Legislatura 15ª - 6ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 115 del 13/09/2007
Azioni disponibili
PROCEDURE INFORMATIVE
Interrogazioni
Il sottosegretario GRANDI risponde all’interrogazione n. 3-00886, presentata dal senatore Fuda, sulle deroghe alla disciplina sugli aiuti di Stato, osservando che, relativamente ai tempi dell’iter per il rilascio dell’autorizzazione della Commissione europea in relazione alla previsione di un credito di imposta per nuovi investimenti nelle aree svantaggiate, la pronuncia definitiva su tali agevolazioni (previste nei commi dal 271 al 279 della legge finanziaria per il 2007) potrà aver luogo soltanto in seguito all’approvazione della Carta italiana degli aiuti a finalità regionale 2007-2013, notificata alla stessa Commissione europea il 12 giugno del corrente anno.
Per quanto riguarda la decorrenza degli aiuti, non è possibile, ad avviso del Dipartimento per le politiche fiscali, esprimersi definitivamente sulla possibilità di considerare finanziabili anche le spese sostenute prima dell’emanazione della circolare attuativa e della approvazione comunitaria del regime di aiuti.
In merito alla necessità di sospendere l’agevolazione in attesa dell’autorizzazione della Commissione europea, il rappresentante del Governo richiama la disposizione del comma 279 della citata legge finanziaria, la quale subordina l’efficacia delle norme sulle agevolazioni alla preventiva autorizzazione della Commissione europea: pertanto le agevolazioni previste spettano anche per gli investimenti effettuati nell’anno di imposta 2007, purché realizzati successivamente alla data di autorizzazione della Comunità europea.
Nel fornire chiarimenti sulla esclusione dagli investimenti agevolabili degli impianti diversi da quelli infissi al suolo, l’oratore rileva che secondo il tenore letterale della norma di cui al comma 273 l’agevolazione prevista non può essere estesa anche agli immobili strumentali alla attività produttiva, posto che essi rappresentano proprio beni infissi al suolo.
In conclusione, l’ipotesi di una modifica di tale previsione, volta a includere tra i beni agevolabili anche gli immobili, richiederebbe la preventiva notifica alla Commissione europea della modifica dell’aiuto, secondo quanto previsto dall’ordinamento comunitario.
Il senatore FUDA (Misto-PDM) si dichiara solo parzialmente soddisfatto per la risposta del Sottosegretario, osservando che il quadro normativo presentato gli appare connotato da una notevole incertezza a danno delle imprese interessate agli investimenti produttivi nelle aree svantaggiate dell’Italia meridionale. A fronte del ritardo nella concessione dell’autorizzazione da parte della Comunità europea, sottolinea come la previsione di un credito di imposta per gli investimenti produttivi rischi di rivelarsi poco efficace, posto che, fino ad oggi, non risulta ancora avviata alcuna procedura per il riconoscimento dell’agevolazione. A suo avviso, pertanto, il Governo dovrebbe individuare le modalità per rendere più spedita la procedura per la concessione degli aiuti, tenuto conto dell’importanza che gli investimenti suscettibili di agevolazione rivestono per il tessuto economico e produttivo dell’Italia meridionale. Al riguardo, ritiene che un’importante occasione sia rappresentata dalla elaborazione della prossima legge finanziaria.
Dopo aver fornito assicurazioni sull’imminenza dell’avvio delle procedure per la concessione delle agevolazioni previste, il sottosegretario GRANDI, rispondendo congiuntamente alle interrogazioni n. 3-00862 del senatore Bonadonna, sulla situazione della Banca Italease, e n. 3-00890 del senatore Barbolini, su una ispezione relativa alle attività della Banca Italease nella vendita di prodotti finanziari derivati, riferisce le comunicazioni pervenute dal CICR, facendo cenno anche al procedimento aperto presso la Procura della Repubblica di Roma a carico dell’ex Amministratore delegato della predetta Banca.
Dopo aver fornito informazioni sull’attività di accertamento e di vigilanza svolta nel 2007 dalla Banca d’Italia sulle irregolarità amministrative riscontrate (con l’avvio di numerose procedure sanzionatorie), il rappresentante del Governo si sofferma sulla situazione aziendale della Banca Italease, dando ampiamente conto delle criticità accertate dall’organo di vigilanza nel funzionamento degli organi amministrativi, negli assetti organizzativi dell’intermediario, nella concentrazione del portafoglio e nel monitoraggio degli affidamenti.
Commenta quindi le iniziative assunte su impulso della Banca d’Italia per assicurare la sana e prudente gestione dell’attività bancaria posta in essere dall’intermediario. In tal senso, l’assemblea dei soci ha deliberato l’aumento del capitale sociale della Banca, a copertura dei rischi presenti negli strumenti finanziari derivati nei confronti della clientela, nonché il rinnovo delle cariche sociali. Nell’ambito del piano di ristrutturazione, il Sottosegretario illustra anche le varie misure riguardanti l’operatività della Banca nel settore dei derivati e le soluzioni transattive prospettate dallo stesso intermediario.
In termini generali, alla luce del crescente volume di operatività in derivati da parte del sistema bancario italiano, analizza le prescrizioni impartite dalla Banca d’Italia agli operatori con particolare riguardo ai criteri di valutazione del rischio finanziario, agli assetti organizzativi degli intermediari e ai relativi sistemi di controllo.
