Legislatura 15 Atto di Sindacato Ispettivo n° 1-00153
Azioni disponibili
Atto n. 1-00153
Pubblicato il 24 ottobre 2007
Seduta n. 237
PAPANIA , ADRAGNA , PASETTO , RANDAZZO , POLLASTRI , BIANCO , TURANO , GARRAFFA , ROSSI Paolo , FAZIO
Il Senato,
premesso che:
attraverso la legge 28 gennaio 94, n. 84, è stata istituita a Trapani, con decreto del Presidente della Repubblica del 2 aprile 2003, l’Autorità portuale, fatto che è stato salutato da più parti con commenti positivi per l’importanza che questo Ente riveste per lo sviluppo di un territorio che, per molti aspetti economici, è fortemente legato al mare ed alla portualità;
in particolar modo dopo la concretizzazione di un importante evento quale la pre-regata della Coppa America che ha avuto luogo a Trapani nell’ottobre del 2005, è risultato evidente come il ruolo dell’Autorità portuale sia diventato centrale per la possibilità che si possano ulteriormente rafforzare le strutture del porto, e come nessun altro Ente possa essere in grado di gestire al meglio gli interessi ed il carico di lavoro che riguarda, soprattutto, la programmazione ordinaria commerciale e strutturale propria di qualunque sede portuale ed in particolare un porto come quello di Trapani bisognoso di finanziamenti e di iniziative commerciali nuove;
tale Ente portuale è rappresentativo di tutte le Istituzioni locali, dei sindacati, e delle associazioni imprenditoriali; la legge, infatti, prevede (art. 6) l’Autorità portuale e ne stabilisce le competenze e gli organi che sono: il Presidente, che è nominato dal Ministro sulla base di una terna designati dalla Provincia di Trapani, dal Comune di Trapani e dalla Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura; il Comitato portuale, con compiti decisionali fondamentali di cui, tra l’altro, fanno parte il Sindaco di Trapani ed il Presidente della Provincia; il Segretario Generale, nominato dal Comitato portuale, che, assieme alla segreteria tecnica, rappresenta un fondamentale organo di gestione per tutte le competenze dell’Ente;
appare di tutta evidenza che il territorio di Trapani, nel rispetto degli interessi dei propri operatori ed a tutela degli stessi, avrebbe tutto da guadagnare dalla presenza e dalla piena operatività dell’Autorità portuale dove sono pure direttamente rappresentati nei diversi organi di amministrazione gli Enti locali e le categorie economiche;
rilevato che:
lo scioglimento oggi, malgrado la quantità di merci realizzata nell’anno 2005 appaia oltre i parametri minimi previsti dalla legge, è inaccettabile e pericoloso, perché contrario allo spirito della legge 84/94 che disciplina l’istituzione dell’Autorità portuale, e mette a rischio ogni eventuale ripristino della stessa Istituzione anche in prospettiva, vanificando il lavoro fino a questo momento fatto e le speranze degli operatori portuali che aspirano ad un reale cambiamento del futuro del porto;
appare di tutta evidenza che la provincia di Trapani intera, nel rispetto degli interessi dei propri operatori ed a tutela degli stessi, riconosce l’esigenza di meglio regolarizzare definitivamente l’Autorità portuale nei suoi assetti e nella sua operatività;
inoltre con la realizzazione del Corridoio ferroviario Berlino-Palermo, i porti situati nella Provincia di Trapani rappresenteranno la porta d'ingresso del Mediterraneo, in relazione anche all'avvio, nel 2010, dell'area di libero scambio del Mediterraneo. Nello stesso contesto del porto di Trapani possono anche essere considerati i porti di Marsala, Mazara del Vallo, Egadi e Castellammare del Golfo, per una reciproca sinergia, tant'è che la Provincia regionale di Trapani, con atto di indirizzo del Consiglio del 12 marzo 2007 ha avviato le procedure per la costituzione di una “Autorità portuale di sistema” che, insieme con il capoluogo, veda riuniti anche i porti suddetti, sostenendo l’importanza di costituire un sistema di servizi portuali di alto profilo in grado di raccogliere la sfida competitiva legata all’affermazione dopo il 2010 dell’area di libero scambio nel Mediterraneo;
