Legislatura 15ª - 6ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 46 del 31/01/2007
Azioni disponibili
FINANZE E TESORO (6ª)
MERCOLEDÌ 31 GENNAIO 2007
46ª Seduta
Presidenza del Presidente
Interviene il sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze Grandi.
La seduta inizia alle ore 15,10.
IN SEDE CONSULTIVA SU ATTI DEL GOVERNO
Schema di decreto legislativo recante: "Misure per prevenire, contrastare e reprimere il finanziamento del terrorismo e l'attività dei paesi che minacciano la pace e la sicurezza internazionale, in attuazione della direttiva 2005/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 ottobre 2005" (n. 64)
(Parere al Ministro per i rapporti con il Parlamento e le riforme istituzionali, ai sensi degli articoli 1, commi 3 e 4, e 22 della legge 25 gennaio 2006, n. 29. Esame e rinvio)
La senatrice ROSSA (Ulivo) riferisce alla Commissione sui contenuti del provvedimento in titolo, che dà attuazione alla direttiva 2005/60/CE, il cui recepimento nell'ordinamento italiano è previsto dalla delega recata negli articoli 1 e 22 della legge 25 gennaio 2006, n. 29.
La relatrice precisa che la direttiva comunitaria n. 60 del 2005 concerne la prevenzione dell’uso del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo, sottolineando che, nell’esercizio della delega, il Governo deve altresì stabilire le modalità di esecuzione delle misure di congelamento di fondi e risorse economiche stabilite da varie risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell’O.N.U., dai regolamenti comunitari n. 2580 del 2001 (recante misure restrittive specifiche, contro determinate persone ed entità, destinate a combattere il terrorismo) e n. 881 del 2002 (recante misure restrittive specifiche nei confronti di determinate persone ed entità associate a Osama bin Laden, alla rete Al Qaida e ai Talebani), nonché, da ultimo, dai regolamenti comunitari emanati ai sensi degli articoli 60 e 302 del Trattato istitutivo della Comunità europea (cosiddette "sanzioni finanziarie internazionali"), per il contrasto del terrorismo e dell’attività di Paesi che minacciano la pace e la sicurezza internazionale.
La finalità ultima della delega, prosegue la relatrice, consiste nel coordinamento delle disposizioni vigenti in materia di prevenzione e contrasto del riciclaggio di denaro e del finanziamento al terrorismo.
Elenca quindi i principi e criteri direttivi alla cui osservanza è il Governo deve attenersi nell’esercizio della delega: estendere le misure di prevenzione contro il riciclaggio di denaro al contrasto del finanziamento del terrorismo; prevedere adeguate misure per attuare il congelamento dei fondi e delle risorse economiche, compresa la possibilità di attribuire ad un’autorità pubblica l’amministrazione di tali risorse economiche; individuare idonee sanzioni amministrative per le violazioni delle misure di congelamento. Infatti, lo schema di decreto legislativo disciplina le modalità di attuazione delle misure di congelamento dei fondi e delle risorse economiche; completa il quadro normativo esistente in materia di contrasto al finanziamento del terrorismo, introducendo nell’ordinamento italiano l’obbligo di segnalare le operazione sospette di finanziamento del terrorismo e, infine, riordina sistematicamente la normativa vigente, con particolare riguardo alle competenze del Comitato di sicurezza finanziaria.
Passa quindi a illustrare il contenuto normativo del provvedimento in esame, osservando che gli articoli 1 e 2 recano definizione e individuano le finalità e l'ambito di applicazione del decreto.
L'articolo 2 disciplina il Comitato di sicurezza finanziaria. Si tratta di una struttura già esistente, istituita con disciplina temporanea ed in via d'urgenza in ottemperanza agli obblighi internazionali assunti dall'Italia nella strategia di contrasto alle attività connesse al terrorismo internazionale, dal decreto-legge 12 ottobre 2001, n. 369, recante misure urgenti per reprimere e contrastare il finanziamento del terrorismo internazionale, convertito con modificazioni nella legge 14 dicembre 2001, n. 431.
Il Comitato, prosegue la relatrice, è una struttura tecnica che funziona senza alcun onere aggiuntivo a carico del bilancio dello Stato, come previsto espressamente dall'articolo 1 del suddetto decreto-legge e come confermato finora dall'esperienza applicativa. Va altresì posta in luce l’esigenza di stabilizzarlo compatibilmente con quanto impongono le previsioni sul contenimento della spesa pubblica.
