Legislatura 15 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-02251

Atto n. 4-02251

Pubblicato il 26 giugno 2007
Seduta n. 176

GIANNINI , RUSSO SPENA , BRISCA MENAPACE , DEL ROIO , MARTONE - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro della difesa. -

Premesso che:

domenica 24 giugno 2007, mentre un convoglio della missione Unifil a blindatura leggera stava percorrendo una strada di Sahel el Derdara, a sud del Libano, a pochi chilometri dal confine israeliano, presidiata da 1.100 uomini del contingente spagnolo, due esplosioni, a breve distanza l'una dall'altra, hanno coinvolto il mezzo;

fonti d'intelligence, molto preoccupate, parlano d'un doppio attacco - prima l'esca e poi il kamikaze - in perfetto stile jihadista;

il bilancio ufficiale dell'attentato è di alcuni feriti e sei soldati morti: tre di nazionalità spagnola e tre di origine colombiana;

secondo il Ministero della difesa spagnolo, il responsabile dell'attacco suicida a Sahel el Derdara, nella valle di Khiam, sarebbe "Fatah al Islam", un gruppo legato ad al Qaeda che recentemente aveva minacciato le forze dell'Onu e che da più di un mese è coinvolto in duri combattimenti con l'esercito libanese nel campo profughi di Nahr el Bared;

si apprende da un articolo pubblicato il 25 giugno 2007 sul sito Internet www.corriere.it che da mesi il Governo temeva attentati di gruppi slegati da Hezbollah e che, sulla base dei rapporti dei servizi segreti, le preoccupazioni per la missione delle Nazioni riguardano azioni terroristiche di gruppi legati ad al Qaeda;

considerato che:

il quadro politico dell’intera area geografica è cambiato drasticamente dall’inizio della missione, con l'aggravarsi della situazione, anche a seguito dell'espulsione degli Hezbollah dal governo libanese;

la questione palestinese, inoltre, si è resa sempre più drammatica e instabile, e lo Stato di Israele si dichiara pronto a sferrare nuovi attacchi in difesa dei propri territori;

nella missione Unifil sono impegnati 2.450 militari italiani, che rischiano di essere confinati in un ruolo di vigilanza militare di una situazione in stallo;

la missione Unifil, divenuta drammaticamente rischiosa, corre un forte rischio di involuzione se non verrà attuata la "seconda fase" che avrebbe dovuto seguire l'invio delle truppe, promuovendo le necessarie azioni diplomatiche per affrontare la crisi libanese,

si chiede di sapere:

se il Governo intenda informare il Parlamento sulla situazione in cui versa il Libano e i rischi reali cui è esposta la missione Unifil;

quali siano le condizioni di sicurezza in cui svolgono la loro attività i soldati italiani della missione Unifil;

quali siano le iniziative che il Ministro della difesa intenda intraprendere al fine di garantire una ripresa dell'attività diplomatica per risolvere la crisi libanese.