Legislatura 15ª - 6ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 134 del 24/10/2007

PROCEDURE INFORMATIVE  

 

Interrogazioni.

 

            Il sottosegretario TONONI risponde all’interrogazione n. 3-00913 del senatore Fuda, sugli interventi a favore del sistema imprenditoriale calabrese, dando conto della crescita del sistema finanziario meridionale, soprattutto in termini di qualità ed efficienza dell'offerta bancaria. Dopo aver osservato che si è attenuato il divario tra i tassi applicati alle imprese meridionali e quelli relativi alle imprese settentrionali, nella componente a medio e lungo termine del credito, sottolinea che il differenziale sui crediti a breve termine, tuttora esistente, va addebitato alla rischiosità di essi nelle regioni meridionali. Pertanto tale diversità, più che essere riconducibile alle caratteristiche patrimoniali e finanziarie delle imprese, discende dall'elevata aliquota di insolvenze esistente nell'Italia meridionale e in particolare in Calabria.

            Il Sottosegretario si sofferma quindi sulle diseconomie esterne che influenzano il sistema imprenditoriale della Calabria, e che determinano quindi un maggior costo dei finanziamenti a breve termine.

            Conclude dando compiutamente conto delle iniziative dirette a migliorare l'accesso al credito da parte delle imprese, citando a titolo di esempio, la previsione di un fondo di garanzia dello Stato, in favore delle PMI, per la copertura dei rischi sui mutui contratti.

 

      Dichiarandosi parzialmente insoddisfatto della risposta del Sottosegretario, il senatore FUDA (Misto-PDM) rileva criticamente che essa elude la questione di fondo, rappresentata dal persistere di una politica creditizia restrittiva nei confronti delle piccole e medie imprese della Regione Calabria. Rammenta quindi che tale ente aveva previsto la concessione di finanziamenti per il consolidamento dei debiti a breve termine nei confronti del sistema bancario: in proposito, commenta negativamente il fatto che le domande di finanziamento presentate dalle imprese risultano accolte in misura molto ridotta, come dimostra una documentazione che consegna alla Commissione. Da tali dati si evince che soltanto gli istituti di credito con un maggiore radicamento sul territorio hanno provveduto a erogare gli importi richiesti e che, sotto altro profilo, il limite massimo delle erogazioni effettuate ammonta a 400 mila euro, penalizzando quindi le imprese artigianali.

            In conclusione, pur prendendo atto degli elementi di fragilità del sistema economico della Regione Calabria, che limitano l'operatività delle imprese ivi presenti, rinnova la sollecitazione al Governo affinché adotti concrete iniziative nei confronti del sistema bancario, ai fini del sostegno all'apparato produttivo, anche in vista della prossima attuazione della direttiva europea denominata «Basilea 2».

 

            Il presidente BENVENUTO reputa quindi opportuna come richiesto dal senatore Fuda, un'integrazione degli elementi offerti con la risposta.

 

            Il sottosegretario TONONI risponde all’interrogazione n. 3-00916 del senatore Benvenuto, sulla nuova rete di vendita dei giochi pubblici, soffermandosi innanzitutto sul nuovo sistema introdotto dall'articolo 38 del decreto-legge n. 223 del 2006. Dà inoltre analiticamente conto dell'attività amministrativa e tecnico-operativa dell'Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato, nell'ambito dell'assegnazione dei diritti sportivi e ippici prevista dalla legge. Il procedimento si è concluso con la stipula di circa 170 concessioni, con il rilascio di un volume complessivo di 3.970 autorizzazioni tra diritti sportivi e diritti ippici.

            L'oratore pone altresì in rilievo le criticità emerse nell'attivazione dei singoli punti di vendita, e consistenti in una serie di difficoltà di carattere sia operativo che amministrativo. Tali elementi hanno contribuito, egli prosegue, al consistente calo della raccolta dei concorsi pronostici sportivi, lamentata dall'interrogante. Ciò posto, l'AAMS ha precisato che l'attuale situazione è tuttavia da considerarsi fisiologica, attesa la complessità delle operazioni dirette alla creazione di una nuova rete di giochi pubblici.

