Legislatura 15ª - 1ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 164 del 18/10/2007

      La relatrice AMATI (Ulivo) valuta positivamente la proposta di una modifica dell’articolo 5 della legge 22 maggio 1975, n. 152, diretta a precisare che i segni e gli abiti che manifestano l’appartenenza religiosa devono ritenersi parte integrante degli indumenti abituali, a condizione che la persona mantenga il volto scoperto e riconoscibile. L’utilità della disposizione, che a prima vista potrebbe apparire pleonastica, deriva dalla circostanza che insieme all’aumento dell’immigrazione si vanno diffondendo convinzioni religiose diverse, in particolare quella di matrice musulmana, i cui segni possono destare a volte perplessità e polemiche anche sotto il profilo della tutela dell’ordine pubblico.

            Ricorda che l’iniziativa è condivisa da esponenti di diverse forze politiche per cui ne auspica la tempestiva approvazione, anche se dissente dalla considerazione espressa nella relazione che accompagna il disegno di legge secondo la quale indossare il burqa lasciando il volto scoperto sarebbe un buon modo per integrare e rispettare le culture religiose senza perdere di vista la necessità di garantire la sicurezza.