Legislatura 15 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-01043
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Atto n. 3-01043
Pubblicato il 5 novembre 2007
Seduta n. 240
RUSSO SPENA , MARTONE , DEL ROIO , BRISCA MENAPACE , GIANNINI - Ai Ministri degli affari esteri e dell'economia e delle finanze. -
Premesso che:
una commessa da 1,2 miliardi di euro per 51 elicotteri A129 destinati al Comando turco delle forze di terra: è questo l'ordine vinto in Turchia da Agusta Westland, società controllata da Finmeccanica, secondo il sito ufficiale del Ministero della difesa turco. Una commessa ancora da presentare ufficialmente ma che è già circolata negli ambienti finanziari. È quanto riporta il quotidiano "Il Sole-24 Ore" dell’11 settembre 2007;
nel quadro del programma Atak, continua il redattore, il Governo turco ha annunciato, lo scorso 7 settembre, che è stato raggiunto l'accordo con Agusta Westland. I negoziati tra le parti erano iniziati alla fine di marzo quando Agusta annunciò l'intenzione di partecipare alla gara per il programma Atak (Tactical Reconnaissance and Attack Helicopter). Dopo cinque mesi, quindi, Finmeccanica torna ad essere protagonista in Turchia. Proprio il 30 marzo, infatti, l'azienda di elicotteri si era aggiudicata un contratto da 2,7 miliardi di dollari per la co-produzione, in 12 anni, di 30 elicotteri da combattimento, con l'opzione per altri 20;
in entrambi i casi il progetto è frutto di una joint venture italo-turca tra Agusta Westland e Tai, la Turkish Aviation Industry. Il consolidamento della presenza in Turchia, però, oltre che per il valore economico della commessa, è fondamentale per la presenza nel Paese e per la valenza strategica che assume. Lo stesso Amministratore delegato della società, Giuseppe Orsi, aveva spiegato che il gruppo si pone come interlocutore privilegiato per il Paese e le aree limitrofe. Da Ankara, infatti, potrebbe partire la "conquista" del Medio Oriente. Di sicuro l'ufficialità dell'ultima commessa ha confermato che Agusta Westland è una delle principali aziende di riferimento a livello globale per il settore degli elicotteri, diventando spesso il concorrente da battere;
quando erano partite le trattative, il Presidente e Amministratore delegato di Finmeccanica, Pier Francesco Guarguaglini, aveva detto che la scelta degli elicotteri Agusta Westland da parte della Turchia conferma l'elevata competitività dei prodotti italiani e le ottime relazioni industriali che esistono tra Italia e Turchia, Paese nel quale Finmeccanica è presente da molti anni in diversi settori. Sempre secondo Guarguaglini questa scelta rinnova i rapporti di stima e amicizia reciproci ed apre la strada a nuove interessanti opportunità di collaborazione. L'accordo raggiunto, comunque, riguarda sotto diversi aspetti la Turchia, a cominciare dalle aziende locali che saranno coinvolte nello sviluppo del progetto; in prima fila, al fianco di Agusta, ci saranno le principali società aerospaziali del Paese a cominciare da Tai e Aselan. Non si tratta, tuttavia, di una partnership solo a livello finanziario o industriale: le aziende collaboreranno anche sul piano dell'assemblaggio interessando diverse strutture in Italia e Turchia;
Oto Melara ha vinto, nei giorni scorsi, una commessa dalla Marina militare turca del valore di 50 milioni di euro;
la Turchia, a causa della lontananza dagli standard europei in materia di rispetto dei diritti umani, stenta ad iniziare il percorso di adesione all’Unione europea;
considerato che:
il Governo turco ha dato mandato al proprio esercito di attaccare il Kurdistan iracheno e decine di migliaia di soldati sono ammassati al confine pronti ad invaderlo, per distruggere i santuari dei guerriglieri del PKK. Ciò porterebbe la guerra in una delle zone relativamente tranquille dell’Iraq;
Amnesty International, anche ultimamente, ha documentato il ricorso alla tortura e l’assenza di giustizia per le vittime di tali sevizie, nonostante il Governo di Ankara abbia annunciato la “tolleranza zero” verso queste aberranti pratiche;
la Corte europea dei diritti umani ha ritenuto la Turchia responsabile di suoi precisi obblighi sul diritto alla vita, alla libertà dalla tortura, ad un processo equo, alla libertà e sicurezza, alla libertà di espressione. Lo stesso Consiglio d'Europa ha più volte condannato la Turchia per aver violato le libertà fondamentali;
Finmeccanica è controllata dal Ministero dell’economia e delle finanze, che ne dovrebbe dettare gli indirizzi politici. La legge 185/1990 vieta le esportazioni di armi dirette ai Paesi belligeranti ed i cui Governi siano responsabili di accertate violazioni delle convenzioni internazionali sui diritti umani da parte di ONU, UE e Consiglio d'Europa;
il programma elettorale dell’Unione ha previsto un rafforzamento dei vincoli in materia di esportazioni militari e l’Italia ha votato in ambito ONU a favore del Trattato internazionale sul commercio di armi finalizzato a rafforzarne i vincoli alle vendite,
si chiede di sapere:
se il Governo italiano intenda sospendere i predetti contratti in attesa che la Turchia adotti una soluzione politica al problema kurdo ed attivi tutte le iniziative utili ad adeguare le proprie leggi agli standard europei sul rispetto delle libertà fondamentali;
quali iniziative si intendano adottare, in relazione al predetto accordo, nel rispetto della legge 185/1990;
quali iniziative si intendano adottare a livello internazionale e bilaterale, nei confronti della Turchia, affinché il problema kurdo venga risolto a livello diplomatico evitando interventi militari.