Legislatura 15ª - 1ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 164 del 18/10/2007
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IN SEDE REFERENTE
(1543) Emanuela BAIO ed altri. - Modifica alla legge 22 maggio 1975, n. 152, in materia di tutela dell'ordine pubblico
(Esame e rinvio)
La relatrice AMATI (Ulivo) valuta positivamente la proposta di una modifica dell’articolo 5 della legge 22 maggio 1975, n. 152, diretta a precisare che i segni e gli abiti che manifestano l’appartenenza religiosa devono ritenersi parte integrante degli indumenti abituali, a condizione che la persona mantenga il volto scoperto e riconoscibile. L’utilità della disposizione, che a prima vista potrebbe apparire pleonastica, deriva dalla circostanza che insieme all’aumento dell’immigrazione si vanno diffondendo convinzioni religiose diverse, in particolare quella di matrice musulmana, i cui segni possono destare a volte perplessità e polemiche anche sotto il profilo della tutela dell’ordine pubblico.
Ricorda che l’iniziativa è condivisa da esponenti di diverse forze politiche per cui ne auspica la tempestiva approvazione, anche se dissente dalla considerazione espressa nella relazione che accompagna il disegno di legge secondo la quale indossare il burqa lasciando il volto scoperto sarebbe un buon modo per integrare e rispettare le culture religiose senza perdere di vista la necessità di garantire la sicurezza.
Il senatore PASTORE (FI) propone che si verifichi, anche ascoltando l’opinione del Governo, l’effettiva necessità di inserire una nuova disciplina dell’uso dei segni e degli abiti che manifestano l’appartenenza religiosa.
Il senatore SAPORITO (AN) ritiene utile una discussione preliminare sul tema trattato dal disegno di legge in esame, a cui potrebbe seguire una serie di audizioni.
Il senatore MALAN (FI) esprime dubbi sull’effettiva generale condivisione del disegno di legge in esame: si chiede, in particolare, quale applicazione sia data attualmente all’articolo 5 della legge n. 152, peraltro oggetto di un’interrogazione da lui rivolta al Ministro dell’interno.
Il PRESIDENTE propone di accertare lo stato di applicazione delle norme attualmente vigenti, prima di procedere all’esame del disegno di legge in titolo.
Conviene la Commissione.
Il seguito dell’esame è quindi rinviato.