Legislatura 15ª - 1ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 143 del 18/07/2007

(20) Vittoria FRANCO ed altri.  -  Disposizioni in materia di pari opportunità tra donne e uomini nell'accesso alle cariche elettive, in attuazione dell'articolo 51 della Costituzione  

(129) CUTRUFO.  -  Modifiche al testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, e al testo unico di cui al decreto legislativo 20 dicembre 1993, n. 533, in materia di norme per l'elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica ed introduzione del sistema della preferenza  

(600) Helga THALER AUSSERHOFER ed altri.  -  Modifiche alla normativa vigente in materia di elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, in materia di rappresentanza femminile in Parlamento  

(904) CASSON ed altri.  -  Abrogazione della legge 21 dicembre 2005, n. 270, recante modifiche alle norme per l’elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica  

(1118) Laura BIANCONI.  -  Disposizioni in materia di pari opportunità tra i generi per l'accesso alle cariche elettive  

(1391) SALVI e VILLONE.  -  Riforma delle norme sulla elezione della Camera dei deputati  

(1392) CALDEROLI.  -  Modificazioni della normativa per le elezioni alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica  

(1442) CABRAS ed altri.  -  Abrogazione della legge 21 dicembre 2005, n. 270, nonché modifica del testo unico delle leggi recanti norme per la elezione della Camera dei deputati, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361  

(1450) TONINI ed altri.  -  Introduzione del sistema elettorale proporzionale in circoscrizioni provinciali per l'elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica  

(1455) CUTRUFO.  -  Modifiche al testo unico delle leggi recanti norme per l'elezione della Camera dei deputati, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, e al testo unico delle leggi recanti norme per l'elezione del Senato della Repubblica, di cui al decreto legislativo 20 dicembre 1993, n. 533  

(1474) CALDEROLI.  -  Modifiche alle norme per l'elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica  

(1553) RUSSO SPENA ed altri.  -  Modifiche al testo unico delle leggi recanti norme per la elezione della Camera dei deputati, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, ed al testo unico delle leggi recanti norme per l’elezione del Senato della Repubblica, di cui al decreto legislativo 20 dicembre 1993, n. 533, per introdurre un sistema elettorale proporzionale personalizzato  

(1572) PETERLINI ed altri.  -  Modifiche al testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, in materia di elezione della Camera dei deputati, e al testo unico di cui al decreto legislativo 20 dicembre 1993, n. 533, in materia di elezione del Senato della Repubblica, per l'introduzione del voto di preferenza e l'abolizione delle candidature plurime  

(1573) PETERLINI ed altri.  -  Modifiche al testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, in materia di elezione della Camera dei deputati per la regione Trentino - Alto Adige  

(1583) Silvana AMATI ed altri.  -  Misure per la promozione delle pari opportunità tra donne e uomini nell'accesso alle cariche elettive  

(1604) PETERLINI ed altri.  -  Nuove norme per l'elezione della Camera dei deputati  

(1643) Manuela PALERMI ed altri.  -  Modifiche al testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, in materia di elezione della Camera dei deputati, e al testo unico di cui al decreto legislativo 20 dicembre 1993, n. 533, in materia di elezione del Senato della Repubblica  

(1673) Anna FINOCCHIARO ed altri.  -  Modifiche al testo unico delle leggi recanti norme per la elezione della Camera dei deputati di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, e al testo unico delle leggi recanti norme per l’elezione del Senato della Repubblica, di cui al decreto legislativo 20 dicembre 1993, n. 533, recanti l'introduzione di un sistema elettorale maggioritario a doppio turno con ballottaggio. Delega al Governo per la determinazione dei collegi uninominali  

(1675) STORACE.  -  Norme per l'abrogazione della vigente legge elettorale  

(1699) QUAGLIARIELLO ed altri.  -  Modifiche al testo unico delle leggi recanti norme per l'elezione del Senato della Repubblica, di cui al decreto legislativo 20 dicembre 1993, n. 533, in materia di previsione del premio di maggioranza e di soglia di sbarramento  