il Consiglio provinciale di Trapani ha approvato nella seduta del 29 agosto 2007 con il voto pressoché unanime di tutte le forze politiche consiliari l’ordine del giorno con cui manifestava assoluta contrarietà ad ogni ipotesi di scioglimento dell’Autorità portuale di Trapani, in quanto tale evento rappresenterebbe un duro colpo alla già asfittica economia della Provincia di Trapani e ne mortificherebbe le dimostrate potenzialità e le occasioni per le molteplici opportunità di sviluppo e di occupazione derivanti dall’incremento delle attività marittime e del loro indotto, ed invitava il Ministero dei trasporti a riconsiderare i dati forniti dalla Capitaneria di porto locale comparandoli con quelli già forniti dalla Autorità portuale di Trapani, valutando anche l’opportunità di ricorrere ad una Commissione tecnica per detta verifica;
il Consiglio Comunale di Trapani in data 17 settembre 2007 ha approvato con il voto unanime della totalità dei consiglieri in rappresentanza di tutte le forze politiche consiliari l’ordine del giorno con cui dichiara il proprio incondizionato sostegno al mantenimento dell’Autorità portuale di Trapani, e contestualmente il ricorso a qualsivoglia iniziativa, istituzionale, politica e di mobilitazione civica, volta alla tutela di questa;
considerato che:
con una nota del Ministero dei trasporti (Direzione generale per le infrastrutture della navigazione marittima e interna) il 6 agosto 2007 è stato comunicato l'avvio di un procedimento per la soppressione dell'autorità portuale di Trapani, riferito al triennio 2003-2004-2005, a norma dell'articolo 6, comma 10, della legge 28 gennaio 1994, n. 84;
l'autorità portuale di Trapani, con una nota, ha chiesto l'annullamento in autotutela del procedimento avviato in considerazione di una relazione laddove si riportano i dati dell'anno 2005 completi e attendibili, in cui risulta che il volume di traffico di merci, per l'anno 2005, nel porto di Trapani supera i 3 milioni di tonnellate al netto del 90 per cento delle rinfuse liquide o a 200.000 Teu, dimostrando l’insussistenza dei presupposti per un'ipotesi di procedimento di soppressione;
l'articolo 1, comma 989, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (legge finanziaria per il 2007), autorizza il Governo ad adottare per le autorità portuali, entro 90 giorni dall'entrata in vigore della legge, un regolamento volto a rivedere i criteri per l'istituzione delle autorità portuali e la verifica del possesso dei requisiti previsti per la conferma o la loro eventuale soppressione, ma il Governo non ha ancora emanato il previsto regolamento;
la stessa materia è stata nuovamente disciplinata dall'articolo 16 della legge 3 agosto 2007, n. 127, che ha riproposto il comma 989, aggiungendo il comma 989-bis, che autorizza il Ministero dei trasporti ad adottare, entro il 30 ottobre 2007, un regolamento volto a rivedere i criteri per l'istituzione delle autorità portuali e la verifica del possesso dei requisiti previsti per la conferma o la loro eventuale soppressione, tenendo conto della rilevanza dei porti, del collegamento con le reti strategiche, del volume dei traffici e della capacità di autofinanziamento;
il Governo, tramite la persona del Sottosegretario di Stato per le infrastrutture on. Tommaso Casillo, in occasione del question time svoltosi alla Camera dei deputati il giorno 11 ottobre 2007, ha condiviso le ragioni di una maggiore prudenza affermando che “Infatti, prescindendo dalle analisi sui flussi di traffico effettuate cui viene fatto riferimento, l'atto amministrativo emanato dal Ministero dei trasporti, Direzione generale per le infrastrutture della navigazione marittima ed interna, del 6 agosto 2006, con cui si comunica l'avvio del procedimento per la soppressione dell'autorità portuale di Trapani, appare dissonante dal contesto normativo generale e si espone, pertanto, ad essere impugnato per illegittimità. Nelle more dell'emanazione del regolamento succitato appare, pertanto, dubbia la legittimità dell'atto amministrativo che prevede la soppressione di un'autorità portuale.”;
