Legislatura 15 Atto di Sindacato Ispettivo n° 1-00154

Atto n. 1-00154

Pubblicato il 24 ottobre 2007
Seduta n. 237

VEGAS , ANTONIONE , BONFRISCO , CASOLI , GENTILE , ZANETTIN , ZICCONE , SELVA , GIRFATTI

Il Senato,

premesso che nella seduta del 17 ottobre 2007 l'Assemblea del Senato ha votato due mozioni dall'identico contenuto con un voto sostanzialmente unanime con le quali si impegnava il Governo, in occasione del Consiglio europeo straordinario del 18 e 19 ottobre 2007, "a non dare il proprio consenso" ad una decisione che alteri, nella composizione del Parlamento europeo, gli equilibri tra i Paesi stabiliti dai Trattati vigenti e che contrasti con l'essenziale principio di rappresentanza dei cittadini europei fissato dall'articolo 9A del progetto di Trattato che modifica il Trattato dell'Unione secondo il quale il Parlamento europeo è composto dei rappresentanti dei cittadini dell'Unione";

considerato che:

nel corso di tale Consiglio europeo si è convenuto di modificare il testo dell'articolo 9A, innalzando di un'unità il numero dei parlamentari europei,

nella stessa occasione si è convenuto che questo seggio supplementare sarà attribuito all'Italia;

si è raggiunto un accordo sulla proposta di distribuzione dei seggi approvata dal Parlamento europeo corretta con l'attribuzione di un seggio supplementare all'Italia;

questa modifica ristabilisce la parità tra l'Italia e il Regno Unito, ma non invece la parità tra l'Italia e la Francia, garantita invece dai trattati vigenti;

il sottosegretario di Stato per gli affari esteri Crucianelli nella seduta del Senato del 17 ottobre 2007, aveva chiarito, nel dare il proprio parere favorevole alle mozioni citate, che il Governo italiano restava comunque disponibile a soluzioni di compromesso "a condizione che esse non pregiudichino l'applicazione dell'articolo 9a, con particolare riferimento al concetto di rappresentanza dei cittadini, e non alterino gli equilibri, nella presente condizione, dei tre grandi (Italia, Francia e Gran Bretagna)";

dall'accordo di Lisbona del 18 e 19 ottobre 2007 gli equilibri tra Italia e Francia risultano alterati senza che vi sia stata una riconsiderazione del criterio di distribuzione dei seggi proposta dal Parlamento europeo, fondata sul criterio della popolazione invece che su quello della cittadinanza;

che una compiuta attuazione di quanto disposto dall'articolo 9a circa il criterio della cittadinanza è stata rinviata, come già prevedeva la proposta del Parlamento europeo, al 2014;

constatato che:

l'aver ottenuto un seggio in più rispetto alla proposta iniziale è stato considerato dallo stesso Ministro degli affari esteri come meramente "simbolico";

questo risultato era l'unico possibile, stante il ritardo con cui da parte italiana si è reagito alle proposte elaborate dal Parlamento europeo;

il Presidente del Consiglio dei ministri al riguardo ha dichiarato a Lisbona il 19 ottobre 2007 che questo negoziato "partiva in salita";

tuttavia il Parlamento europeo ha operato sulla base di un mandato formulato nel Consiglio europeo di giugno con il consenso del Governo italiano,

esprime disapprovazione per la condotta negoziale del Governo italiano, che prima ha consentito, a giugno, che l'esame della proposta del Parlamento europeo circa la ripartizione dei seggi fosse inevitabilmente discussa contestualmente all'accordo politico sul Trattato di riforma; ed ha poi avallato, con una dichiarazione del Ministro degli affari esteri, resa in occasione della divulgazione della proposta dell'onorevole Lamassoure, i presupposti inaccettabili su cui tale relazione era fondata;

censura inoltre il Governo per avere disatteso l'impegno contenuto nelle mozioni approvate dal Senato il 17 ottobre 2007, dando il proprio consenso ad un'alterazione nella composizione del Parlamento europeo degli equilibri tra i paesi a partire dal 2009, e ciò in assenza di un’attuazione rigorosa di quanto previsto dall'articolo 9A del Trattato di riforma, con particolare riferimento al concetto di rappresentanza dei cittadini; attuazione rigorosa che dalla proposta del Parlamento europeo - il cui testo in questa parte non risulta essere stato modificato dall'accordo del Consiglio europeo del 18 e 19 ottobre 2007 - viene rinviata al 2014.