- e petizioni nn. 69, 189, 385, 387 e 439 ad essi attinenti

(Seguito dell'esame congiunto dei disegni di legge nn. 20, 129, 600, 904, 1118, 1391, 1392, 1442, 1450, 1455, 1474, 1553, 1572, 1573, 1583, 1604, 1643 e 1673, congiunzione con l'esame dei disegni di legge nn. 1675 e 1699 e rinvio. Esame dei disegni di legge nn. 1675 e 1699, congiunzione con il seguito dell'esame congiunto dei disegni di legge nn. 20, 129, 600, 904, 1118, 1391, 1392, 1442, 1450, 1455, 1474, 1553, 1572, 1573, 1583, 1604, 1643 e 1673 e rinvio) 

 

            Prosegue l’esame congiunto, sospeso nella seduta pomeridiana dell’11 luglio.

 

      Il presidente BIANCO (Ulivo), relatore, dà conto del disegno di legge n. 1675, d’iniziativa del senatore Storace, che propone l’abrogazione della legge approvata nella scorsa legislatura e il ripristino del sistema elettorale previgente sia per l’elezione della Camera dei deputati che per quella del Senato. Illustra anche il disegno di legge n. 1699, d’iniziativa del senatore Quagliariello e di altri senatori, che modifica il sistema elettorale del Senato prevedendo l’attribuzione di un premio di maggioranza nazionale ripartito su base regionale, al fine di risolvere l’elemento di maggiore criticità del vigente meccanismo rispetto alle esigenze di governabilità e di stabilità dell’esecutivo, cioè l’attribuzione del premio in ambito regionale. L’iniziativa propone un premio di maggioranza tale da integrare il numero di 170 seggi e una soglia di sbarramento del 5 per cento dei voti validi in ambito regionale, nonché una suddivisione del territorio regionale in circoscrizioni più ristrette, ritenuta preferibile, ai fini di un più stretto rapporto tra candidati ed elettori, rispetto alla reintroduzione del voto di preferenza e all’attribuzione dei seggi in collegi uninominali su base proporzionale.

            Conclude, proponendo di esaminare le suddette proposte congiuntamente agli altri disegni di legge in titolo.

 

            Conviene la Commissione.

 

            Continua quindi il dibattito sul testo di lavoro delineato dal Presidente relatore nella seduta del 4 luglio.

 

Il senatore RUSSO SPENA (RC-SE) ribadisce la contrarietà della sua parte politica al referendum promosso nella materia elettorale, che in caso di esito affermativo costringerebbe le forze politiche a una innaturale semplificazione e condurrebbe a un sistema in cui la scelta del premier e del Governo sarebbe affidata a una sorta di investitura popolare. Comunque, ritiene che il quesito sia incostituzionale e dunque inammissibile.

            A suo avviso, è preferibile costruire la riforma della legge elettorale in Parlamento, adottando quale testo base quello predisposto dal Presidente relatore e tenendo in considerazione tre princìpi fondamentali: anzitutto, l’esigenza di assicurare una formazione democratica e proporzionale della rappresentanza, eventualmente con l’attribuzione dei seggi su base proporzionale in collegi uninominali e un riequilibrio di genere nelle candidature; in secondo luogo, un’efficace azione di governo in un contesto bipolare che non implichi l’indicazione del primo ministro da parte degli elettori; infine, un federalismo non liberista e non devolutivo, collegato a una riforma del bicameralismo che potrebbe prevedere una composizione del Senato basata su designazioni dei Consigli regionali e degli enti locali.

            Prende atto del riscontro positivo che il modello tedesco suscita in molti Gruppi della maggioranza e dell’opposizione e ritiene che sussistano le condizioni per corrispondere entro la fine dell’anno in corso all’esigenza di una riforma elettorale che superi il quesito referendario.

 

            Il senatore NANIA (AN) esprime apprezzamento per la proposta illustrata dal Presidente relatore che tuttavia, suggerendo un  premio di maggioranza basato sulla quantità dei seggi conseguiti dalle coalizioni anziché dei voti raccolti, riproporrebbe la questione della "manipolazione" del consenso elettorale; inoltre, ritiene inopportuno escludere dal conteggio dei voti al fine dell’attribuzione del premio di maggioranza quelli delle formazioni che non abbiano superato la soglia di sbarramento e quelli non utilizzati per l’assegnazione dei seggi.

