Legislatura 15ª - 5ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 24 del 21/11/2006

Schema di decreto del Presidente della Repubblica concernente: "Modifiche agli articoli 17 e 18 del decreto del Presidente della Repubblica del 10 giugno 2004, n. 173, recante regolamento di organizzazione del Ministero per i beni e le attività culturali" (n. 36)

(Osservazioni alla 7a Commissione. Esame e rinvio)

 

      Il relatore ENRIQUES (Ulivo) illustra lo schema di decreto in titolo, segnalando, per quanto di competenza, che lo stesso non appare corredato da una relazione tecnica vidimata dalla Ragioneria Generale dello Stato, mentre la "relazione tecnico-normativa" prevede che il provvedimento non comporta nuovi o maggiori oneri, in quanto i componenti dei suddetti organismi non percepiscono alcun compenso, salvo l’eventuale trattamento di missione. Al riguardo, secondo quanto osservato nella Nota di lettura del Servizio del bilancio, occorre acquisire chiarimenti in considerazione della prevista presenza, nell’ambito dei componenti il Consiglio, di due rappresentanti aventi qualifica "almeno" dirigenziale, a fronte della semplice previsione di "un numero di tre rappresentanti del ministero" a legislazione vigente, attesa la necessità di considerare i trattamenti di missione relativi alla qualifica dirigenziale (articolo 1, capoverso articolo 17, comma 6). Occorre, poi, valutare se il mutamento del ruolo del Consiglio superiore, che è chiamato ad esprimersi in via obbligatoria in una serie ulteriore di ipotesi, ed al quale le norme in esame attribuiscono una nuova funziona propulsiva (articolo 1, capoverso articolo 17, comma 3), possa prefigurare un possibile ampliamento delle attività dell’organismo medesimo, con conseguenti profili di costo. Evidenzia, inoltre, che la medesima disposizione, al penultimo capoverso, prevede l’istituzione di un ufficio di segreteria di supporto al Consiglio, previsione rispetto alla quale occorrerebbe verificare l’assenza di profili di onerosità, valutando peraltro se dalla disposizione, che prevede il ricorso a personale già in servizio presso il Ministero, non possano comunque scaturire nuovi ruoli dirigenziali con relativi oneri. Con riferimento ai Comitati, l’articolo 2 del provvedimento dispone l’accorpamento di organismi precedentemente distinti (capoverso articolo 18, lettera d)) e l’istituzione di nuovi (lettera f)), prevedendo altresì un mutato ruolo in senso propulsivo dei medesimi, per cui, nel rinviare alle osservazioni del Servizio del bilancio sul punto, occorre valutare l’effettiva adeguatezza delle strutture esistenti  e delle relative risorse per l’esercizio in concreto di tali nuovi funzioni.

            Fa, quindi, presente che l’articolo 29 del decreto-legge n. 223 del 2006 (convertito in legge, con modificazioni, dalla legge n. 248 del 2006), prevedeva una riduzione del 30 per cento delle spese per commissioni e comitati consultivi da parte della Pubblica Amministrazione. La relazione illustrativa dello schema in esame asserisce che tale finalità sarebbe già stata conseguita per gli organismi consultivi oggetto del provvedimento, in quanto i loro componenti non percepiscono compensi, ma solo rimborsi spese, ed inoltre, lo schema riduce significativamente il loro numero. Tuttavia, anche alla luce dei chiarimenti precedentemente richiesti, ritiene opportuno che il Governo fornisca ulteriori delucidazioni su tale punto, al fine di confermare se l’assetto organizzativo previsto dallo schema di decreto in esame sia effettivamente compatibile con la riduzione di spesa prevista dal citato articolo 29 del decreto-legge n. 223 del 2006.

 

            Il sottosegretario CASULA si riserva di fornire i chiarimenti richiesti in una successiva seduta.

 

            Il seguito dell’esame viene quindi rinviato.