Pur non comportando oneri per la finanza pubblica, si prevede un termine triennale di durata (articolo 14, comma 1) in ossequio all'articolo 29 del decreto-legge n. 223 del 2006, salva beninteso l'ulteriore funzionamento in esito alle valutazioni previste dal medesimo articolo 29.
Gli articoli 4, 5, 6, 7, 8, 9 e 10 disciplinano modalità procedimentali e adempimenti da parte di autorità, uffici, amministrazioni e Corpo della Guardia di finanza che rientrano nelle relative attribuzioni d'istituto ai quali si fa fronte con le relative ordinarie dotazioni di organico, strumentali e di bilancio.
Nella descrizione del contenuto dell’articolo 11, che conferisce all'Agenzia del demanio il compito di provvedere alla custodia, alla conservazioni ed alla gestione delle risorse economiche, la relatrice osserva che tale disposizione appare innovativa rispetto alle competenze assegnate all'Agenzia.
Precisa infine che gli articoli 12, 13 14 e 15 relativi rispettivamente al regime sanzionatorio, agli strumenti di tutela, alla compatibilità finanziaria e al regime di coordinamento finale, non rilevano sotto il profilo di un eventuale aggravio degli effetti finanziari.
Nella prospettiva di dotare la Commissione dei necessari elementi conoscitivi per un ampio e approfondito esame del provvedimento, la relatrice propone di procedere ad una serie di audizioni informali nelle quali coinvolgere le Autorità alle quali il provvedimento attribuisce espressamente compiti di primario rilievo nell’esercizio della funzione di prevenzione e repressione delle attività di finanziamento del terrorismo. In proposito, suggerisce di tenere in considerazione l’Ufficio italiano cambi, l’Agenzia del demanio e la Guardia di Finanza.
Dopo avere ricordato che il termine per l’espressione del parere sullo schema di decreto legislativo scade il 26 febbraio, il presidente BENVENUTO invita i commissari a esprimere il proprio orientamento in merito alla proposta di audizione della relatrice da svolgersi in sede di Ufficio di presidenza.
Il senatore CURTO(AN), riservandosi di articolare un intervento più ampio nel prosieguo della discussione, propone di estendere la platea dei soggetti auditi, tenendo in debito conto l’esigenza di una partecipazione degli organismi internazionali che esercitano attività di prevenzione del terrorismo.
A giudizio del senatore BARBOLINI(Ulivo), pur riconoscendo l’esigenza che la Commissione disponga di elementi informativi il più possibile completi, tuttavia, stante la ravvicinata scadenza del termine per l’espressione del parere, sarebbe preferibile limitare le audizioni ai soggetti già indicati, valutando al massimo la possibilità di audire l’organismo che, a livello comunitario, esercita le funzioni di controllo sul terrorismo.
Interviene quindi il senatore EUFEMI(UDC), il quale condivide l’esigenza prospettata dal senatore Curto in relazione all’ampliamento della platea dei soggetti da audire. In proposito ritiene che la Commissione debba valutare l’opportunità di procedere anche all’audizione di rappresentanti del Sismi. Per quanto concerne invece il contenuto dello schema di decreto legislativo, ravvisa l’esigenza che il Governo esprima il proprio orientamento circa l’adeguatezza della copertura finanziaria recata dall’articolo 14, alla luce della riformulazione del relativo enunciato normativo.
Per quanto riguarda il coinvolgimento di organismi internazionali nello svolgimento delle audizioni, il presidente BENVENUTO si riserva di valutare tale possibilità compatibilmente con il rispetto del termine per l’espressione del parere. Ritiene poi che le audizioni dell’Ufficio italiano cambi e dell’Agenzia del demanio possano essere svolte martedì della settimana prossima.
Il seguito dell'esame è quindi rinviato.
AFFARE ASSEGNATO
(Doc. CII, n. 1) Atto di indirizzo concernente gli sviluppi della politica fiscale, le linee generali e gli obiettivi della gestione tributaria, le grandezze finanziarie e le altre condizioni nelle quali si sviluppa l'attività delle Agenzie fiscali per il periodo 2007-2009
(Esame e rinvio)
Riferisce alla Commissione sui contenuti del documento in titolo il senatore BONADONNA (RC-SE) sottolineandone il rilievo politico.