malgrado tale valutazione, il Ministro dei trasporti ha ritenuto di dover, senza ogni altra verifica tecnica e della volontà parlamentare, sottoporre alla firma del Presidente della Repubblica il decreto per la soppressione dell’Autorità portuale di Trapani, che il Presidente della Repubblica ha firmato in data 5 ottobre 2007, e in data 15 ottobre 2007 ha emanato altro decreto di nomina del Commissario liquidatore dell’Autorità portuale di Trapani;
tale procedura è stata avviata in base all’art. 6, comma 10, della citata legge 84/94 che ne da facoltà di proposta al Ministero dei trasporti, e, secondo i noti rapporti interministeriali seguiti allo scorporo del Ministero delle infrastrutture e trasporti, di concerto con l'attuale Ministro delle infrastrutture, e - alla luce della prassi costituzionale, tanto con riferimento allo Statuto autonomo, quanto all’approvazione del nuovo Titolo V della Costituzione - d'intesa con la Regione Siciliana, in presenza della rilevazione per tre anni consecutivi di una misura di volumi di traffico inferiore alla soglia del requisito minimo ad oggi individuata in tre milioni di tonnellate di merci;
al fine di riconsiderare e integrare i dati in possesso del Ministero, a seguito di un dettagliato riscontro, l’Autorità portuale stessa ha già provveduto ad inviare al Ministero dei trasporti una prima documentata relazione attinente ai volumi di traffico globale per il triennio in questione, capace di attestare l’ottemperanza dei requisiti prescritti dall’art. 6 di cui sopra e riservandosi ulteriori approfondimenti e ritenendo così anche avviato il legittimo contraddittorio sulla procedura di soppressione;
visto che:
gli stessi provvedimenti contengono evidenti elementi di dubbia legittimità costituzionale e normativa nonché politica, mancando, entrambi, del concerto del Ministero delle infrastrutture e dell’intesa del Presidente della Regione Siciliana e, anche in considerazione di ciò, emergeranno certamente diversi contenziosi dai quali, oltre che un probabile condannatorio dell'Esecutivo, scaturiranno sicuri danni alle attività portuali in Trapani, prima fra essi una grave e preoccupante situazione di inerzia e di incertezza operativa;
sarebbe ingiusto oltre che grave se si dovesse privare il territorio di Trapani di un Ente importante per lo sviluppo socio-economico dello stesso, quale l’Autorità portuale, per un mero errore di valutazione dei dati erroneamente forniti, considerato che la rilevazione, con riferimento al Porto di Trapani, sede della richiamata Autorità, per il triennio 2004/2006 sarebbe stata effettuata a campione di singole annualità e si fonderebbe, oltre che su una incertezza dei criteri generali di calcolo, su riferimenti ufficialmente dichiarati in sede di verbale del Comitato portuale dalla locale Capitaneria di porto come parziali e non certamente completi, poiché sommatoria di comunicazioni spontaneamente rese dagli operatori e non certificate come esaustive dell'intero traffico,
impegna il Ministro dei trasporti:
a sottoporre alla firma del Presidente della Repubblica un provvedimento di revoca in autotutela del decreto di soppressione dell'Autorità portuale di Trapani, che preveda l'immediato ripristino della stessa;
a riconsiderare i dati forniti dalla Capitaneria di porto locale, comparandoli con quelli già forniti dalla Autorità portuale di Trapani, valutando anche l’opportunità di ricorrere ad una Commissione tecnica per tale verifica;
a valutare la richiesta della Provincia regionale di Trapani che, con atto di indirizzo del Consiglio del 12 marzo 2007, ha avviato le procedure per la costituzione di una “Autorità portuale di sistema”, ed a tal fine avviare l’iter procedimentale per l’ampliamento dell’Autorità di Trapani in Autorità portuale di sistema della Sicilia Occidentale ricomprendente i porti di Trapani, Castellammare del Golfo, Marsala, Mazara del Vallo e delle Isole Egadi.