            Dopo aver illustrato le misure amministrative adottate dall'AAMS per favorire il passaggio al nuovo sistema, al fine di supportare la domanda di gioco e la connessa raccolta, il Sottosegretario fa infine presente che il Governo ha previsto, nell'ambito del decreto-legge n. 159 del 2007, la trasformazione dell'AAMS in un'agenzia fiscale al fine di potenziarne l'azione amministrativa nel settore dei giochi pubblici.

 

            Pur dando atto al Sottosegretario della celerità nella risposta alla propria interrogazione, il presidente BENVENUTO si dichiara insoddisfatto, osservando, dopo aver rammentato che la Commissione ha sollecitato un intervento del vice ministro Visco sulla specifica questione, che la risposta offerta appare elusiva rispetto all'analisi delle cause del calo della raccolta dei concorsi pronostici di carattere sportivo. Sottolinea quindi criticamente il dato rappresentato dalla forte contrazione del numero dei punti di vendita al pubblico relativi al concorso pronostici "Totocalcio". Pur condividendo in linea generale l'obiettivo del contrasto al gioco illegale, esprime tuttavia profonda preoccupazione per il fatto che con la consistente riduzione delle ricevitorie  (e il connesso decremento delle entrate) potrebbe determinarsi un ampliamento del fenomeno delle scommesse illegali.

            Dopo aver rammentato che anche presso la Camera dei deputati è stata sollevata la medesima questione e che la trasformazione dell'AAMS in un agenzia fiscale rappresenta solo una delle possibili ipotesi di soluzione, osserva che il disegno di riordino del settore dei giochi pubblici sembra aver inopinatamente ridimensionato un'importante componente della rete caratterizzata da tradizioni e patrimonio di professionalità estremo rilievo.

           

            Il sottosegretario TONONI risponde congiuntamente alle interrogazioni nn. 3-01013 dei senatori Eufemi ed altri e 3-01017 dei senatori Ventucci ed altri, sull'utilizzo di strumenti di finanza derivata da parte di enti locali, riepilogando il processo normativo che ha ad essi consentito l'effettuazione di operazioni in strumenti derivati. Dopo aver commentato i limiti e le condizioni normativamente previste al compimento di dette operazioni, osserva che, secondo i dati contenuti nella relazione annuale della Banca d'Italia del maggio 2007, il debito contratto degli enti territoriali è pari, alla fine del 2006, al 7,3 per cento del prodotto interno lordo.

            Dopo aver richiamato le disposizioni contenute nella legge finanziaria per il 2007, sull'obbligo di informare il Ministero dell'economia e delle finanze dei contratti concernenti le operazioni in strumenti di finanza derivata, l'oratore focalizza l'attenzione sulle peculiarità di tale fenomeno rispetto all'operatività dei soggetti privati.

            Dà quindi compiutamente conto dei diversi livelli di tutela degli investitori previsti dalla direttiva  2004/39/CE (cosiddetta MiFID), che innova la disciplina relativa alla prestazione dei servizi di investimento, e  si sofferma poi sull'attività di monitoraggio dello Stato sull'utilizzazione di strumenti derivati da parte degli enti territoriali, citando in particolare la già richiamata disposizione della legge finanziaria per il 2007 che prevede l'inefficacia del contratto in caso di mancata trasmissione dello stesso al Ministero dell'economia e delle finanze. Con decorrenza  dal 2002, prosegue,  il numero di contratti comunicati è stimato in quasi 900, con un dato medio annuo di 150, comprensivo anche delle operazioni rinegoziate. La distribuzione del fenomeno è piuttosto ampia, posto che finora risultano aver concluso operazioni derivate 17 regioni, 45 province, 459 comuni e 4 comunità montane, per un totale di 525 enti.

            Sulla base di una documentazione della centrale dei rischi della Banca d'Italia, che consegna alla Commissione, il Sottosegretario evidenzia che l'esposizione finanziaria verso le amministrazioni locali, avvertendo che non si è tenuto conto di contratti stipulati con banche estere, è quantificabile, fino ad agosto 2007, in un volume complessivo di un miliardo e 55 milioni di euro, mentre le regioni con la maggiore operatività in derivati risultano, rispettivamente, la Campania, con 261 milioni di euro, e il Piemonte con 219 milioni.

