Legislatura 15 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-02230
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Atto n. 4-02230
Pubblicato il 21 giugno 2007
Seduta n. 173
FIRRARELLO - Al Ministro dei trasporti. -
Premesso che:
l’azienda Ferrovia Circumetnea (FCE) ha deciso di chiudere al pubblico, seppur temporaneamente, l’intera tratta ferroviaria Randazzo – Riposto, per complessivi 35 Km, per l’esecuzione di lavori di ammodernamento sul tratto Randazzo – Rovittello;
sulla tratta ferroviaria Randazzo – Riposto esistono luoghi di notevole interesse turistico, meta estiva di numerosi turisti, che spesso prediligono all'autobus il treno, visto che quest’ultimo consente di apprezzare appieno la bellezza paesaggistica del territorio;
la FCE è un’azienda che presta un servizio sociale essenziale, vista la tipologia di utenza che risiede sul territorio, e pertanto la chiusura della tratta in questione si configura come interruzione di pubblico servizio;
le motivazioni tecnico-organizzative addotte dalla FCE, a supporto della determinazione di sospendere l’esercizio ferroviario, sembrano vaghe e pretestuose, dal momento che la maggior parte del tracciato interessato rimane pienamente utilizzabile, in particolare nella tratta Linguaglossa – Riposto dove risulta tecnicamente possibile l’effettuazione di un servizio con treno navetta che può garantire un collegamento più efficace e puntuale rispetto l’impiego di un mezzo alternativo quale l'autobus;
la proposta dell’azienda di utilizzare gli autobus in alternativa al treno è da considerarsi più dannosa che altro, viste le precarie condizioni del parco macchine autoservizio e dato che ciò comporterebbe la distrazione dal servizio di un numero seppur minimo di autobus, accentuando così ancora di più le difficoltà quotidiane dell’impianto per la programmazione delle corse previste nell’orario di servizio automobilistico,
si chiede di sapere quali determinazioni il Ministro in indirizzo intenda adottare per ripristinare un servizio che, per motivi ambientali e per le caratteristiche della viabilità, è essenziale ed interessa le categorie sociali più disagiate (studenti, operai e contadini stagionali) impossibilitate a servirsi di vettori di trasporto alternativi.