Legislatura 15ª - 1ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 164 del 18/10/2007
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SULL'ESAME DEI DISEGNI DI LEGGE IN MATERIA ELETTORALE E SULLE RIFORME ISTITUZIONALI
Il senatore PASTORE (FI) esprime apprezzamento per la posizione assunta dal Presidente della Commissione in merito alla pretesa, avanzata da talune parti, di trasferire l’esame dei disegni di legge in materia elettorale dal Senato alla Camera dei deputati. Osserva che la stasi che si è verificata nell’esame di quelle iniziative non dipende dalla scarsa attività o celerità dei senatori bensì dalla sussistenza di questioni politiche rilevanti. In proposito, ricorda l’intesa intervenuta tra i Presidenti dei due rami del Parlamento in base alla quale la Camera dei deputati avrebbe trattato le proposte di riforma costituzionale mentre il Senato avrebbe esaminato i disegni di legge di riforma elettorale e le disposizioni in materia di organi delle autonomie territoriali. Quanto al progetto di riforma costituzionale definito dalla Commissione affari costituzionali della Camera dei deputati, osserva che in quel testo la struttura e le funzioni del cosiddetto Senato federale mortificano il ruolo della Camera alta e non corrispondono affatto a un disegno di riforma capace di raccogliere un ampio consenso.
Il senatore SAPORITO (AN) condivide l’apprezzamento espresso dal senatore Pastore per la posizione assunta dal presidente Bianco e conferma la contrarietà del suo Gruppo a un eventuale, intempestivo trasferimento alla Camera dei deputati dell’esame dei disegni di legge in materia di riforma elettorale, che contrasterebbe con la ripartizione concordata dai Presidenti dei due rami del Parlamento.
Il senatore SINISI (Ulivo) ricorda il proposito della sua parte politica di ricercare un consenso più ampio di quello della maggioranza di Governo in merito alla riforma del sistema elettorale. In tale prospettiva, la circostanza che al Senato la maggioranza non dispone di un margine di voti adeguato non ha rilievo: la possibilità di un’intesa, infatti, dipende dalla risoluzione di questioni politiche che hanno il medesimo valore sia nel caso in cui l’esame prosegua al Senato sia nell’ipotesi che la trattazione venga trasferita nell’altro ramo del Parlamento, ipotesi che pertanto non ha alcuna ragione di essere.
Il PRESIDENTE ringrazia i senatori intervenuti e sottolinea che la ripartizione concordata nella citata intesa tra i Presidenti delle Camere non può essere derogata da eventuali accordi informali tra le forze politiche. In proposito, ricorda di aver sempre, costantemente, tenuto informato il Presidente del Senato circa la qualità e la quantità del lavoro svolto dalla Commissione in materia elettorale; le supposte difficoltà, quindi, vanno ricondotte a questioni politiche che sono oggetto della discussione in Commissione.
Inoltre, a suo avviso, è infondata la preoccupazione secondo la quale l’esame dei disegni di legge di riforma elettorale sarebbe ostacolata al Senato dallo svolgimento della sessione di bilancio: un ostacolo, semmai, si verificherebbe proprio presso la Camera dei deputati che entro poche settimane sarà investita dell’esame dei documenti finanziari per il 2008.
Per quanto concerne il tema delle riforme costituzionali, ricorda il proficuo lavoro svolto dalle Commissioni affari costituzionali dei due rami del Parlamento con l’indagine conoscitiva sul Titolo V e rileva che l’intesa raggiunta alla Camera dei deputati su una proposta di riforma che, tra l’altro, comporta un ruolo diverso del Senato della Repubblica e la sostanziale revisione del bicameralismo perfetto è intervenuta senza il coinvolgimento della Commissione affari costituzionali del Senato in un comune approfondimento. Ne consegue che, se e quando il testo sarà sottoposto all’esame del Senato, la trattazione dovrà essere particolarmente approfondita e non condizionata dalla prima deliberazione dell’altro ramo del Parlamento.
Infine, prospetta l’opportunità di proseguire l’esame dei disegni di legge per la riforma del sistema elettorale in una delle sedute della prossima settimana, anche al fine di concordare i modi e i tempi in cui organizzare i lavori; in quell’occasione si potrà valutare anche l’ipotesi di un atto di indirizzo che indichi al relatore i princìpi fondamentali in base ai quali redigere una proposta di testo unificato.
La Commissione prende atto.