Legislatura 15ª - Giunta delle elezioni e delle immunita' parlamentari - Resoconto sommario n. 61 del 17/10/2007

Seguito della discussione sulle comunicazioni rese il 25 settembre 2007 sulla circoscrizione Estero   

 

Prosegue la discussione, nella quale interviene il senatore MANZIONE (Ulivo), che si dichiara contrario alle proposte avanzate dai due correlatori.

Dopo quasi un anno di stasi nell'attività paragiurisdizionale della Giunta - dovuta al credito ascritto alle presunte rivelazioni del settimanale di Deaglio, pretesto per condurre una defatigante revisione schede a livello nazionale, il cui costo in termini di risorse economiche ed umane deve essere ancora reso noto - l'intesa trasversale tra maggioranza ed opposizione si esercita ora sulla circoscrizione Estero, divenuta camera di compensazione per raggiungere al di fuori della Giunta equilibri in danno dell'istanza di giustizia avanzata dai ricorrenti.

Il nuovo caso di diniego di giustizia riguarda il ricorso di Mirella Giai: i prospetti redatti ai sensi dell'articolo 6 del Regolamento di verifica dei poteri sono già bastevoli a consentire alla Giunta di delibare la fondatezza del ricorso, in ragione dell'accertata inversione dell'attribuzione dei voti in un seggio di Caracas. Eppure, invece di dar corso alla procedura di contestazione dell'elezione (consentendo sia alla ricorrente, sia al resistente Pollastri di indicare i mezzi istruttori da esperire in contraddittorio), si preferisce intraprendere una nuova procedura di revisione schede a tutto campo, con l'ulteriore difficoltà che tale revisione dovrebbe riguardare solo una delle liste che hanno conseguito voti nella ripartizione America meridionale.

Il patto di non belligeranza stretto da maggioranza e opposizione in Giunta è giunto a tale livello di inossidabilità che il capogruppo dell'Ulivo - in questa discussione generale - si è spinto a prospettare nessi di priorità cronologica tra prosecuzione di indagine conoscitiva e revisione schede, evidentemente allo scopo di diluire ulteriormente nel tempo quella che dovrebbe essere una decisione unica, da assumere immediatamente: la contestazione dell'elezione oggetto della doglianza della ricorrente Giai. È pretestuoso addurre l'esigenza conoscitiva quando proprio dall'unico atto conoscitivo sin qui svolto - l'audizione del presidente Fancelli - è emerso inequivocabilmente che il seggio di Caracas è quello nel quale si è verificata l'erronea attribuzione a Pollastri dei voti della Giai.

Il termine di diciotto mesi, per concludere la verifica dei poteri, si avvicina senza che alcuna prospettiva sia offerta ai ricorrenti: circonvoluzioni procedurali con cui ritardare la pronuncia sono il poco nobile strumento cui si ricorre con maggiore frequenza, in Giunta, quando non si vogliono imprimere accelerazioni ai lavori del tipo di quelle improvvise e sospette registrate il 4 luglio scorso per il subentro nel seggio del senatore Vernetti. Ma tali artifici non riceveranno alcun atto di condivisione da parte di chi - quando una pesante pressione fu esercitata sul suo libero convincimento in ordine al ricorso sul 3 per cento, di cui era relatore - ottenne che il Gruppo di appartenenza riconoscesse la libertà dei senatori di Giunta di decidere rispondendo esclusivamente alla propria coscienza.

 

Il senatore BERSELLI (AN) richiede ai correlatori ed alla Giunta una più ponderata riflessione sul ricorso Giai che, alla luce dei prospetti redatti, merita di essere affrontato in tempi brevi.

 

Il senatore CASSON (Ulivo) ribadisce la necessità di diversificare le attività di indagine conoscitiva e di revisione, nonché di ridurre il proposto numero di componenti dei Comitati, a suo dire pletorico. A titolo personale, condivide poi la necessità di affrontare la questione del ricorso Giai tra le prime, in ragione delle evidenze che emergono dalla documentazione elettorale che è stata utilizzata per redigere i prospetti.

 

Il relatore Antonio BOCCIA (Ulivo), in chiusura di discussione generale, si riserva una replica puntuale nella prossima seduta, nella quale potrà procedersi alla votazione.

 

Non facendosi osservazioni così resta stabilito.