Giudica infatti condivisibile l’esigenza di rendere conoscibili le scelte strategiche del Governo in materia di politica fiscale e di gestione tributaria, ai fini di una piena valutazione da parte non soltanto del Parlamento, ma anche dei cittadini.
La necessità che le modalità con cui si esplica l'azione del Governo in materia tributaria siano rese pubbliche è a suo avviso tanto più condivisibile a fronte delle critiche da più parti espresse in relazione alla pretesa pervasività del sistema di controllo messo in campo dallo stesso Esecutivo in ambito fiscale.
Il documento in esame determina gli sviluppi della politica fiscale, le linee generali e gli obiettivi della gestione tributaria, oltre a precisare le grandezze finanziarie e le altre condizioni che sovrintendono all'attività delle Agenzie fiscali. Per quanto riguarda la politica fiscale, il relatore ne evidenzia gli obiettivi primari, tesi alla realizzazione della crescita economica attraverso misure di carattere strutturale che promuovano la libera concorrenza, nonché lo sviluppo della produttività nonché la competitività internazionale delle imprese italiane. A giudizio del relatore, merita particolare attenzione l'obiettivo strategico del risanamento dei conti pubblici mediante l'individuazione di misure dirette a contenere la dinamica della spesa, al fine di determinare l'aumento del saldo primario e quindi la riduzione del debito pubblico. Particolare risalto, egli prosegue, va dato anche all'esigenza di equità fiscale, attraverso l'attuazione di un regime di tassazione più equo nonchè della lotta all'evasione. Per tale ragione, ritiene che vada nella giusta direzione la scelta di attuare interventi in materia tributaria diretti al sostegno dei redditi medio-bassi e finalizzati alla redistribuzione del carico impositivo.
Il relatore passa poi in rassegna le linee generali della gestione tributaria, sottolineandone i principi fondanti: l'incremento dell'adempimento spontaneo, il recupero della base imponibile non dichiarata, il decentramento delle funzioni catastali, e l'accrescimento del valore economico e sociale dei beni immobili amministrati. Nel contesto appena delineato la gestione tributaria dovrebbe perseguire, come previsto dal documento in esame, i seguenti obiettivi: la crescita e lo sviluppo del capitale umano, l'innovazione e lo sviluppo delle tecnologie, e il contenimento della spesa.
Per l'attuazione delle scelte strategiche di politica fiscale e di gestione tributaria appena illustrate, il relatore evidenzia l'importanza degli obiettivi indicati quali, tra l'altro, il riordino delle normative in materia di redditi di capitale e di natura finanziaria, la riforma del sistema degli estimi catastali per i fabbricati, il potenziamento degli strumenti di analisi fiscale attraverso una maggiore integrazione tra l'anagrafe tributaria e le altre basi informative disponibili, la valutazione sistematica dell'andamento degli obiettivi assegnati alle Agenzie fiscali mediante l'analisi dell'azione amministrativa.
Il relatore esamina poi analiticamente gli obiettivi generali della gestione tributaria per le singole Agenzie fiscali, soffermandosi sulle modalità di attuazione dell'obiettivo strategico costituito dall'incremento dell'adempimento spontaneo. Ai fini del recupero della base imponibile non dichiarata, ritiene peraltro fondamentale una decisa azione di contrasto all'evasione e all'elusione mediante il potenziamento delle strategie antifrode e delle azioni volte a garantire la sicurezza dei traffici delle merci e dei passeggeri. Tale finalità, in ogni caso, egli prosegue, deve essere correlata all'equità del sistema tributario e al rispetto dei vincoli di bilancio dello Stato.
Si sofferma quindi analiticamente sul decentramento delle funzioni catastali, evidenziando il rilievo dell'iniziativa volta a massimizzare la qualità e l'efficienza dei servizi a favore delle comunità locali.
Nell'ambito della riforma degli estimi catastali, ritiene di importanza strategica l'esigenza di coniugare il prevedibile aumento delle entrate erariali ad essa correlate con le esigenze di equità fiscale e di redistribuzione delle ricchezze.
