprime, inoltre, forti perplessità circa l'assunzione da parte degli Stati Uniti di un ruolo di arbitro nell'ambito della costruzione del processo di pace, esprimendo infine un giudizio negativo sulla scarsa attenzione dedicata, nell'ambito del citato vertice, alla soluzione della questione di Gaza. In proposito sottolinea l'importanza della posizione assunta dal Governo italiano volta a non isolare il partito di Hamas ma a considerarlo un necessario interlocutore politico ai fini del rilancio della Road Map.

Auspica infine che il Governo riferisca in Commissione circa le iniziative che intenderà assumere in considerazione degli esiti del vertice di Annapolis.

Quanto al disegno di legge in esame, prosegue infine precisando che esso riprende l'iniziativa legislativa avviata presso il Senato nell'ultima parte della scorsa legislatura, il cui esame si era concluso favorevolmente in Commissione.

Alla luce delle suddette considerazioni propone di riferire favorevolmente all'Assemblea sul disegno di legge n. 1830 in esame.