Legislatura 15ª - 6ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 134 del 24/10/2007

            Pur dando atto al Sottosegretario della celerità nella risposta alla propria interrogazione, il presidente BENVENUTO si dichiara insoddisfatto, osservando, dopo aver rammentato che la Commissione ha sollecitato un intervento del vice ministro Visco sulla specifica questione, che la risposta offerta appare elusiva rispetto all'analisi delle cause del calo della raccolta dei concorsi pronostici di carattere sportivo. Sottolinea quindi criticamente il dato rappresentato dalla forte contrazione del numero dei punti di vendita al pubblico relativi al concorso pronostici "Totocalcio". Pur condividendo in linea generale l'obiettivo del contrasto al gioco illegale, esprime tuttavia profonda preoccupazione per il fatto che con la consistente riduzione delle ricevitorie  (e il connesso decremento delle entrate) potrebbe determinarsi un ampliamento del fenomeno delle scommesse illegali.

            Dopo aver rammentato che anche presso la Camera dei deputati è stata sollevata la medesima questione e che la trasformazione dell'AAMS in un agenzia fiscale rappresenta solo una delle possibili ipotesi di soluzione, osserva che il disegno di riordino del settore dei giochi pubblici sembra aver inopinatamente ridimensionato un'importante componente della rete caratterizzata da tradizioni e patrimonio di professionalità estremo rilievo.

           

            Il sottosegretario TONONI risponde congiuntamente alle interrogazioni nn. 3-01013 dei senatori Eufemi ed altri e 3-01017 dei senatori Ventucci ed altri, sull'utilizzo di strumenti di finanza derivata da parte di enti locali, riepilogando il processo normativo che ha ad essi consentito l'effettuazione di operazioni in strumenti derivati. Dopo aver commentato i limiti e le condizioni normativamente previste al compimento di dette operazioni, osserva che, secondo i dati contenuti nella relazione annuale della Banca d'Italia del maggio 2007, il debito contratto degli enti territoriali è pari, alla fine del 2006, al 7,3 per cento del prodotto interno lordo.

            Dopo aver richiamato le disposizioni contenute nella legge finanziaria per il 2007, sull'obbligo di informare il Ministero dell'economia e delle finanze dei contratti concernenti le operazioni in strumenti di finanza derivata, l'oratore focalizza l'attenzione sulle peculiarità di tale fenomeno rispetto all'operatività dei soggetti privati.

            Dà quindi compiutamente conto dei diversi livelli di tutela degli investitori previsti dalla direttiva  2004/39/CE (cosiddetta MiFID), che innova la disciplina relativa alla prestazione dei servizi di investimento, e  si sofferma poi sull'attività di monitoraggio dello Stato sull'utilizzazione di strumenti derivati da parte degli enti territoriali, citando in particolare la già richiamata disposizione della legge finanziaria per il 2007 che prevede l'inefficacia del contratto in caso di mancata trasmissione dello stesso al Ministero dell'economia e delle finanze. Con decorrenza  dal 2002, prosegue,  il numero di contratti comunicati è stimato in quasi 900, con un dato medio annuo di 150, comprensivo anche delle operazioni rinegoziate. La distribuzione del fenomeno è piuttosto ampia, posto che finora risultano aver concluso operazioni derivate 17 regioni, 45 province, 459 comuni e 4 comunità montane, per un totale di 525 enti.

            Sulla base di una documentazione della centrale dei rischi della Banca d'Italia, che consegna alla Commissione, il Sottosegretario evidenzia che l'esposizione finanziaria verso le amministrazioni locali, avvertendo che non si è tenuto conto di contratti stipulati con banche estere, è quantificabile, fino ad agosto 2007, in un volume complessivo di un miliardo e 55 milioni di euro, mentre le regioni con la maggiore operatività in derivati risultano, rispettivamente, la Campania, con 261 milioni di euro, e il Piemonte con 219 milioni.

            Per quanto riguarda invece il ruolo dell'attuale Ministro per gli affari regionali e le autonomie locali, richiamato nelle interrogazioni, a suo tempo svolto in qualità di consulente di un'importante società finanziaria, nei rapporti con la Pubblica Amministrazione, specifica che tale attività si è limitata a una consulenza amministrativa di carattere generale.

            Dopo aver sottolineato che già con la legge finanziaria per il 2007 il Governo ha ampiamente testimoniato la propria attenzione sul tema della finanza derivata, pur nella consapevolezza che occorre valutare l'adozione di una linea di intervento più complessiva, l'oratore ribadisce che le operazioni derivate sono consentite unicamente per coprire il rischio di una passività sottostante. Sottolinea pertanto che l'ipotesi di attribuire a un'autorità centrale il potere di autorizzare le predette operazioni finanziarie comporterebbe la necessità di riconoscere anche la potestà di sindacare le scelte di indebitamento compiute dalle amministrazioni locali.