Il senatore BONADONNA (RC-SE) si dichiara insoddisfatto della risposta ricevuta, che giudica elusiva. In attesa di conoscere gli esiti del procedimento giudiziario in corso, si sofferma sull’operato della Banca d’Italia nell’ambito della sua attività di vigilanza sul segmento dei derivati. Commenta infatti criticamente il comportamento tenuto dall’autorità di vigilanza, sottolineando, in particolare, come l’autorizzazione concessa alla Banca Italease per l’attività in derivati risulti assolutamente ingiustificata. Sulle motivazioni e i presupposti dell’autorizzazione, ritiene la risposta del Sottosegretario inadeguata e reticente, mentre l’andamento dei titoli derivati collocati dalla Banca Italease compendia le criticità del mercato finanziario a fronte della crescente tendenza degli intermediari a ricorrere a prodotti connotati da un indice di rischio praticamente incontrollabile. Ciò posto, sollecita un’azione più efficace e incisiva da parte del Governo e dell’autorità di settore, in chiave di prevenzione di fenomeni quale, a titolo di esempio, quello delle consistenti oscillazioni di mercato dei mutui cosiddetti subprime. Infatti, le autorità politiche e di vigilanza non possono sottrarsi alle proprie responsabilità, confidando nell’attività suppletiva delle Banche centrali, posto che tale meccanismo finisce per addossare i danni economici alla platea dei risparmiatori. In conclusione, rivolge al Governo un monito affinché ponga un freno rispetto ai fenomeni patologici nell’evoluzione del mercato finanziario e operi un controllo più attento anche sull’attività dell’organo di vigilanza.
Il senatore BARBOLINI (Ulivo) si dichiara parzialmente soddisfatto della risposta del Sottosegretario, esprimendo l’avviso che si debbano individuare le modalità per un congruo ristoro dei pregiudizi subiti dai risparmiatori. Relativamente al funzionamento del mercato finanziario, condivide l’obiettivo di sottoporre l’andamento degli strumenti derivati a un attento monitoraggio, mentre auspica che il Governo e la Banca d’Italia possano intraprendere una decisa azione volta a limitare le conseguenze dannose per i risparmiatori.
Il sottosegretario GRANDI, dopo aver ribadito l’appropriatezza degli elementi informativi contenuti nella propria risposta, risponde all’interrogazione n. 3-00844 del senatore Benvenuto, sulla distribuzione regionale dei controlli e relativi esiti su scontrini e ricevute fiscali. Il rappresentante del Governo si sofferma sulle innovazioni che hanno interessato il procedimento di irrogazione delle sanzioni da parte dell’Agenzia delle Entrate, illustrandone gli aspetti più qualificanti. Consegna quindi alla Commissione un prospetto che riepiloga, su base regionale, i dati, aggiornati al 15 luglio 2007, concernenti il numero dei processi verbali di constatazione notificati e il numero dei provvedimenti di sospensione o chiusura degli esercizi, distinti per tipologia di attività.
Il presidente BENVENUTO si dichiara soddisfatto per la risposta ricevuta, rilevando che il quadro informativo presentato è ampio ed esauriente e fornisce altresì approfonditi elementi conoscitivi di cui la Commissione deve avvalersi nell’analisi della problematica sollevata.
Il sottosegretario GRANDI risponde all’interrogazione n. 3-00845 del senatore Benvenuto, sull’ipotesi di unione dell’Ufficio italiano dei cambi (UIC) alla Banca d’Italia. Nell’ambito dello schema di decreto legislativo di attuazione della direttiva 2005/60/CE (Atto del Governo n. 129), sulla prevenzione delle attività di riciclaggio per finanziamento di attività criminose e terroristiche, è prevista l’istituzione dell’Unità di informazione finanziaria per l’Italia (UIF), alla quale viene riconosciuta autonomia e indipendenza nei confronti del Governo e della Banca d’Italia. Tale struttura è istituita proprio presso la Banca d’Italia, la quale ne disciplina l’organizzazione e il funzionamento. Il citato schema di decreto legislativo, nel prevedere il trasferimento alla Banca d’Italia delle competenze e dei poteri già attribuiti all’Ufficio italiano dei cambi, con le relative risorse strumentali, umane e finanziarie, dispone la soppressione di detto organo e la sua liquidazione, recando altresì norme di coordinamento e di salvaguardia del personale. Sotto tale specifico profilo, è espressamente sancito che la successione della Banca d’Italia nei diritti e nei rapporti giuridici di cui l’UIC è titolare avvenga senza pregiudizio del trattamento economico e previdenziale già riconosciuto ai dipendenti dell’Ufficio stesso.
In conclusione, osserva che l’esigenza di realizzare entro breve tempo il progetto di riorganizzazione dell’UIC ha suggerito di inserire le disposizioni citate nel decreto legislativo n. 129, stralciandole dal disegno di legge di riforma delle autorità indipendenti, attualmente all’esame del Senato (atto Senato n. 1366).
Il presidente BENVENUTO si dichiara soddisfatto della risposta del Sottosegretario, esprimendo in particolare apprezzamento per le misure (che tengono conto delle osservazioni degli organismi sindacali) volte a salvaguardare le condizioni contrattuali e professionali del personale dell’UIC destinato a confluire nella Banca d’Italia. Sottolinea quindi il rilievo della prospettiva che le Commissioni 2a e 6a riunite del Senato dedichino particolare attenzione all’ipotesi di riorganizzazione dell’UIC in sede di espressione del parere sul citato schema di decreto legislativo n. 129.
In riferimento al disegno di legge n. 1366, pur apprezzando l’organicità della sua impostazione, rileva la necessità che il Governo assuma, nella elaborazione del progetto di riforma delle autorità indipendenti, una visione maggiormente unitaria e sistematica, in modo da evitare contraddizioni nella definizione dei compiti e delle funzioni di tali organismi, come è accaduto ad esempio nel citato testo legislativo per quanto riguarda le attribuzioni della COVIP e dell’ISVAP di cui si prevede la devoluzione ad altre autorità.
Il presidente BENVENUTO dichiara quindi chiusa la procedura informativa.