Legislatura 15ª - 6ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 98 del 27/06/2007
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PROCEDURE INFORMATIVE
Seguito dell'indagine conoscitiva sull'evoluzione del sistema creditizio italiano: audizione dei rappresentanti della CGIL, della CISL, della UIL, della UGL e della Federazione Autonoma Bancari Italiani
Riprende l’indagine conoscitiva sospesa nella seduta del 21 giugno scorso.
Il presidente BENVENUTO introduce i temi oggetto dell’odierna audizione.
Il rappresentante della CGIL, AMARI, dopo aver consegnato una documentazione alla Presidenza, riepiloga il processo di ristrutturazione bancaria avvenuto negli ultimi anni, sottolineando gli aspetti di criticità emersi rispetto ai costi dei servizi bancari e alla trasparenza dei rapporti tra clientela e banche, e rilevando altresì la necessità di recuperare un rapporto di fiducia tra clienti e banche. A suo parere il carattere bancocentrico del sistema della raccolta del risparmio e la mancanza di trasparenza rischiano di vanificare gli effetti positivi attesi dai processi di concentrazione. Enuncia poi ulteriori aspetti di problematicità facendo riferimento ai crediti al consumo, ai mutui edilizi, al sistema creditizio meridionale e ai conflitti di interesse tra banche e imprese e banche e sistema dell’informazione. Conclude ricordando il ruolo positivo svolto dal sindacato nella gestione delle ristrutturazioni bancarie.
Interviene quindi il rappresentante della UGL, VERELLI, il quale, consegnata una memoria scritta alla Presidenza, dopo aver ricordato le trasformazioni del sistema creditizio e aver dato atto di un nuovo corso instaurato dal Governatore della Banca d’Italia, esprime la preoccupazione che le aggregazioni e le fusioni poste in essere possano avere riflessi dal punto di vista occupazionale. Dà quindi conto del positivo funzionamento del fondo di solidarietà che ha consentito la gestione degli esuberi del sistema bancario ed esprime contrarietà all’ipotesi di introdurre la cassa integrazione per i dipendenti del settore. Giudica quindi, come punti di criticità, la persistenza di conflitti di interesse tra banca e impresa e il rischio della perdita del carattere di territorialità delle piccole banche. Conclude auspicando un serio confronto sindacale con i grandi gruppi bancari per sviluppare la formazione professionale e il coinvolgimento diretto dei lavoratori nelle scelte aziendali.
Il segretario nazionale della federazione autonoma bancari italiani, AMATO, illustra gli effetti positivi e quelli negativi del processo evolutivo del sistema creditizio, facendo presente che alla migliore qualità dei servizi e ai costi probabilmente più bassi si potrebbe accompagnare un indebolimento della vocazione territoriale delle singole banche. A suo parere il problema della difesa dei livelli occupazionali in relazione ai processi aggregativi si supera con un processo di formazione continua dei dipendenti e il ricorso a misure quali l’utilizzo del part-time. In generale, ritiene essenziale recuperare un rapporto di fiducia tra i clienti e le banche.
Per la CISL interviene MOCCI, segretario nazionale della FIBA, il quale consegna una memoria alla Presidenza, osservando che i processi aggregativi posti in essere negli ultimi anni presentano caratteristiche di gran lunga differenti rispetto alle ristrutturazioni avvenute negli anni Novanta, che avevano soprattutto la finalità di salvataggio di imprese in crisi. A suo parere i processi aggregativi debbono comportare una riduzione dei costi per i clienti delle banche, auspicando peraltro un aumento della trasparenza nell’offerta dei prodotti finanziari. Si sofferma quindi ad illustrare il ruolo del sindacato, in accordo con l’ABI, per valorizzare il carattere dell’attività della banca sia nei confronti dei dipendenti che nei confronti della clientela, insistendo sulla necessità di riformare il sistema bancario in chiave di responsabilità sociale.
Interviene infine per la UIL la responsabile per i servizi e le politiche creditizie, SACCHETTONI, la quale consegna alla Presidenza una memoria scritta, di cui illustra i contenuti, facendo riferimento al processo di trasformazione del sistema bancario italiano, al ruolo della Banca d’Italia e dell’Antitrust, rimarcando altresì l’assenza di effetti positivi per i clienti di tale processo. Dopo aver ricordato l’utilità del fondo di solidarietà ai fini della gestione dei processi di ristrutturazione, esprime una valutazione positiva del ruolo delle banche popolari e delle banche di credito cooperativo. Conclude invocando un maggiore controllo sulla trasparenza dei contratti bancari e sui settori del credito al consumo e dei mutui edilizi.
Interviene il senatore EUFEMI (UDC), il quale sollecita i sindacati ad una maggiore attenzione per gli effetti sul piano occupazionale delle recenti fusioni bancarie, citando in particolare il piano industriale reso noto da Banca Intesa. Rileva poi che tali preoccupazioni sembrano invece indirizzarsi verso il settore delle banche popolari, sottolineando con apprezzamento le osservazione svolte dai rappresentanti della UIL sul punto.
