Legislatura 15ª - 3ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 16 del 21/11/2006

 

AFFARI ESTERI, EMIGRAZIONE    (3ª) 

 

MARTEDÌ 21 NOVEMBRE 2006

16ª Seduta 

 

Presidenza del Presidente

DINI 

 

            Intervengono i sottosegretari di Stato per gli affari esteri Vernetti e per i beni e le attività culturali Danielle Mazzonis.         

 

            La seduta inizia alle ore 15,30.

 

           

IN SEDE REFERENTE 

 

(890) Vittoria FRANCO ed altri. - Ratifica ed esecuzione della Convenzione sulla protezione e la promozione della diversità delle espressioni culturali adottata dall'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'educazione, la scienza e la cultura     ( UNESCO ),  fatta a Parigi il 20 ottobre 2005  

 

(1179) - Ratifica ed esecuzione della Convenzione sulla protezione e la promozione delle diversità delle espressioni culturali,  fatta a Parigi il 20 ottobre 2005  

(Esame congiunto e rinvio)

 

 

      Il relatore ANTONIONE (DC-PRI-IND-MPA) riferisce sui disegni di legge in titolo rilevando come siano entrambi finalizzati ad autorizzare la ratifica e l'esecuzione della Convenzione sulla protezione e la promozione della diversità delle espressioni culturali adottata dall'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'educazione, la scienza e la cultura (UNESCO), firmata a Parigi il 20 ottobre 2005.

Quanto al disegno di legge n. 1179, di iniziativa governativa, precisa che la suddetta Convenzione si propone di rappresentare la traduzione in termini normativi dei principi proclamati nell'ambito della Dichiarazione universale adottata in sede UNESCO nel 2001, in base alla quale il concetto di diversità culturale è elevato al rango di "patrimonio comune", inteso come l'insieme delle molteplici espressioni culturali esistenti nel tempo e nello spazio. In particolare, la Convenzione risponde a due esigenze principali: assicurare il rispetto delle identità culturali di tutti i popoli, in un contesto democratico; contribuire all'emergere di un clima favorevole per la creatività di tutti, rendendo in questo modo la cultura un fattore di sviluppo sostenibile.

Rileva poi che la suddetta Convenzione è stata approvata dalla 33ma Conferenza generale dell'UNESCO quale risultato di complessi negoziati intergovernativi, che hanno visto anche la presenza attiva dell'Unione europea, in ragione del coinvolgimento di competenze comunitarie relativamente al profili inerenti agli aiuti destinati a promuovere la cultura e la conservazione del patrimonio.

            Nel merito, la I Parte della Convenzione  risulta dedicata alla definizione degli obiettivi in relazione ai quali segnala in particolare, oltre alla protezione ed alla promozione della diversità delle espressioni culturali, l'incoraggiamento del dialogo tra le culture, l'incentivo all'interculturalità, l'affermazione del legame tra cultura e sviluppo, il riconoscimento del diritto sovrano degli Stati ad adottare ed attuare politiche appropriate a salvaguardia del proprio patrimonio culturale e il rafforzamento della cooperazione e solidarietà internazionale in materia. Enuclea quindi i principi guida preposti alla realizzazione delle finalità dell'Accordo, con riferimento, in particolare, ai principi di sovranità, del rispetto dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, dell'uguale dignità e del rispetto di tutte le culture ed degli altri principi individuati all'articolo 2 del testo della Convenzione.

Sottolinea come risulti di particolare evidenza la IV Parte, la quale reca un insieme di disposizioni in tema di politiche pubbliche e misure dirette a proteggere e a promuovere la diversità delle espressioni culturali e a rafforzare la cooperazione internazionale, prevedendo altresì la presentazione all'UNESCO di un rapporto quadriennale in ordine alle misure adottate sul tema in oggetto. A questo scopo si dispone che le Parti aderenti istituiscano dei punti di contatto quali sedi e strumenti di ciascun paese per la raccolta, lo scambio e la condivisione di informazioni in materia. Si tratta di strumenti dei quali l'Italia è piuttosto carente e che, al contrario, sono ritenuti essenziali per la valutazione dell’efficacia e dell’efficienza dell’azione pubblica e dell’assegnazione di finanziamenti per le attività, la produzione e l’industria culturale. Osserva, quindi, che tra i compiti assegnati alle Parti contraenti figura l'impegno a rafforzare la cooperazione bilaterale, regionale e internazionale per la creazione di condizioni che conducano alla promozione della diversità delle espressioni culturali, al fine, tra l'altro, di migliorare le capacità manageriali e strategiche nelle istituzioni del settore pubblico  incoraggiare la conclusione di accordi di coproduzione e co-distribuzione cinematografica.

