Legislatura 15 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-01157

Atto n. 3-01157

Pubblicato il 21 dicembre 2007
Seduta n. 273

ROSSI Fernando , FAZIO , MARCONI , DEL ROIO , TOMASSINI - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. -

Premesso che:

il 15 novembre 2007 si è svolta la Conferenza dei servizi che ha approvato un progetto, presentato dalla Protezione Civile, per l’installazione di un radar per la prevenzione dei rischi meteorologici nel territorio del Comune di Sarnano, sulla cima della Punta del Ragnolo (Macerata);

il luogo indicato è situato al confine del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, e ricade all’interno di un’area floristica protetta istituita dalla Regione Marche; inoltre esso si colloca in un Sito di interesse comunitario e di una Zona di protezione speciale;

il progetto prevede la costruzione di alta circa 17 metri, comprendendo le strutture di servizio, la torre cilindrica di metri 6 e del diametro di metri 4 ed il radome di 7 metri di diametro. Con il parcheggio l’opera occuperà circa 300 metri quadri di superficie quasi interamente da sbancare (in prossimità della vetta), oltre alla realizzazione ex novo di una strada per raggiungere la cima della Punta del Ragnolo e all’allargamento del sentiero escursionistico Grande Anello dei Sibillini, che sarebbe così trasformato in strada camionabile (compromettendo importanti investimenti finanziari già sostenuti dall’Ente Parco per la valorizzazione del territorio). Inoltre, a fronte dell’area che effettivamente sarebbe necessaria, dalla relazione (pag. 6) del Dipartimento politiche integrate di sicurezza e protezione civile – Centro funzionale della Regione (datata 5 ottobre 07), si apprende che il Comune ha concluso la trattativa bonaria con privati per l’acquisto di quasi 100 ettari di boschi e pascoli per un corrispettivo di 180.000 (centottantamila) euro;

l’opera non sarebbe sottoposta a procedura di Valutazione di impatto ambientale in quanto definita “impianto di radiolocalizzazione” e non di “radiotelecomunicazione”, ma secondo l’art.2, comma 3, della direttiva 85/337/CEE l’esenzione della Valutazione di impatto ambientale sarebbe possibile solo in casi eccezionali, che devono essere motivati, comunicati al pubblico e concordati con la Commissione europea;

un’assemblea popolare tenutasi il 26 novembre 2007 ha unanimemente affermato una netta contrarietà all’individuazione del suddetto sito per la collocazione del radar meteorologico, per il danno paesaggistico e ambientale dell’area in oggetto e dell’intero comprensorio dei Monti Sibillini, che vive quasi esclusivamente di turismo non avendo altre risorse se non un territorio ancora incontaminato;

si ha fondato motivo di credere che l’istallazione di un radar (fonte di emissione elettromagnetica) possa costituire elemento di preoccupazione, non solo per le popolazioni residenti, ma anche per i turisti, i quali potrebbero decidere di non frequentare più l’intero territorio. Tale preoccupazione è legittimata, permanendo il dibattito mai risolto sulla pericolosità dei campi elettromagnetici anche di basso livello. La diserzione comporterebbe la morte economica della zona, la quale da oltre 60 anni fonda nel turismo l’unica fonte di sostentamento. Lo spopolamento della montagna subirebbe un deciso incremento;

in materia di studi sull’elettromagnetismo secondo alcuni promemoria dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e numerosi studi sugli effetti dell’elettromagnetismo (Matthes, Bernhardt, Repacholi, Foster, McKinlay), prodotto da installazioni come quella in argomento, l’esposizione a campi a radiofrequenza può causare riscaldamento o indurre correnti elettriche nei tessuti corporei (oltre ad incidere significativamente sulla fauna); pertanto si ritiene necessario approfondire le ricerche nel settore per delineare un quadro completo dei rischi sanitari, specialmente per quanto concerne un possibile rischio di cancro connesso all’esposizione a bassi livelli di campi a radiofrequenza;

è sorto un Comitato intercomunale di residenti, anche stranieri, che negli anni passati hanno individuato questo territorio ed investito in queste zone, a contrasto di questa iniziativa, con relativa raccolta di firme (ad oggi ne sono state raccolte oltre 6.000); la firma si basa sulla richiesta dell’applicazione dell’art. 6, comma “C” della Convenzione Europea del paesaggio, ratificata dalla Stato con legge n. 14 del 9 gennaio 2006,

si chiede di sapere:

se si intenda attivarsi per valutare se l’iter di approvazione del progetto abbia rispettato la citata direttiva europea in materia di V.I.A., e se il progetto stesso si attenga alla direttiva comunitaria 79/409/CEE ed alla direttiva UE 92/43/CEE, recepite dal decreto del Presidente della Repubblica 357/1997 e successive modificazioni;

se si possa verificare la compatibilità dell’opera rispetto al decreto del Ministro dell’ambiente del 17 ottobre 2007 (Gazzetta Ufficiale n. 258 del 6 novembre 2007) in materia dei criteri minimi uniformi per la definizione di misure di conservazione relative a zone speciali di conservazione e a zone di protezione speciale;

se si intenda appurare se non si ravvisi il caso di uno spreco di risorse pubbliche da parte dell’Amministrazione comunale relativamente all’acquisto di un’area di terreno tanto vasta (per il citato importo di 180.000 euro), quando ne basterebbe una porzione estremamente ridotta;

se si ritenga di intervenire presso le strutture competenti per revocare l’installazione del radar nel sito di Punta Ragnolo, individuando per tale struttura un’area con un minor impatto turistico, paesaggistico ed ambientale in altri siti alternativi al di fuori del territorio di Sarnano (peraltro già individuati dal Dipartimento della Protezione civile).