Legislatura 15ª - 1ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 67 del 23/01/2007
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IN SEDE CONSULTIVA
(1236) Conversione in legge del decreto-legge 27 dicembre 2006, n. 299, concernente abrogazione del comma 1343 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, recante disposizioni in materia di decorrenza del termine di prescrizione per la responsabilità amministrativa
(Parere ai sensi dell'articolo 78, comma 3, del Regolamento. Seguito e conclusione dell'esame. Parere favorevole)
Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 17 gennaio.
Il senatore SARO (DC-PRI-IND-MPA) ritiene che la norma della legge finanziaria che il Governo ha inteso abrogare non avrebbe potuto determinare concreti effetti giuridici e che pertanto, a suo avviso, non sarebbe stato necessario intervenire con un provvedimento d’urgenza. L’iniziativa del Governo, invece, a suo giudizio deve ricondursi al conflitto in atto all’interno della maggioranza fra la componente giustizialista e quella che vorrebbe dare soluzione al problema dei tempi eccessivi dei processi amministrativi e contabili.
Il senatore PASTORE (FI) osserva che l’eccezionale complessità della legge finanziaria per il 2007, composta da quasi 1400 commi è fra le cause principali che hanno determinato l’introduzione in quel provvedimento di una norma, il comma 1343, censurabile sia nella sostanza, sia per la sede in cui è stata disciplinata la materia. In proposito ribadisce l’esigenza di introdurre procedure parlamentari che consentano effettivamente di valutare le proposte emendative, soprattutto nel caso in cui il Governo proponga la questione di fiducia.
Tuttavia, a suo avviso, sarebbe stato preferibile che la Camera dei deputati modificasse il disegno di legge di finanziaria sopprimendo il comma 1343, trasmettendo nuovamente il provvedimento al Senato per l’approvazione definitiva entro il 31 dicembre.
Il decreto-legge, a suo avviso, è censurabile perché abroga una norma mai entrata in vigore, attraverso una tecnica legislativa disinvolta.
Il senatore SAPORITO (AN) condivide l’obiettivo che si propone il Governo di sopprimere il comma 1343 dell’articolo 1 della legge finanziaria per il 2007. Ritiene tuttavia inappropriato il ricorso a un provvedimento d’urgenza, che potrebbe essere censurato sotto il profilo costituzionale per l’insussistenza dei requisiti di necessità e urgenza. In proposito invita il Governo a integrare la relazione che accompagna il disegno di legge in esame chiarendo più approfonditamente i presupposti costituzionali, che si fonderebbero - secondo la relazione stessa - sul grave danno che avrebbe provocato all’erario l’entrata in vigore del comma 1343.
Il sottosegretario LETTIERI ricorda che la Corte dei conti ha più volte sottolineato che il termine della prescrizione della responsabilità amministrativa decorre dal momento in cui si verifica l’evento dannoso o dal momento in cui esso emerge, mentre l’ipotesi di una prescrizione che decorra dal momento in cui si realizza la condotta produttiva del danno contrasterebbe con l’articolo 2935 del codice civile, che disciplina la decorrenza della prescrizione, e con il principio della difesa di diritti in giudizio di cui all’articolo 24 della Costituzione. Osserva che, in particolare nel caso di responsabilità indiretta, il comma 1343 avrebbe potuto determinare la prescrizione ancor prima dell’avvio dell’azione per responsabilità amministrativa.
Inoltre, l’entrata in vigore del comma 1343 avrebbe avuto gravi conseguenze, a causa del principio della norma sanzionatoria più favorevole.
Il senatore MANTOVANO (AN) ricorda che la giurisprudenza prevalente concorda nell’escludere la validità del principio della legge più favorevole nel caso di norme sanzionatorie non penali.
Piuttosto, occorre chiedersi se la disposizione che abroga una norma non ancora entrata in vigore abbia un effetto realmente abrogativo: la soluzione scelta dal Governo appare rischiosa perché nel caso di censura per insussistenza dei presupposti costituzionali l’obiettivo non sarebbe raggiunto.
Infine, chiede che il Governo faccia completa chiarezza sulla responsabilità della vicenda, spiegando come sia potuto accadere che il comma 1343 sia stato inserito nell’emendamento sul quale è stata posta la questione di fiducia.
Il senatore PALMA (FI) giudica incomprensibile il comportamento della maggioranza che irresponsabilmente, e contraddicendo le numerose proclamazioni di serietà del Governo, ha escluso l’ipotesi di una modifica del disegno di legge finanziaria attraverso un’ulteriore lettura parlamentare.
A suo avviso, non è calzante il richiamo al precedente del 2004, quando il Governo intervenne per abrogare una norma inopinatamente inserita nel disegno di legge finanziaria. Nella sostanza, egli ritiene, che la vicenda potrà dirimersi solo in sede giurisprudenziale e che dunque il provvedimento d’urgenza emanato dal Governo abbia un valore solo enunciativo.
Chiede infine al Governo di fornire informazioni sul numero dei processi contabili che si interromperebbero e sull’entità del danno erariale conseguente, in caso di vigenza del comma 1343.
Il relatore VILLONE (Ulivo) ringrazia i senatori intervenuti per le questioni rilevanti che hanno posto. Un esame approfondito di quei temi potrà svolgersi nella discussione generale, in sede referente.
Si passa quindi alla votazione del parere favorevole proposto dal relatore.
Il senatore PASTORE (FI) preannuncia il voto contrario del suo Gruppo ritenendo che l’abrogazione della disposizione mediante un provvedimento d’urgenza sia non trasparente e inefficace. Si associa alla richiesta al Governo di argomentare nel dettaglio i requisiti di necessità e urgenza e di fornire informazioni sull’entità del danno che si determinerebbe con l’entrata in vigore del comma 1343.
Il senatore SARO (DC-PRI-IND-MPA) preannuncia un voto contrario. Egli giudica non necessaria l’abrogazione così disposta e anzi ritiene che si debba intervenire per evitare che gli amministratori pubblici restino per anni sub iudice a causa della eccezionale lunghezza dei processi civili e contabili.
Il senatore CALDEROLI (LNP) preannuncia il voto contrario del suo Gruppo. Ricorda che in qualità di Presidente di turno del Senato prima del voto sulla questione di fiducia posta dal Governo durante l’esame del disegno di legge finanziaria si era adoperato per verificare la possibilità di espungere il comma 1343 dal maxiemendamento; quel tentativo, tuttavia, non ebbe esito positivo.
L’abrogazione di una norma mai entrata in vigore, a suo giudizio, pone il rischio di un grave contenzioso, anche costituzionale che potrebbe pregiudicare il conseguimento dell’obiettivo che il Governo si propone.
Il sottosegretario LETTIERI, a nome del Governo, si riserva di fornire gli elementi informativi richiesti dal senatore Palma e di trasmettere alla Commissione la relazione chiesta dal Ministro dell’economia e delle finanze al Capo di gabinetto sulla vicenda che ha portato all’inserimento della norma di cui al comma 1343 nell’emendamento al disegno di legge finanziaria su cui il Governo ha posto la questione di fiducia.
Accertata la presenza del prescritto numero di senatori, la Commissione approva il parere favorevole sulla sussistenza dei presupposti costituzionali proposto dal relatore.