In tema di cooperazione allo sviluppo, l'Accordo prevede poi una serie di disposizioni dirette a rafforzare la collaborazione tra i paesi sviluppati ed i paesi in via di sviluppo,  attraverso l'adozione di misure appropriate volte a facilitare l'accesso al mercato globale ed alle reti di distribuzione internazionale,  soprattutto per quanto concerne settori come la musica e la cinematografia, nonché mediante l'avvio di iniziative tese alla salvaguardia delle espressioni culturali a rischio di estinzione o che comunque necessitano di tutela urgente. In questo quadro, si dispone altresì l'istituzione di un fondo internazionale per la diversità culturale, costituito per lo più da contributi volontari degli Stati membri, il cui utilizzo sarà stabilito dal Comitato intergovernativo, sulla base di linee guida determinate dalla Conferenza degli Stati Parte.

Si sofferma inoltre sulla V Parte, in tema di organi istituzionali, osservando in particolare che nell'accordo si prevede l'istituzione di una Conferenza degli Stati Parte, la quale si riunisce una volta ogni 2 anni, elegge i membri del Comitato intergovernativo, approva le linee guida operative della Convenzione, riceve ed esamina i rapporti politici degli Stati Parte. Il Comitato intergovernativo è invece costituito da 18 membri eletti per 4 anni, da elevarsi a 24 quando il numero dei paesi membri diventi pari a 50, si riunisce annualmente e definisce le linee guida per l'attuazione della Convenzione, promuove gli obiettivi della Convenzione e svolge il monitoraggio sull'attuazione della medesima. È inoltre previsto che l'assistenza agli organi della Convenzione sia garantita dal Segretariato dell'UNESCO.

Un'attenzione specifica è infine dedicata ai rapporti con le Organizzazioni regionali  di integrazione economica, con riguardo al caso specifico dell'Unione europea, che prelude all'adesione stessa dell'Unione, che si affiancherà alle ratifiche degli Stati membri. Aggiunge, al riguardo, che, nel regolare le questioni concernenti i rapporti con le altre Parti della Convenzione, in ragione dell'adesione congiunta e della condivisione di competenze tra Unione europea e Stati membri, nell'Accordo si chiarisce che i diritti previsti dalla Convenzione non saranno esercitati cumulativamente bensì alternativamente, dall'Unione o dagli Stati membri; laddove sia l'organismo europeo ad esercitare i diritti di voto, esso disporrà di un numero di voti pari al numero degli Stati membri che sono Parti della Convenzione.

Quanto alle conseguenze giuridiche legate al rispetto degli obblighi convenzionali nei confronti delle altre parti contraenti, l'Unione europea e gli Stati membri sono tenuti di volta in volta ad individuare, attraverso apposita dichiarazione, la ripartizione delle responsabilità in relazione alle rispettive competenze, nonché a rendere nota qualsiasi modifica successivamente intervenuta nella regolazione dei rapporti interni atta ad incidere sulla ripartizione previamente dichiarata. Tali specifiche procedure di adesione da un lato evidenziano l'eccezionalità di questo testo convenzionale nel panorama delle iniziative negoziali dell'UNESCO, che mai prima aveva sperimentato la diretta partecipazione dell'Unione europea ai propri lavori, sebbene con riferimento solo ad alcuni aspetti del testo negoziato, d'altro lato preludono ad una concertazione, a livello comunitario, dei tempi e delle modalità di adesione della Comunità e di ratifica degli Stati membri, onde adempiere nel modo più adeguato agli appena ricordati obblighi di trasparenza in merito alla divisione delle responsabilità nei confronti degli Stati terzi che ratificano la Convenzione, pur fatto salvo il parallelo, necessario espletamento delle procedure interne di ratifica in ciascuno degli Stati membri.

Evidenzia pertanto che la ratifica della Convenzione da parte dell'Italia appare coerente sia con il tradizionale impegno da sempre assunto dal Paese nella definizione di tutti gli strumenti giuridici internazionali di tutela del patrimonio culturale - nel quadro UNESCO come in altri ambiti di cooperazione culturale (Unione europea, Consiglio d'Europa, UNIDROIT) - sia con lo specifico contributo dato all'adozione della Convenzione in argomento, nel negoziato tecnico preliminare e in quello conclusivo.