            Esprime la sua personale preferenza per una riforma che si limiti a correggere alcuni elementi della legge in vigore di cui sottolinea la coerenza con i sistemi elettorali adottati per le elezioni regionali e per quelle provinciali e comunali. Commenta con favore la proposta del Presidente relatore per quanto riguarda la conferma del bipolarismo dell’alternanza, tipico delle democrazie mature, mentre giudica negativamente la riproposizione di sistemi che non rendono comprensibile in anticipo all’elettore chi governerà in caso di vittoria dell’una o dell’altra parte.

            Su un possibile percorso di riforma, ritiene che anzitutto si dovrebbero rendere omogenei i corpi elettorali per l’elezione della Camera e del Senato, attraverso una revisione costituzionale che riconosca il diritto di voto per entrambe le Camere anche agli elettori più giovani.

            Dopo aver ricordato la peculiarità dei sistemi elettorali in uso in Germania, in Gran Bretagna e in Francia, sottolinea l’utilità di una selezione delle candidature e dei candidati premier attraverso elezioni primarie effettive.

 

            Il senatore CABRAS (Ulivo) sottolinea che la scelta di un testo da assumere quale base per il seguito dell’esame non pregiudica la definizione del modello elettorale, elemento fondamentale per il funzionamento della democrazia che, contrariamente a quanto è avvenuto in passato, dovrebbe essere condiviso da uno schieramento politico più ampio della maggioranza di Governo.

            Rileva che il Parlamento si accinge a modificare ancora una volta la legge elettorale, senza aver provveduto nel frattempo a una revisione sostanziale della Costituzione, a partire da una riconsiderazione del bicameralismo perfetto.

            Dopo aver ricordato la preferenza della sua parte politica, sancita anche nel programma elettorale, per il doppio turno di collegio tipico del sistema francese, conferma la disponibilità a ricercare una soluzione che goda del più ampio consenso possibile, salva l’irrinunciabilità al principio dell’alternanza.

            In tale ottica, esprime apprezzamento per la proposta avanzata dal Presidente relatore; in particolare condivide l’ipotesi di un’assegnazione dei seggi su base proporzionale in collegi uninominali, mentre rimane aperto il confronto sui meccanismi da adottare per un "accesso regolamentato" alla rappresentanza delle formazioni minori e per l’attribuzione del premio di maggioranza.

            Rispondendo, infine, a un quesito del senatore CALDEROLI (LNP), osserva che il principio dell’alternanza può essere assicurato anche dal modello elettorale tedesco, ma giudica preferibile l’introduzione di un premio di maggioranza accanto a un meccanismo di "accesso regolamentato" e l’assegnazione dei seggi con metodo proporzionale in collegi uninominali.

 

            Il senatore PASTORE (FI), intervenendo sull’organizzazione dei lavori per l’esame dei disegni di legge in titolo, sottolinea il rilievo di una revisione della disciplina per l’elezione dei deputati e dei senatori della circoscrizione Estero; pertanto sollecita l’avvio dell’esame di iniziative legislative in materia.

 

            Interviene quindi nella discussione la senatrice ALLEGRINI (AN), che sottolinea il tema dell’adeguamento della presenza femminile in Parlamento. Ricorda l’eccezionale carenza di rappresentanza femminile nel Parlamento italiano: pur essendo contraria in via di principio all’introduzione di quote obbligatorie (peraltro censurate dalla Corte costituzionale prima della revisione dell’articolo 51 della Costituzione approvata nella scorsa legislatura), ritiene opportuno prescrivere per un periodo limitato di tempo una composizione equilibrata delle liste. In proposito ricorda l’esperienza del movimento femminista, proseguita successivamente nel Partito comunista italiano, che ha promosso una maggiore partecipazione delle donne all’attività politica e parlamentare.

            Conclude, sottolineando l’esigenza di adeguare la rappresentatività della società civile in cui, come è noto, le donne sono in maggioranza.

 

            Il seguito dell’esame congiunto è quindi rinviato.