In relazione all’accrescimento economico e sociale dei beni immobili amministrati dallo Stato, giudica condivisibile l’esigenza di rafforzare il processo di razionalizzazione nell’utilizzo degli immobili pubblici, al fine di ridurre la spesa relativa a quegli immobili dei quali lo Stato abbia la conduzione. Nel perseguimento di detta finalità, si deve, a suo giudizio, mirare all’efficiente uso delle risorse disponibili nonché all’adeguamento degli spazi impiegati all’effettive esigenze della produttività e del minor costo. Dopo aver fatto cenno alle strategie di valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico, nonché all’incremento della redditività anche in relazione all’andamento del mercato del settore, ritiene di preminente interesse completare le operazioni di censimento per i beni del patrimonio, per quelli in uso governativo e per i beni del demanio storico artistico. Per le altre tipologie di beni demaniali auspica un solletico avvio delle operazioni di censimento. Nella prospettiva di apprestare un sistema informativo, rileva che la razionale acquisizione dei dati e delle informazioni rilevanti consentirebbe a suo parere una valutazione tendenzialmente completa circa la consistenza del complesso degli immobili pubblici.
Per quanto riguarda l’innovazione e lo sviluppo delle tecnologie, nella cornice della progressiva informatizzazione della Pubblica Amministrazione, il relatore annette significativa importanza alla collaborazione da parte dell’amministrazione finanziaria con la Sogei S.p.a. In proposito giudica fondamentale l’apporto della società della informazione per l’organizzazione del lavoro, la realizzazione degli obiettivi di contrasto all’evasione e all’elusione e il supporto alle autonomie locali nel processo di acquisizione di nuove competenze.
Nell’esprimere un giudizio positivo sui complessivi contenuti del documento appena illustrato, esprime particolare apprezzamento per il fatto che le informazioni in esso contenute permettono al Parlamento un attento controllo sugli indirizzi di politica fiscale del Governo.
Il presidente BENVENUTO ricorda che, secondo quanto deliberato dall’Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi nella riunione del 24 gennaio, la Commissione procederà all'audizione dei direttori delle Agenzie fiscali e del Comandante generale della Guardia di finanza secondo un calendario che sarà in seguito definito. Ricorda poi che la visita da parte di una delegazione della Commissione presso la sede della Sogei S.p.a. si svolgerà giovedì 8 febbraio.
Il seguito dell'esame è quindi rinviato.
IN SEDE REFERENTE
(32) EUFEMI. - Istituzione del quoziente familiare per la determinazione dell'imposta sul reddito e modificazioni alla disciplina delle detrazioni
(843) COSTA. - Istituzione del quoziente familiare per la determinazione dell'imposta sul reddito e modificazioni alla disciplina delle detrazioni
(Seguito dell'esame congiunto e rinvio)
Si riprende l’esame congiunto sospeso nella seduta di ieri.
Dopo che il senatore COSTA (FI) ha preannunciato un suo intervento in discussione generale sui disegni di legge in titolo, il PRESIDENTE invita il senatore Barbolini, relatore per il provvedimento, a formulare un programma di massima delle audizioni da svolgere sulle tematiche oggetto dei disegni di legge.
Il relatore BARBOLINI (Ulivo), facendo riferimento alla complessità dei temi in parte emersi nel corso della discussione generale, ritiene opportuno valutare in Ufficio di Presidenza la individuazione dello strumento regolamentare più adatto per svolgere gli approfondimenti richiesti.
Il presidente BENVENUTO prende atto della richiesta e rinvia la questione in sede di programmazione dei lavori.
Il seguito dell’esame congiunto è quindi rinviato.
(184) VENTUCCI. - Nuove disposizioni sulla corresponsione di indennizzi a cittadini, enti ed imprese italiani per beni, diritti ed interessi perduti in territori gia' soggetti alla sovranità italiana e all' estero
(934) BENVENUTO ed altri. - Disposizioni in materia di garanzia dello Stato sui crediti vantati da cittadini, enti ed imprese italiani per beni, lavori e servizi effettuati in Libia dal 1° gennaio 1970 al 28 ottobre 2002
(1068) BENVENUTO. - Interventi agevolativi in favore dei connazionali costretti al rimpatrio dalla Somalia nel 1991
(1116) EUFEMI ed altri. - Garanzia sovrana dello Stato per le aziende creditrici della Libia
(Seguito dell'esame congiunto e rinvio)
Si riprende l’esame congiunto sospeso nella seduta di ieri.