Quanto al testo del disegno di legge n. 890, d'iniziativa della senatrice Franco, Presidente della Commissione istruzione pubblica, ed altri, rileva il carattere sostanzialmente identico a quello del Governo, se non per la norma di cui all'articolo 3 in tema di copertura dei relativi oneri finanziari, a valere dell'accantonamento relativo al Ministero degli affari esteri del fondo speciale dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, in relazione alle spese concernenti la partecipazione dell'Italia agli organismi di gestione della Convenzione in argomento.

Alla luce delle suddette considerazioni propone pertanto alla Commissione di adottare come testo base il disegno di legge n. 1179, proponendo di riferire favorevolmente sullo stesso all'Assemblea e proponendo altresì all’Assemblea l'assorbimento del disegno di legge n. 890.

 

 

Il sottosegretario Danielle MAZZONIS, dopo aver evidenziato l'importanza del provvedimento in titolo, sottolinea l'esigenza che l'Italia giunga prontamente alla ratifica della Convenzione in esame in vista della Conferenza  internazionale che si terrà il 19 dicembre prossimo alla quale saranno ammessi a partecipare unicamente gli Stati Parte che avranno provveduto per tempo a ratificare l'Accordo. Caldeggia pertanto una positiva conclusione dell'iter parlamentare in tempi brevi.

 

 

            Il presidente DINI,  dopo aver espresso apprezzamento per l'esaustività e la completezza della relazione introduttiva, in considerazione delle ragioni evidenziate dal rappresentante del Governo, auspica che in sede di Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari venga riconosciuto il carattere urgente del disegno di legge in esame, eventualmente anche in applicazione dell'articolo 126, comma 12, del Regolamento del Senato,  al fine di poter giungere alla conclusione dell'iter parlamentare in deroga alle preclusioni che si determineranno dall'apertura della sessione di bilancio a partire dal pomeriggio di domani. 

 

 

            Il senatore COSSUTTA (IU-Verdi-Com) conviene con le considerazioni testé espresse dal Presidente, augurandosi altresì che sia possibile pervenire in tempi rapidi alla definitiva approvazione dell’atto in titolo.

 

 

            Il presidente DINI, non essendovi iscritti a parlare, e rilevato che, salvo che da parte della Commissione istruzione e beni culturali, non sono ancora pervenuti i pareri delle altre Commissioni interpellate in sede consultiva, propone di rinviare l'esame ad altra seduta.

 

 

La Commissione conviene.

 

SULL'ATTIVITA' DELLA SOTTOCOMMISSIONE PER I PARERI 

 

      Il presidente DINI  comunica di aver chiesto al senatore Tonini, il quale si è dichiarato disponibile, di assumere l'incarico di Presidente della Sottocommissione per i pareri.

           

            La Commissione prende atto.

 

 

SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE 

 

 

Il presidente DINI ricorda che nel corso dell'esame del decreto-legge n. 253 del 2006, sulla missione in Libano, dinanzi alle Commissioni esteri e difesa  riunite, è stata da varie parti proposto lo svolgimento di una missione in tale Paese da parte di una delegazione congiunta delle suddette Commissioni. In base ai primi contatti informali con il Ministero degli affari esteri è emersa l'opportunità di svolgere la suddetta visita dopo la seconda metà di gennaio. Al riguardo la Commissione difesa ha segnalato di voler effettuare la missione tra la fine di novembre e l'inizio di dicembre. Per quanto concerne la Commissione affari esteri propone di confermare lo svolgimento della suddetta missione in una fase successiva.

 

Il senatore POLITO (Ulivo), alla luce dei recenti accadimenti in Medio Oriente, sottolinea l'esigenza che il Governo sia chiamato a riferire in Commissione, ovvero in Aula, in ordine agli sviluppi della situazione politica in Libano al fine di acquisire chiarimenti circa i mutamenti intervenuti nel quadro politico di riferimento da quando è stato deliberata la partecipazione dell'Italia alla forza multinazionale di pace e agli intendimenti del Governo circa le modalità di gestione della missione del contingente italiano, poste tali mutate condizioni.

