Legislatura 15 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-02464

Atto n. 4-02464

Pubblicato il 24 luglio 2007
Seduta n. 200

ROSSI Fernando , BENVENUTO , BIANCO , CAFORIO , FORMISANO , FUDA , GIAMBRONE , RAME , SANTINI , SCALERA , THALER AUSSERHOFER , TIBALDI , BAIO - Al Presidente del Consiglio dei ministri. -

Premesso che:

recentemente l’ONU ha approvato la Convenzione internazionale sui diritti dei disabili, trattato con il quale si intendono superare i limiti fisici, i pregiudizi e le lacune legislative che impediscono ai disabili di vedere riconosciuti a pieno i propri diritti di esseri umani;

in Italia, secondo l'art. 39, comma 2, della legge 104/1992, come modificato dalla legge 21 maggio 1998, n.162 (pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 29 maggio 1998, n. 123) che disciplina gli interventi di assistenza personale autogestita, "le Regioni possono provvedere, sentite le rappresentanze degli enti locali e le principali organizzazioni del privato sociale presenti sul territorio, (...) a disciplinare allo scopo di garantire il diritto ad una vita indipendente alle persone con disabilità permanente e grave limitazione dell'autonomia personale nello svolgimento di una o più funzioni essenziali della vita, non superabili mediante ausili tecnici - le modalità di realizzazione di programmi di aiuto alla persona, gestiti in forma indiretta, anche mediante piani personalizzati per i soggetti che ne facciano richiesta, con verifica delle prestazioni erogate e della loro efficacia";

con la legge 1° marzo 2006, n. 67, riguardante “Misure per la tutela giudiziaria delle persone con disabilità vittime di discriminazioni”, è entrata in vigore una nuova normativa che risponde a precise direttive dell’Unione europea, tendente a promuovere la piena attuazione dei principi di parità e delle pari opportunità nei confronti delle persone disabili, al fine di garantire alle stesse il pieno godimento dei loro diritti civili, politici, economici e sociali;

diverse associazioni e privati cittadini stanno chiedendo al Governo, attraverso una petizione, che è stata annunciata al Senato il giorno 11 luglio 2007 durante la seduta n. 188 (Petizione n. 557), un’importante modifica al suddetto articolo 39, comma 2, attraverso la sostituzione di “possono” con il termine “devono”, al fine di imporre alle Regioni la costituzione di un sistema di assistenza personalizzata ai disabili, consentendo così ai soggetti interessati di indicare quali sono le proprie personali esigenze, al fine di ottenere un servizio più completo e mirato ai bisogni di ognuno,

si chiede di sapere se il Governo non ritenga opportuno attivarsi affinché divenga un dovere delle Regioni, e non una semplice facoltà, quello di pianificare, finanziare e realizzare progetti di vita indipendente per le persone non autosufficienti, da mettere in campo anche attraverso la creazione di appositi Fondi da destinarsi distintamente alla voce “vita indipendente” in maniera omogenea in tutte le Regioni d’Italia, con l’affermazione dei principi giuridici in base ai quali essi siano riconosciuti quali fondi integrativi e non sostitutivi di altri (come la 328/2000, assistenza sanitaria, assistenza sociale, e altre provvidenze economiche), non dovendo essere legati al reddito ISEE, né tanto meno influire sulla reversibilità della pensione dei genitori, in quanto misure volte nel loro insieme a rendere qualitativamente migliore la vita e a tutelare il diritto alla piena dignità dell’esistenza dei cittadini disabili.