Il senatore BONADONNA (RC-SE) preso atto della volontà della Commissione di costituire un comitato ristretto, propone che tale organismo minore proceda alle audizioni dei rappresentanti delle associazioni dei soggetti interessati all’indennizzo.
Il presidente BENVENUTO prende atto dell’unanime orientamento favorevole della Commissione su tale proposta.
Il seguito dell’esame congiunto è quindi rinviato.
SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE
Il senatore COSTA (FI) sottopone all’attenzione del Presidente una serie di problematiche connesse ai rapporti commerciali che si instaurano tra la grande distribuzione e i produttori di beni in ambito locale: si tratta di situazioni che vedono normalmente soccombere i piccoli produttori o i produttori locali con effetti penalizzanti sull’economia del territorio. Ritiene quindi opportuno valutare gli strumenti procedurali per esaminare tali problematiche.
Il senatore EUFEMI (UDC) condivide le preoccupazioni espresse dal senatore Costa, rimarcando come anche nei rapporti tra cooperative di consumo e cooperative di produzione sembrano emergere profili problematici, anche di natura fiscale, da sottoporre all’attenzione della Commissione.
Dopo un intervento del senatore BARBOLINI(Ulivo), il PRESIDENTE rinvia alla valutazione dell’Ufficio di Presidenza integrato le sollecitazioni dei senatori Costa ed Eufemi, sottolineando l'esigenza di valutare i profili di competenza della Commissione su tali tematiche.
SULLO SVOLGIMENTO DELL'INDAGINE CONOSCITIVA SULLE QUESTIONI ATTINENTI ALL'ATTUAZIONE DELLA LEGGE 28 DICEMBRE 2005, N. 262, RECANTE "DISPOSIZIONI PER LA TUTELA DEL RISPARMIO E LA DISCIPLINA DEI MERCATI FINANZIARI"
Il presidente BENVENUTO, dopo aver ricordato l’ampio e articolato programma di audizioni svolte nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulla legge per la tutela del risparmio, elencando analiticamente i soggetti auditi, osserva che l’indagine conoscitiva si è concentrata sui nuovi modelli di governance societaria, con particolare riferimento alle forme di tutela delle minoranze, sulla circolazione delle obbligazioni nonché sulla struttura e l'articolazione delle autorità di controllo, vigilanza e regolazione dei mercati finanziari. In un secondo momento, le audizioni effettuate hanno costituito anche l'occasione affinché i soggetti interessati esprimessero la propria valutazione circa i contenuti dello schema di decreto legislativo emanato dal Governo il 31 agosto 2006 (Atto del Governo n. 26), ai sensi della delega contenuta nell'articolo 43 della legge n. 262 del 2005, sul quale le Commissioni 6a e 10a riunite del Senato sonostate chiamate a formulare il proprio parere.
Al momento, come anticipato anche in sede di Ufficio di Presidenza, rimangono da svolgere le audizioni di esperti e studiosi, quella del rappresentante del Governo e occorre compiere una riflessione sulle questioni che investono anche la disciplina comunitaria. La ripresa dell'indagine conoscitiva potrebbe consentire di riproporre il lavoro della Commissione come un luogo di interlocuzione con il Governo su temi di grande rilevanza.
Dopo aver riepilogato i contenuti del parere espresso sullo schema di decreto legislativo correttivo, in precedenza citato, l'oratore ricorda che in relazione alla struttura complessiva delle autorità di vigilanza, pur nella sottolineatura delle specificità delle competenze assegnate alla Covip e all’Isvap, era emerso nel corso delle numerose audizioni che un modello fondato su un numero ristretto di autorità, con competenze differenziate secondo il bene pubblico tutelato, poteva maggiormente garantire organicità e sistematicità dell'intero sistema: in altre parole, appare ancora degno di essere valutato un sistema nel quale la vigilanza sulla stabilità degli intermediari è affidata alla Banca d'Italia, la trasparenza dei mercati finanziari è affidata alla Consob e la concorrenza è affidata all'Antitrust. D'altro canto, le Commissioni 6a e 10a riunite, nel parere al Governo, avevano sostenuto l’esigenza di valutare attentamente le competenze sugli strumenti finanziari a carattere assicurativo e previdenziale. Permane quindi la convinzione, a suo parere, che l'indirizzo unificante a tre autorità può essere perseguito, ma con una considerazione attenta delle specificità dei prodotti finanziari a finalità previdenziale.