In riferimento alla riforma delle banche popolari all’esame della Commissione, precisa che le polemiche in merito al coinvolgimento delle fondazioni bancarie hanno tratto origine da una presa di posizione della Banca d’Italia.
Il senatore CURTO (AN), dopo aver fatto riferimento alla differente politica di credito adottata dalle banche tra il Nord e il Sud del Paese, esprime forte preoccupazione per gli intrecci proprietari tra banche, sistema industriale e organi di informazione, chiedendo altresì una valutazione degli esponenti sindacali su tale situazione. Chiede poi un’ulteriore valutazione sull’ipotesi di riforma delle banche popolari, puntualizzando che la posizione della propria parte politica su tale riforma non si è modificata: esprime quindi l’avviso che la ricerca di un ampio consenso su tale riforma dovrebbe imporre una pausa di riflessione dell’iter legislativo.
A giudizio del senatore BARBOLINI (Ulivo) la mancanza di accenti preoccupati dei sindacati sui riflessi occupazionali delle aggregazioni bancarie non può che essere valutato positivamente. Richiama invece il ruolo svolto dai rappresentanti sindacali nella vicenda della Banca popolare di Milano e della Banca popolare dell’Emilia Romagna.
Rispondono brevemente ai quesiti posti DARDANELLI e MOCCI, accogliendo poi l’invito del presidente BENVENUTO a fornire risposte scritte alle domante poste dai senatori, in particolare per quanto riguarda la riforma delle banche popolari.
Il presidente BENVENUTO dichiara quindi chiusa l’audizione.
Audizione dei rappresentanti delle Associazioni dei consumatori e degli utenti
Il presidente BENVENUTO introduce i temi oggetto dell’odierna audizione.
Per l’Adiconsum interviene il dottor PICCIOLINI, il quale, dopo aver consegnato una memoria scritta alla Presidenza, riepiloga i motivi di preoccupazione per i mancati riflessi, in termini di costi per i clienti e le imprese, delle aggregazioni poste in essere negli ultimi anni nel sistema creditizio. Esprime poi preoccupazione per gli effetti negativi, per le banche di piccole dimensioni, delle innovazioni introdotte per l’adozione dei principi contabili internazionali, di Basilea 2 e per il recepimento della direttiva MiFID. Conclude richiamando il rischio che nel mercato il numero ridotto dei grandi gruppi possa favorire operazioni di cartello.
Interviene per l’Adusbef il dottor NOVELLI, il quale, dopo aver consegnato una memoria scritta anche a nome della Federconsumatori, richiama l’anomalia della poca trasparenza dei contratti bancari e la presenza di costi anche burocratici relativi alla chiusura dei conti. A suo giudizio infatti il processo aggregativo e di trasformazione del sistema creditizio italiano rischia di non produrre alcun effetto positivo in termini di riduzione dei costi e dei servizi a favore dei consumatori e dei clienti.
Anche il dottor VEROLI per la Federconsumatori esprime un giudizio fortemente critico per la persistente sperequazione tra tassi attivi e tassi passivi praticati dalle banche, nonostante gli interventi legislativi in materia, proponendo, tra l’altro, di inserire i contratti bancari nel codice del consumo.
Interviene quindi il senatore EUFEMI (UDC), il quale condivide la preoccupazione per la struttura oligopolistica del sistema bancario e per gli effetti negativi della scarsa concorrenza. Dopo aver rilevato che l’ingresso di gruppi stranieri non ha comportato alcun effetto positivo sui costi dei servizi bancari, ritiene essenziale difendere il carattere pluralistico del sistema bancario, ribadendo la propria contrarietà all’eventuale ingresso delle fondazioni bancarie nel capitale delle banche popolari. Dopo aver condiviso le preoccupazioni espresse per gli effetti delle nuove norme in materia di IAS, Basilea 2 e MiFID, richiama l’attenzione sui costi indiretti per i clienti delle informazioni che le banche debbono inviare ai fini della trasparenza.
Il senatore BONADONNA (RC-SE) svolge una serie di considerazioni critiche in merito al carattere delle trasformazioni in atto nel sistema creditizio, sostenendo che la modernizzazione, come avviene in altri settori, rischia di impoverire il tessuto economico e produttivo, rendendo tra l’altro più flebili le scelte di indirizzo politico. Dopo aver espresso apprezzamento per l’azione di stimolo svolta dalle associazioni dei consumatori, mette l’accento sulla necessità di un maggiore controllo sociale sui processi economici in atto.
Il senatore BARBOLINI (Ulivo) chiede un chiarimento sulle ragioni della mancata riduzione dei costi per i clienti in tema di mutui ipotecari e chiusura dei conti correnti.
Rispondono quindi brevemente alle domante poste il dottor PICCIOLI, VEROLI e NOVELLI.
Il presidente BENVENUTO invita gli auditi a far pervenire una risposta scritta in relazione alle domande poste dai senatori e dichiara quindi chiusa l’audizione.
Il seguito dell’indagine conoscitiva è pertanto rinviato.
La seduta termina alle ore 16,30.