            Per quanto riguarda invece il ruolo dell'attuale Ministro per gli affari regionali e le autonomie locali, richiamato nelle interrogazioni, a suo tempo svolto in qualità di consulente di un'importante società finanziaria, nei rapporti con la Pubblica Amministrazione, specifica che tale attività si è limitata a una consulenza amministrativa di carattere generale.

            Dopo aver sottolineato che già con la legge finanziaria per il 2007 il Governo ha ampiamente testimoniato la propria attenzione sul tema della finanza derivata, pur nella consapevolezza che occorre valutare l'adozione di una linea di intervento più complessiva, l'oratore ribadisce che le operazioni derivate sono consentite unicamente per coprire il rischio di una passività sottostante. Sottolinea pertanto che l'ipotesi di attribuire a un'autorità centrale il potere di autorizzare le predette operazioni finanziarie comporterebbe la necessità di riconoscere anche la potestà di sindacare le scelte di indebitamento compiute dalle amministrazioni locali.

 

            Dichiarandosi completamente insoddisfatto della risposta del Sottosegretario, il senatore EUFEMI (UDC) evidenzia con preoccupazione la crescente tendenza degli enti locali a ricorrere a strumenti connotati da un elevatissimo rischio finanziario. Dopo aver espresso sorpresa per la presenza anche delle comunità montane tra i soggetti interessati dal fenomeno, sottolinea che i livelli di indebitamento raggiunti dagli enti locali minacciano di divenire insostenibili. In aggiunta, osserva altresì che le decisioni di ristrutturazione del debito influenzano in misura incisiva anche gli esercizi finanziari successivi e quindi di volta in volta anche le diverse amministrazioni succedentisi. Il volume complessivo dell'operatività in derivati evidenzia inoltre una dinamica di crescita del debito delle amministrazioni locali assolutamente non in linea con i vincoli finanziari previsti.

            In relazione al ruolo del ministro Lanzillotta,  giudica elusiva la risposta del sottosegretario, atteso l'innegabile rilievo dell'incarico da essa ricoperto in precedenza e in considerazione anche del ruolo svolto dello stesso Ministro nell'ambito del Governo di centro sinistra.

            Riprendendo l'intervento sulla finanza locale, osserva criticamente che le attuali dimensioni del fenomeno dei derivati evocano una responsabilità diretta delle autorità di vigilanza di settore, mentre, d'altro canto, appare indiscutibile che gli intermediari finanziari tendono ad addossare il rischio economico alla platea degli investitori, stante l'esistente asimmetria informativa. Occorre, a suo avviso, affrontare la questione già nel corso dell'attività emendativa al disegno di legge finanziaria per il 2008, muovendo dall'ipotesi di prevedere una sospensione dell'efficacia dei contratti su strumenti derivati.

 

            Il senatore VENTUCCI (FI) si dichiara insoddisfatto della risposta ricevuta ed esprime altresì il timore che il crescente ricorso alla finanza derivata sia sintomatico di una certa disinvoltura delle classi amministrative locali nell'elaborazione delle scelte di politica finanziaria predette. Dopo aver ricordato che già la Corte dei conti aveva richiamato l'attenzione delle istituzioni sul fenomeno, in particolare per la tenuta dell'equilibrio finanziario degli enti territoriali, rileva criticamente che la risposta del Governo si limita ad offrire una fotografia statica della situazione attuale, senza prospettare alcuna concreta linea di intervento.

            In merito al ruolo del ministro Lanzillotta, come richiamato nell’interrogazione, sui rapporti con la pubblica amministrazione, ritiene che i caratteri e i contenuti di esso vadano lasciati all'apprezzamento  dell'opinione pubblica.

            Da ultimo osserva che secondo la relazione del Governo sui risultati della lotta all'evasione fiscale, il positivo andamento del gettito delle entrate tributarie sarebbe ascrivibile a merito della politica economica dell'esecutivo di centro destra.

 

            Il presidente BENVENUTO dichiara quindi conclusa la procedura informativa.