Legislatura 15 Atto di Sindacato Ispettivo n° 1-00152

Atto n. 1-00152

Pubblicato il 23 ottobre 2007
Seduta n. 235

D'ALI' , DELL'UTRI , FIRRARELLO , GRILLO , CENTARO , SANTINI , FERRARA , VEGAS , SCARPA BONAZZA BUORA , ZICCONE , DI BARTOLOMEO , SCOTTI , REBUZZI , VIZZINI , GENTILE , IANNUZZI , CASTELLI , COSTA , NESSA , VENTUCCI , CASOLI , SCARABOSIO , MALVANO , CANTONI , MAURO

Il Senato,

premesso che:

con decreto del Presidente della Repubblica 2 aprile 2003, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 115 del 20 maggio 2003, è stata istituita l’Autorità portuale di Trapani, ai sensi dell’art. 6, comma 8, della legge 28 gennaio 1994, n. 84, sul riordino della legislazione in materia portuale;

le Commissioni parlamentari di Camera e Senato hanno, rispettivamente il 25 gennaio e il 24 gennaio 2006, approvato a larga maggioranza la proposta di nomina dell’ing. Emilio Barboncini, già reggente della stessa con le funzioni di Commissario governativo, a Presidente dell’Autorità portuale di Trapani, rinnovando pertanto da parte delle istituzioni parlamentari la piena fiducia alla sua persona nel conforme svolgimento della responsabilità assegnatagli;

il Comitato portuale rappresentativo, secondo quanto stabilito dalla legge, di tutte le istituzioni locali, dei sindacati, e delle associazioni imprenditoriali si è immediatamente insediato ed ha sino ad oggi regolarmente operato;

la Direzione generale per le infrastrutture della navigazione marittima e interna del Ministero dei trasporti, con dispaccio M-TRA/DINFR/8045, del 6 agosto 2007, ha comunicato all’Autorità portuale di Trapani l’avvio del procedimento di soppressione della stessa;

tale procedura sarebbe stata avviata in base all’art. 6, comma 10, della legge citata 84/1994 che ne dà facoltà di proposta al Ministero dei trasporti, e, secondo i noti rapporti interministeriali seguiti allo scorporo del Ministero delle infrastrutture e trasporti, di concerto con l'attuale Ministro delle infrastrutture, e, alla luce della prassi costituzionale tanto con riferimento allo Statuto autonomo quanto all'approvazione del nuovo Titolo V della Costituzione, d'intesa con la Regione Siciliana, in presenza della rilevazione per tre anni consecutivi di una misura di volumi di traffico inferiore alla soglia del requisito minimo ad oggi individuata in tre milioni di tonnellate di merci;

la superiore rilevazione con riferimento al porto di Trapani, sede della richiamata Autorità, per il triennio 2004/2006 sarebbe stata effettuata a campione di singole annualità e si fonderebbe, oltre che su una incertezza dei criteri generali di calcolo, nello specifico su riferimenti ufficialmente dichiarati in sede di verbale del Comitato portuale dalla locale Capitaneria di porto come parziali e non certamente completi, poiché sommatoria di comunicazioni spontaneamente rese dagli operatori e non certificate come esaustive dell'intero traffico;

il Ministro dei trasporti stesso, come desunto dal comma 989 della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (legge finanziaria per il 2007), in cui si rinvia ad un prossimo regolamento governativo, ha riconosciuto l’attuale inadeguatezza e la sostanziale indeterminatezza dei criteri e metodi di rilevamento dei volumi di traffico dei porti sede di Autorità portuale, richiedendo al Parlamento delega per un nuovo provvedimento atto a definirli ed ancora ad oggi non emesso, proponendo una completa rivisitazione degli stessi criteri e, tra l'altro, l'introduzione anche dell'ammontare del numero di passeggeri trasportati che nel porto di Trapani da anni supera di molto il volume annuo del milione di unità;

al fine di riconsiderare e integrare i dati in possesso del Ministero, a seguito di un dettagliato riscontro, l’Autorità portuale stessa ha già provveduto ad inviare al Ministero dei trasporti una prima documentata relazione attinente ai volumi di traffico globale per il triennio in questione, capace di attestare l’ottemperanza dei requisiti prescritti dall’art. 6 di cui sopra e quindi di dirimere ogni dubbio sulle capacità funzionali e sull’efficienza operativa della stessa Autorità, riservandosi ulteriori approfondimenti e ritenendo così anche avviato il legittimo contraddittorio sulla procedura di soppressione;

nonostante le fisiologiche criticità in fase di avviamento, l’Autorità portuale ha contribuito in maniera determinante a consolidare il ruolo del porto di Trapani, in conformità con la classificazione di scalo commerciale di interesse nazionale (2a categoria -1a classe) che la legge 84/1994 gli attribuisce, adoperandosi per l’incremento del volume di traffico sia di merci che di passeggeri registrato negli anni 2004 e 2005, e distinguendosi, quale soggetto attuatore per incarico della Protezione civile delle attività di progettazione e sistemazione dell’area portuale, di banchine e dell’area dei cantieri in preparazione delle regate preliminari dell’America’s Cup di Trapani;

rilevato che:

il Consiglio provinciale di Trapani ha approvato nella seduta del 29 agosto 2007 con il voto pressoché unanime di tutte le forze politiche consiliari l’ordine del giorno con cui si invita il Ministro dei trasporti a revocare l’avvio del procedimento per la soppressione dell’Autorità portuale di Trapani, dando mandato al Presidente della Provincia di attivare ogni intervento possibile per il supporto e il mantenimento della detta Autorità quale base indispensabile per lo sviluppo economico territoriale, nonché per la formazione di una più organica Autorità portuale di sistema che ricomprenda i maggiori porti della provincia;

il Consiglio comunale di Trapani, il 17 settembre 2007, ha approvato con il voto unanime della totalità dei consiglieri in rappresentanza di tutte le forze politiche consiliari l’ordine del giorno con cui dichiara il proprio incondizionato sostegno al mantenimento dell’Autorità portuale di Trapani e contestualmente il ricorso a qualsivoglia iniziativa, istituzionale, politica e di mobilitazione civica, volta alla tutela di queste;

una delibera del Ministero dei trasporti del 28 agosto 2007 ha reso nota l’approvazione dei bilanci consuntivi per gli anni 2003, 2004, 2005 e 2006, e di approvazione di bilancio preventivo per l’anno 2007, attestando l’esercizio responsabile della gestione patrimoniale finanziaria da parte della stessa Autorità portuale in ottemperanza dell’art. 6, commi 3 e 4, della citata legge 84/1994;

considerato che:

la soppressione dell’Autorità portuale di Trapani comporta un grave vulnus per il sistema economico e sociale del territorio, paventando per questa area della Sicilia, che negli ultimi anni ha imboccato la via di un graduale e tangibile sviluppo, il rischio di un ritorno a condizioni di marginalità, unitamente ad un'incomprensibile volontà di mortificazione di tutte quante le istituzioni, le forze politiche e di governo locale, i sindacati e le categorie e le risorse produttive della città, sia come componenti del Comitato portuale quanto come intera società civile già unitasi a difesa del mantenimento delle prerogative della siffatta Autorità portuale;

in linea con il determinante ruolo strategico svolto dall’Autorità portuale per lo sviluppo infrastrutturale ed economico di Trapani e di tutto il territorio provinciale, si rende evidente, al fine di un’ulteriore integrazione e sviluppo delle risorse della città-provincia, l’esigenza di un consolidamento della stessa in Autorità portuale di sistema che veda riuniti assieme a Trapani i porti di Marsala, Mazara del Vallo, Egadi e Castellammare del Golfo;

tutte le suddette considerazioni riguardo al provvedimento di scioglimento dell'Autorità portuale di Trapani, puntualmente trasmesse al Ministro, riprese in più atti di sindacato ispettivo, che hanno anche ottenuto paradossalmente riscontri di condivisione dello stesso Governo tramite la persona del Sottosegretario di Stato per le infrastrutture, dott. Tommaso Casillo, in occasione della discussione al question time svoltosi alla Camera dei deputati l'11 ottobre 2007, ovvero che non hanno ancora ottenuto risposta pur recando il numero di firme di parlamentari, rappresentanti di Gruppi tanto di maggioranza quanto di opposizione, utile allo svolgimento immediato dell'interpellanza, non hanno consigliato allo stesso Ministro il richiesto momento di ripensamento e anzi lo stesso ha ritenuto di dovere, senza ogni altra verifica tecnica e della volontà parlamentare, sottoporre alla firma del Presidente della Repubblica il decreto per la soppressione della Autorità portuale di Trapani e che il Presidente della Repubblica ha firmato il 5 ottobre 2007 e il 15 ottobre lo stesso Ministro ha emanato altro decreto di nomina del Commissario liquidatore dell’Autorità portuale di Trapani;

tali provvedimenti hanno suscitato immediate reazioni di sdegno e preoccupazione nel tessuto sociale e imprenditoriale, nonché in tutte le forze politiche e nelle istituzioni rappresentative della città e dell’intera Provincia di Trapani, tutte pronunciatesi in direzione completamente opposta, e ciò anche alla luce di importanti intese interministeriali di recente definite ed in corso di attuazione da parte dell'Autorità portuale, finalizzate alla ripresa di rilevanti interventi infrastrutturali già da tempo avviati e temporaneamente sospesi nel porto di Trapani;

gli stessi provvedimenti contengono evidenti elementi di dubbia legittimità costituzionale e normativa nonché politica, mancando, entrambi, del concerto del Ministero delle infrastrutture e dell’intesa del Presidente della Regione Siciliana e, anche in considerazione di ciò, emergeranno certamente diversi contenziosi dai quali, oltre che un probabile condannatorio dell'Esecutivo, scaturiranno sicuri danni alle attività portuali in Trapani, prima una grave e preoccupante situazione di inerzia e di incertezza operativa,

impegna il Ministro dei trasporti:

a predisporre e sottoporre alla firma del Presidente della Repubblica un atto di revoca in autotutela del provvedimento di soppressione dell'Autorità portuale di Trapani, che preveda l'immediato ripristino della stessa ed il conseguente insediamento del disciolto Comitato, disponendo altresì l’immediata istruttoria per l’ampliamento dell’Autorità portuale di Trapani in Autorità portuale di sistema della Sicilia Occidentale ricomprendente i porti di Trapani, Castellammare del Golfo, Marsala, Mazara del Vallo e delle Isole Egadi.