Legislatura 15 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-02662

Atto n. 4-02662

Pubblicato il 19 settembre 2007
Seduta n. 215

FIRRARELLO , FERRARA , NARO , STRANO , ZICCONE - Al Ministro della salute. -

Premesso che:

l’attività zootecnica nel territorio nebroideo rappresenta una delle poche risorse economiche in grado di garantire, da sempre, un reddito alle popolazioni locali e di mantenere il necessario equilibrio sociale ed ambientale, fattori di fondamentale importanza per l’ordinata convivenza delle comunità ivi insediate;

in particolare, l’allevamento dei bovini ha sempre privilegiato in dette zone la linea “vacca-vitello”, garantendo alla produzione di carne quelle caratteristiche di tipicità e genuinità che la collocano tra quelle definite “di eccellenza” nel sistema agricolo regionale;

tutto questo, ultimamente, rischia di essere irrimediabilmente compromesso in quanto i programmi di risanamento della zoonosi in generale, nonché le disposizioni di cui alla ordinanza ministeriale del 14 novembre 2006, in particolare, hanno inciso pesantemente sull’operatività degli allevamenti e soprattutto sull’entità del patrimonio zootecnico;

la tipologia di allevamento di queste zone, basata essenzialmente sulla transumanza delle mandrie e sul finissaggio degli animali da macello in apposite strutture, non consente assolutamente agli allevatori locali di rispettare in modo tassativo ed esaustivamente tutte le prescrizioni previste dalla citata ordinanza del Ministero della salute del 14 novembre 2006;

perdurando tale situazione, prima ancora della eradicazione della brucellosi bovina si assisterà, fra non molto, al totale annientamento dell’intero patrimonio zootecnico dei Nebrodi con la inevitabile e conseguente perdita di un grande patrimonio genetico;

pur tuttavia, è possibile contemperare la salvaguardia, il mantenimento e lo sviluppo della zootecnica nell’area dei Nebrodi col perseguimento dell’obiettivo primario del risanamento sanitario degli allevamenti e della tutela, quindi della salute pubblica;

tutto ciò può essere facilmente raggiunto solo attraverso lo strumento della vaccinazione, in particolare tramite il vaccino vivo del ceppo RB51 per tutti gli animali a rischio contaminazione da brucella abortus e il vaccino vivo del ceppo REV 1 per gli animali a rischio da contaminazione da brucella melitensis;

a tale proposito, anche l’Unione europea, adottando la decisione C-2592/2002 nel quadro della direttiva n. 64/432/CEE del Consiglio europeo, prevede la possibilità di autorizzare vaccini contro la brucellosi, nella considerazione che la profilassi vaccinale è uno strumento efficace se utilizzato in determinate condizioni ed associato ad una politica di test e macellazione;

pertanto, al fine di salvare gli allevamenti dall’estinzione e risanarli definitivamente dal male endemico della brucellosi, sarebbe assolutamente necessario autorizzare e rendere obbligatori in Sicilia l’utilizzo dei suddetti vaccini,

si chiede di sapere quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda adottare per salvaguardare il patrimonio bovino e genetico dell’intera area nebroidea, in pericolo di estinzione, e per tutelare gli allevatori che operano in quella zona.