 

 

Il senatore TONINI (Aut), dopo aver ricordato che già nella seduta dell'Assemblea del 16 novembre scorso, da parte sua e dei senatori Ramponi e Malan, era stata già avanzata una richiesta in tal senso, si unisce alle considerazioni e alla proposta avanzata dal senatore Polito.

 

 

Il senatore PIANETTA (FI), nel ricordare  l'ordine del giorno con cui il Governo, in occasione dell'approvazione del disegno di legge di conversione del decreto legge di autorizzazione alla missione internazionale in Libano, si è impegnato a riferire costantemente alle Camere in ordine all'andamento ed agli sviluppi della situazione  politica dell'area, si associa alla proposta del senatore Polito ed al richiamo del senatore Tonini con riferimento alla richiesta recentemente avanzata in Assemblea sul punto.

 

 

Il senatore ANDREOTTI (Misto), nel richiamare l'annosa questione concernente la situazione dei rifugiati palestinesi, rilevante a suo avviso ai fini della risoluzione della crisi israelo-palestinese e di tutta l'area mediorientale complessivamente intesa, evidenzia l'opportunità di predisporre dei contatti diretti, anche a livello parlamentare, con i rappresentanti delle Autorità palestinesi, israeliane e libanesi al fine di poter proficuamente verificare le prospettive  di un percorso di dialogo in ordine alle problematiche che involgono il Medio Oriente.

 

 

La senatrice BURANI PROCACCINI (FI), nell'evidenziare in linea di principio l'utilità degli strumenti di diplomazia parlamentare, in quanto volti a stabilire rapporti diretti tra i Parlamenti, segnala l'esigenza di aprire un canale parlamentare di confronto e di discussione con le Autorità bielorusse al fine di verificare la sussistenza di eventuali condizioni che consentano un'auspicabile soluzione del problema relativo alle adozioni internazionali, drammaticamente acuitosi a seguito dell'interruzione dei relazioni diplomatiche della Bielorussia con i governi dei paesi membri dell'Unione europea.

 

 

Il sottosegretario VERNETTI, nel dichiararsi disponibile a rappresentare al Ministro l'esigenza, emersa nel corso del dibattito, di offrire gli opportuni chiarimenti ed approfondimenti in merito agli sviluppi del panorama politico in Medio Oriente,  condividendone le ragioni e le finalità, preannuncia che il Governo si impegnerà a riferire sull'argomento nelle sedi parlamentari più opportune.

 

Il presidente DINI si riserva di sottoporre alla Commissione le opportune iniziative in ordine alle procedure informative ipotizzate nel corso del dibattito.

 

La Commissione prende atto.

 

In relazione all'esame dei documenti di bilancio, il PRESIDENTE ricorda che nell'odierna seduta antimeridiana dell'Assemblea del Senato è stato definito il nuovo calendario dei lavori che prevede che le Commissioni comunichino i rispettivi rapporti alla Commissione bilancio entro le ore 13 di mercoledì 29 novembre. Al riguardo precisa che la Commissione affari esteri potrebbe tenere seduta, ove sia confermata l'assegnazione dei relativi atti nella giornata di mercoledì 22 novembre, giovedì 23 novembre, alle ore 8,30, per l'illustrazione degli stessi e l'avvio del dibattito, e martedì 28 novembre, alle ore 11 e alle ore 15, per il seguito dell'esame e la discussione degli emendamenti e degli ordini del giorno di competenza della Commissione, il cui termine potrebbe essere fissato a martedì 28 novembre stesso, alle ore 10.

 

 

I senatori MANTICA (AN), MELE (Ulivo), ANTONIONE (DC-PRI-IND-MPA) e Maria BURANI PROCACCINI (FI) convengono con il calendario di massima proposto dal Presidente in relazione alle prossime sedute della Commissione per l'esame dei documenti di bilancio.

 

Il senatore PIANETTA (FI) propone di posticipare il termine per la presentazione di emendamenti e ordini del giorno alle ore 14 di martedì 28 novembre, escludendo pertanto la seduta antimeridiana ipotizzata in tale data e riprendendo il seguito dell’esame dei documenti di bilancio, dopo l’avvio nella giornata di giovedì 23 novembre, a partire dalle ore 15 di martedì 28 novembre.

 

Su proposta del PRESIDENTE la Commissione conviene infine sul calendario dei lavori da questi illustrato, con le modificazioni segnalate dal senatore Pianetta.

 

 

La seduta termina alle ore 16,10.