Legislatura 15 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-02348

Atto n. 4-02348

Pubblicato il 11 luglio 2007
Seduta n. 188

GRASSI , CONFALONIERI , GAGGIO GIULIANI , GIANNINI , CAPRILI , SODANO , ZUCCHERINI , ALFONZI , BULGARELLI , TIBALDI , ROSSI Fernando , DE PETRIS , RAME - Ai Ministri della difesa e della giustizia. -

Premesso che:

il 7 maggio 2007 ha preso avvio, presso il Tribunale di Civitavecchia, l’udienza preliminare del processo scaturito dall’omicidio di Renato Biagetti, il giovane accoltellato nelle prime ore della mattina di domenica 27 agosto 2006, all’uscita di una festa reggae tenutasi sulla spiaggia di Focene, nei pressi di Roma;

a questo gravissimo episodio si stanno aggiungendo delle “ombre” sull’andamento delle indagini che destano grave preoccupazione e necessitano di essere immediatamente fugate;

risulta agli interroganti che nel corso dell’udienza i difensori dei familiari di Renato Biagetti abbiano depositato delle dichiarazioni autografe di ben quattro persone che hanno visto il ragazzo accoltellato rilasciare ai Carabinieri la propria versione dei fatti;

il racconto di Biagetti, secondo le dichiarazioni dei quattro testimoni oculari, sarebbe stato debitamente verbalizzato dai Carabinieri, all’interno dell’ospedale Grassi di Ostia, poco prima che la vittima fosse trasportata in sala operatoria;

all’udienza preliminare i difensori facevano però presente di non aver rinvenuto all’interno del fascicolo d’indagine i verbali delle dichiarazioni rilasciate da Biagetti poco prima di morire;

il giudice per l’udienza preliminare, preso atto di quanto prospettato dai difensori, ha emesso un provvedimento con il quale ha ordinato alla Procura di Civitavecchia di effettuare tutte le opportune ricerche al fine di rinvenire i predetti verbali delle dichiarazioni rese dalla giovane vittima del reato;

alla successiva udienza del 24 maggio 2007 la Procura, in esito all’ordine formulato dal giudice, depositava agli atti un’annotazione di servizio dalla quale risultava che i Carabinieri di Ponte Galeria avevano in effetti assunto da Renato Biagetti sommarie informazioni testimoniali, ma avevano omesso di redigerne apposito verbale;

sicché l’effettivo contenuto di quanto dichiarato Renato Biagetti è ormai consegnato al solo ricordo del Carabiniere operante, il quale solo dietro formale richiesta si è deciso a consegnare agli atti la verbalizzazione delle operazioni compiute;

la grave omissione da ultimo emersa rende necessario, a giudizio degli interroganti, un intervento volto ad accertare il reale andamento dei fatti sopra esposti, atteso che il possibile inquinamento della testimonianza resa dalla vittima in punto di morte configurerebbe un’anomalia gravissima nella conduzione dell’indagine;

gli interroganti, a seguito di attento esame degli atti processuali, si sono convinti che sulla scena del delitto siano stati usati dagli aggressori due distinti coltelli, mentre invece risulta che una sola arma sia stata rinvenuta e sottoposta a perizia;

sembra pertanto che gli inquirenti non abbiano prestato il dovuto impegno nella ricerca dell’ulteriore coltello usato senza ombra dubbio per l’uccisione di Renato Biagetti;

si è inoltre appreso che l’imputato nel processo appena iniziato è figlio di uno dei Carabinieri in forza presso la Stazione che ha condotto l’indagine, e che tale circostanza, invero censurabile sotto il profilo dell’opportunità, richiede una particolare vigilanza, al fine di ovviare ad eventuali situazioni di conflitto di interessi, che sarebbero ovviamente assai pregiudizievoli per gli interessi della giustizia e del pieno accertamento della verità,

si chiede di sapere:

quali iniziative di competenza si intendano porre in essere per verificare i fatti e le circostanze sopra riportati;

se non si ritenga opportuno dare avvio ad un’indagine interna volta ad accertare se si siano concretizzate gravi omissioni e rischi di conflitto d’interessi e se si intendano individuare tutte le eventuali responsabilità per il mancato affidamento delle indagini ad altri organi di Polizia giudiziaria meno coinvolti emotivamente con l’accertamento dei fatti.