Ricorda poi le importanti e profonde revisioni legislative in attuazione delle direttive comunitarie concernenti i mercati finanziari e i servizi di investimento. Tuttavia, sia per quanto riguarda l’attuazione della delega della direttiva sui servizi finanziari, sia per quanto riguarda la direttiva comunitaria concernente le offerte pubbliche di acquisto stanno emergendo difficoltà correlate alla scadenza dei termini originariamente previsti per l’esercizio di tali deleghe. È opportuno quindi che le scelte che il Governo dovrà compiere su tali materie siano correlate con un ampio e approfondito dibattito da parte della Commissione.
A suo parere quindi, fermo restando le decisioni che assumerà l’Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi, ritiene che la ripresa dell’indagine conoscitiva, con l’audizione di un rappresentante del Governo, possa consentire di valutare le tematiche in oggetto, riproponendo il ruolo di interlocutore della Commissione.
Infine si sofferma a commentare i contenuti del progetto di legge di iniziativa governativa relativo al riordino dell'intera materia delle autorità indipendenti, reso noto solo in parte per anticipazioni di stampa, osservando che lo stesso potrebbe prevedere, tra l’altro, un sistema fondato sulla ripartizione di competenze per finalità tra Banca d’Italia, Consob e Antitrust, la soppressione dell’Isvap, della Covip e dell’Ufficio italiano cambi, la sostituzione del CICR.
A suo parere il progetto di legge presenta un indubbio carattere di organicità e ampiezza, ragione per cui ritiene utile poter prevedere una specifica audizione del Ministro sui temi in oggetto, al fine di meglio precisare la portata e il valore degli orientamenti che varranno a formarsi.
Il senatore EUFEMI (UDC) esprime perplessità sugli indirizzi e le osservazioni del Presidente, rimarcando polemicamente che il Governo non è sembrato tenere in debita considerazione il dibattito svolto in Commissione nel corso dell’indagine conoscitiva e ritiene pertanto superfluo proseguire nel ciclo delle audizioni. Del resto come si evince anche dalle osservazioni del Presidente, il mutamento completo dello scenario legislativo impone di sospendere la procedura informativa e di attendere la formalizzazione definitiva del progetto da parte del Governo.
Il senatore BONADONNA (RC-SE) esprime apprezzamento per l’intervento del Presidente e giudica opportuna una esplicitazione degli interessi e degli orientamenti della Commissione su tematiche delicate e strategiche. D’altro canto appare importante avviare un dibattito approfondito sulle scelte che il Governo intende compiere.
Il senatore BARBOLINI (Ulivo) condivide l’orientamento del Presidente, anche ai fini di valorizzare il lavoro svolto dalla Commissione, per condurre un’interlocuzione con il Governo sulla tematica complessiva del riordino del sistema di vigilanza e controllo sui mercati finanziari. A suo parere, inoltre è opportuno riprendere l’indagine conoscitiva con tempestività rispetto alle decisioni che stanno maturando all’interno dell’Esecutivo.
Il senatore COSTA (FI) non ritiene di poter condividere la proposta del Presidente, giudicando più opportuno non procedere al momento a nuove audizioni in attesa che il Governo - agendo, come finora ha fatto, senza tenere conto delle valutazioni della Commissione - chiarisca il proprio orientamento. Dopo aver ricordato l’approfondito dibattito compiuto nella scorsa legislatura, che aveva visto il Parlamento protagonista nella redazione della legge sulla tutela del risparmio, ritiene più opportuno riprendere le audizioni solo dopo la decisione definitiva del Governo, senza con questo immaginare un ruolo di interlocuzione della Commissione, a suo parere completamente disatteso.
Il presidente BENVENUTO, nel rinviare all’Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentati dei Gruppi un più completo esame della propria proposta, con la partecipazione di tutti i rappresentanti dei Gruppi politici, sottolinea il tenore informativo del proprio intervento, non condividendo peraltro un atteggiamento di rinunzia della Commissione a proporsi come interlocutore del Governo su tali delicate materie.
SCONVOCAZIONE DELLA SEDUTA DI DOMANI
Il presidente BENVENUTO avverte che la seduta, già convocata per le ore 9 di domani, non avrà più luogo.
La Commissione prende atto.
La seduta termina alle ore 16,25.